Tokyo – Dilagano a macchia d’olio i richiami legati a problemi legati alla sicurezza effettuati dai costruttori nipponici. Dopo Toyota, infatti, anche Nissan, Suzuki e Daihatsu hanno annunciato il ritiro di vetture, quasi tutte in Giappone, per un totale di quasi 600 mila unità, il tutto all’indomani della testimonianza di Akio Toyoda al Congresso Usa sulle cause del richiamo di quasi 9 mln d’auto nel mondo e della stretta sui controlli decisa dal governo nipponico.
Suzuki manderà nelle officine 432 mila veicoli per un totale di circa 10 modelli fabbricati tra il 2005 e il 2009. In casa Nissan rientreranno 76 mila auto mentre Daihatsu ritirerà dal mercato 60 mila veicoli.
Per Suzuki, in particolare, il problema è il rischio di incendio legato al sistema di condizionamento, che in particolari condizioni atmosferiche può provocare un corto circuito del sistema elettrico. Per Nissan si tratta di problemi che potrebbero causare l’interruzione del motore, mentre per Daihatsu si segnalano difetti al sistema di airbag. (ore 11:35)