La causa ha per oggetto alcune clausole assicurative che, in caso di incidente, vorrebbero impedire all'assicurato sia di rivolgersi a un carrozziere di fiducia sia di avvalersi dell'assistenza di un professionista per il recupero dei danni subiti.

Si moltiplicano le cause civili contro le clausole vessatorie presenti nelle polizze Rc Auto, da cui sono costretti a difendersi gli assicurati trascinati nelle aule di tribunale dalle proprie compagnie assicurative. Fra le tante, lo scorso 25 ottobre, a Treviso, ha avuto luogo la prima udienza che vede Vittoria Assicurazioni contro il proprio stesso assicurato. A difesa del malcapitato si è schierata l’Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale (Aneis), con intervento volontario “ad adiuvandum”.

La causa ha per oggetto alcune clausole assicurative che, in caso di incidente stradale, vorrebbero impedire all’assicurato sia di rivolgersi a un suo carrozziere di fiducia per la riparazione del veicolo, sia di avvalersi dell’assistenza e del patrocinio di un professionista per il recupero dei danni subiti.

“La clausole in questione sono tutte palesemente vessatorie, poiché violano il Codice di Protezione dei Consumatori e violano l’esercizio dei diritti di difesa consacrati dalla Carta Costituzionale”. Giovanni Polato, presidente Aneis.

“Appare sconcertante – prosegue Polato – la posizione del Governo Renzi, che le ha addirittura inserite nel DDL Concorrenza ora all’esame delle Camere, facendo intendere che i diritti dei consumatori possono essere calpestati a tutto vantaggio degli interessi delle Assicurazioni, che potrebbero, così, controllare e canalizzare il mercato dell’autoriparazione e decidere quali carrozzieri far lavorare, e quali no. E con il divieto del patrocinio, privare i consumatori di adeguata assistenza tecnica e legale”.

Ora si attende la decisione del giudice, annunciata a breve.

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