“Volkswagen ha bisogno di un nuovo inizio”. Martin Winterkorn lascia la guida dell’azienda a tre giorni dallo scandalo scoppiato negli Stati Uniti. Dopo gli Usa, rischio di stop alle vendite anche in Europa. L’UE chiede a tutti i Paesi membri di aprire indagini e riferire alla Commissione.

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La bufera che si è abbattuta su Wolfsburg inizia a mietere le prime vittime dopo gli ingenti danni causati e quelli che ancora dovrà causare. L’amministratore delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn, si è dimesso. La scelta del numero uno del colosso automobilistico è la conseguenza più ovvia e giusta per quanto accaduto con lo scandalo dei test antismog truccati negli Stati Uniti. Pur sottolineando di non essere stato a conoscenza delle irregolarità, l’a.d. di Volkswagen ha deciso di “accettare la piena responsabilità” dell’accaduto.

“Volkswagen ha bisogno di un nuovo inizio”, ha detto Winterkorn.

Come sarà il nuovo inizio è uno scenario ancora difficile da immaginare. Intanto il governo tedesco nega di essere stato a conoscenza delle irregolarità portate avanti da Volkswagen in Usa, mentre l’Unione europea chiede a tutti i Paesi di aprire indagini e riferire alla Commissione.

“La Commissione ha tolleranza zero per le frodi. Accogliamo con favore le indagini avviate in Germania, Francia e Italia”. Così Lucia Caudet, portavoce dell’esecutivo comunitario al mercato interno, sottolineando poi che Bruxelles è al corrente che i test in laboratorio sulle emissioni auto forniscono dati differenti rispetto a quelli condotti in condizioni di guida reali. Proprio per questo, dal primo gennaio 2016 si passerà ai test su strada. I dati relativi a consumo ed emissioni inquinanti dichiarati dalle Case automobilistiche saranno allora uguali ai consumi e alle emissioni effettivi, ovvero durante la guida quotidiana?

“L’importante ora è fare velocemente, anche con i vertici dell’azienda, la massima chiarezza su quello che è successo e su quelle che possono essere le ripercussioni considerando il numero di veicoli. Se quello che sembra emergere verrà confermato, è certo che c’è un quadro di grande gravità”, Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico.

È che sia grave, la situazione, lo sappiamo già. Sono infatti almeno 25 le class action presentate in Usa contro Volkswagen, mentre in Italia il Codacons sta raccogliendo migliaia di adesioni da avviare negli Stati Uniti e sta valutando la possibilità di ulteriori azioni legali da intraprendere in Italia. Prima ancora di questo, il blocco delle vendite. Già sospese Oltreoceano, se anche in Europa si dovessero accertare gli stessi “trucchi antismog” lo stop sarà inevitabile.

“Se si verificherà che anche in Europa i test sono stati truccati, le conseguenze non potranno che essere le stesse. Cioè la sospensione delle vendite delle vetture modificate da Volkswagen. Non ho ancora avuto risposta dall’amministratore delegato di Volkswagen Italia, cui ho mandato ieri una lettera per avere chiarimenti. Dobbiamo avere su questo argomento un comportamento unitario a livello europeo”, Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente.

LE DICHIARAZIONI DI MARTIN WINTERKORN

MARTIN WINTERKORN

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