Scandalo Volkswagen: Mueller nuovo Ceo. In Germania 2,8 mln di auto taroccate

Il numero uno di Porsche al comando per “riconquistare la fiducia”. Non è stato reso pubblico l'elenco dei modelli manomessi, ma il ministro dei Trasporti tedesco fa sapere che in UE i veicoli con motori diesel 1.6 e 2.0 sono stati manipolati. Solo in Germania sono 2,8 milioni quelli coinvolti, in Italia si parla di 1 milione di auto.

diesel gate volkswagen

Il nuovo inizio Volkswagen ha il nome di Matthias Mueller, numero uno di Porsche (uno dei tanti marchi del colosso automobilistico tedesco), che a meno di una settimana dallo scoppio del diesel gate si trova al timone de Gruppo con l’arduo compito di velocizzare il cambiamento.

“Il mio compito più urgente è quello di riconquistare la fiducia nei confronti del Gruppo Volkswagen. Non lascerò nulla di intentato e agirò con la massima trasparenza, così come trarrò le giuste conclusioni dalla situazione attuale”, Matthias Mueller.

È intanto iniziata la caccia ai colpevoli della manipolazioni, che Vw sembrerebbe aver identificato in un numero ristretto di addetti ai lavori, un “piccolo gruppo di persone”. In attesa di conoscere gli autori della maxi-truffa, il disastro morale e politico porta la Casa tedesca ad indire un’assemblea generale straordinaria il 9 novembre, a Berlino, per approvare il piano di ristrutturazione.

Non è stato ancora reso pubblico, come invece si pensava, l’elenco di modelli manomessi: al momento si sa solo che sono quelli con motore diesel EA 189, montato ad esempio su Golf, Jetta, Passat, Maggiolone e Audi A3. Il ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrint, fa sapere però che in Europa i veicoli con motori diesel 1.6 e 2.0 sono stati manipolati e che solo in Germania sono 2,8 milioni i veicoli Vw coinvolti, fra questi anche vetture di cilindrata 1.2 e alcuni furgoni.

Un numero impressionante di veicoli che getta ombre sugli altri costruttori automobilistici. A tal proposito, Bmw indicata anch’essa dalla rivista AutoBild come “manipolatrice di test” sembra non essere assolutamente coinvolta, ma la Commissione europea lancia un messaggio intransigente: “tolleranza zero sulle frodi”. “È necessario che ci sia piena chiarezza e test efficienti sulle emissioni inquinanti”, ha dichiarato la responsabile per l’industria della UE, Elzbieta Bienkowska, mentre il ministro tedesco dell’Economia, Sigmar Gabriel, guarda già oltre e chiede “incentivi per le auto elettriche”.

Dagli Usa, invece, l’agenzia Epa promette nuovi, severi test anche sulle altre Case automobilistiche e il Dipartimento di Giustizia americano ha fatto sapere che condurrà un’indagine su Volkswagen con l’accusa di violazione delle norme antismog.

Per quanto riguarda l’Italia, l’a.d. di Volkswagen Italia, Massimo Nordio, ha fatto sapere che i nuovi veicoli dotati di motori diesel Euro 6 sono tutti rispondenti alla normativa europea. Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, però, rivela che in Italia le macchine dubbie potrebbero essere addirittura un milione. Anche per questo, la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta.

Quel che è certo è che il diesel gate lascerà un segno profondo nel Gruppo Vw. C’è chi pensa possa addirittura fallire, ma c’è chi risponde “too big to fail”, ovvero troppo grande per fallire. Comunque vada, un’altra cosa è più certa: il diesel gate ha spinto l’UE a cambiare definitivamente la modalità di svolgimento dei test antismog.

Dal 1° gennaio 2016 basta con le prove sui rulli: le macchine verranno testate su strada. Una svolta nelle omologazioni che secondo qualcuno potrebbe penalizzare le auto ibride e le auto a benzina di grande cilindrata: le prime perché fanno quasi tutta la prova in modalità elettrica, le seconde invece perché usano una parte minima di tutta la loro potenza.

La legge attuale in vigore in 50 Paesi prevede che i consumi siano calcolati simulando il viaggio su speciali rulli per un tempo di 1.180 secondi (circa 20 minuti): 780 secondi per misurare il consumo nel “percorso urbano”, 400 secondi per il viaggio “extraurbano” e per 10 secondi si raggiunge la velocità di 120 km/h. Ma il problema non sono solo i rulli: le Case costruttrici hanno la possibilità di effettuare i test con aria condizionata spenta e con modelli privi di accessori.

Ecco perché tra i dati dichiarati dalla Casa e i consumi effettivi spesso e volentieri c’è un abisso, ma non nel caso del diesel, che mostra invece le differenza minori e di conseguenza continua ad essere la motorizzazione preferita proprio perché consuma meno, anche se alla luce del diesel gate e grazie all’attuale sistema di test probabilmente consuma come le auto a benzina.

Come l’UE intenda effettuare i futuri test di omologazione è ancora presto per dirlo, ma la svolta mette fine a un problema più che noto, non solo a noi che scriviamo di auto ma anche e soprattutto a chiunque possieda un’auto: le prime denunce risalgono al 2009, quando Bild e Quattroruote notarono differenze fra i consumi reali e quelli dichiarati, differenze che andavano dal 17% al 47%.