Un pedale difettoso che provoca un’accelerazione involontaria. Un airbag che potrebbe esplodere in qualsiasi momento. O ancora una possibile dispersione di corrente. Sono diversi i motivi che negli ultimi anni hanno provocato importanti richiami auto da parte di più brand, con conseguenti perdite per miliardi di dollari. Secondo il nuovo rapporto di Allianz Global Corporate & Specialty (Agcs), l’aumento significativo dell’esposizione al ritiro dei prodotti nel corso dell’ultimo decennio ha portato alle aziende un potenziale di perdite maggiori e più complesse che mai.

Sulla base dell’analisi dei risarcimenti derivanti dai richiami di prodotti, il settore automobilistico è quello più colpito, seguito dal Food and Beverage. “Oggi assistiamo a livelli record di attività di richiamo in termini di dimensioni e costi – afferma Christof Bentele, head of global crisis management di Agcs -. Una regolamentazione più stringente e sanzioni più severe, l’aumento delle grandi multinazionali, la crescente consapevolezza dei consumatori e persino la crescita dei social media sono solo alcuni dei fattori che hanno contribuito a questo processo”.

Secondo l’analisi degli indennizzi del settore assicurativo dell’Agcs, gli incidenti legati ai prodotti hanno causato negli ultimi cinque anni perdite in risarcimenti assicurativi per oltre 2 miliardi di dollari, rendendo questo tipo di incidente la principale causa di indennizzo da responsabilità civile. Proprio i richiami in campo automobilistico sono i più costosi e ampi, a causa del cosiddetto “ripple effect” (dato l’uso di molti componenti comuni, un singolo richiamo può avere un impatto su un intero settore), e rappresentano oltre il 70% del valore di tutte le perdite assicurative analizzate. Il che non sorprende, se si considerano i recenti livelli record di attività: nel 2016, negli Stati Uniti sono stati richiamati 53,2 milioni di veicoli (contro i 16,5 milioni del 2013, secondo quanto riferisce la National Highway Traffic Safety), mentre in Europa i ritiri sono saliti del 76% su base annua.

Ad oggi, uno dei richiami più importanti che ha colpito l’industria automobilistica riguarda gli airbag Takata difettosi e dovrebbe portare al richiamo di circa 60-70 milioni di auto, coinvolgendo almeno 19 produttori in tutto il mondo e con costi stimati intorno ai 25 miliardi di dollari.

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Elettra Cortimiglia
Generazione ‘95, è amante della musica, in particolare dei Linkin Park. Conosce il mondo dei motori perché si ritrova in famiglia due giornalisti d’auto. Per la serie: non c’è 2 senza 3! Gestisce una bellissima pagina Facebook dedicata ai Linkin Park e al vocalist della band.