All’indomani dell’audizione della Casa automobilistica davanti alla commissione tecnica indipendente del governo francese per la vicenda dello scandalo emissioni, ecco che Renault richiamerà 15.000 auto in fabbrica prima ancora di immetterle sul mercato per regolare il motore, sotto accusa per aver superato la soglia delle norme anti inquinamento. Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente francese, Segolene Royal, che spiega così:

“Renault si è impegnata a richiamare 15mila auto per verificarle e regolarle correttamente in modo che il sistema di filtraggio funzioni in tutte le condizioni di temperatura. I controlli dovranno riguardare le emissioni quando la temperatura ambientale è molto alta o sotto i -17 gradi, perché in quelle condizioni l’impianto di filtraggio degli scarichi non lavora più”.

Il ministro ha poi specificato che Renault non è l’unica ad aver infranto le regole, senza però indicare chiaramente quali altri brand siano coinvolti. E secondo il quotidiano “Les Echos”, Renault potrebbe richiamare in tutto fino a 700.000 veicoli già in circolazione per una messa a norma. Sotto accusa, scrive sempre il quotidiano francese, la Nuova Espace e la Captur, ma i proprietari delle auto potranno chiedere solo a partire da luglio se sul loro veicolo sia necessaria un’operazione di messa a punto a titolo gratuito.

BISOGNA FARE CHIAREZZA
Il governo francese aveva immediatamente chiesto chiarezza sullo scandalo dieselgate di Volkswagen dopo che l’a.d. di Wolfsburg, Martin Winterkorn, aveva ammesso l’uso dei software per truccare i test antismog in Usa. VW è ora al centro di un’indagine penale negli Stati Uniti, ma il ministro francese delle Finanze, Michel Sapin, aveva chiesto “un’inchiesta europea”, perché “bisogna controllare tutti i costruttori, compresi quelli francesi, per rassicurare i cittadini”.

Intanto Renault ha annunciato per le prossime settimane un piano per ridurre i gas di scarico dei suoi veicoli diesel in condizioni di guida reali. Il piano, ha spiegato il direttore commerciale del Gruppo, Thierry Koskas, “è in corso di realizzazione”.

“Renault non ha commesso trucchi e rispetta le norme sulle emissioni. Desidero riaffermarlo con forza: non abbiamo utilizzato né software né altri metodi”, Thierry Koskas.

SOTTO ACCUSA IL TURBODIESEL ENERGY 1.6 DCI
Le ispezioni delle autorità francesi antifrode, svoltesi negli stabilimenti Renault a inizio gennaio, sembrerebbero essere state fatte per controllare le centraline di gestione del motore. Sotto la lente d’ingrandimento, secondo indiscrezioni, il motore turbodiesel Energy 1.6 dCi nei due livelli di potenza 130 e 160 cv. Un motore che equipaggia numerosi modelli del gruppo Renault-Nissan – come la Renault Espace e la Nissan Qashqai – ma anche vetture Daimler come la Mercedes Classe C.

NEL 2015 RENAULT SEGNA +3,3% DI VENDITE NEL MONDO
La bufera che ha investito la Casa francese arriva a conclusione di un 2015 più che positivo per il Gruppo. Le immatricolazioni auto e veicoli commerciali del Gruppo Renault a livello mondiale hanno registrato infatti un incremento del 3,3%, e rappresentano un totale di 2,8 milioni di unità. Questo terzo anno consecutivo di aumento delle immatricolazioni consente al Gruppo di registrare un nuovo record di vendite, con una quota di mercato mondiale che raggiunge il 3,2%. Renault resta la prima Marca francese nel mondo e Dacia registra, a sua volta, un nuovo record di vendite.

In Europa, il Gruppo ha ottenuto un incremento delle immatricolazioni del 10,2%, con 1.613.499 unità, e una quota di mercato del 10,1%. Renault è leader del mercato elettrico europeo e, per il 18° anno consecutivo, leader del mercato dei veicoli commerciali. Oltre le frontiere europee, nonostante la crisi economica in Russia e in America Latina, il Gruppo resiste e guadagna quote di mercato in Africa Medio-Oriente, India e in Eurasia.