Incredibile ma vero. Nello stesso giorno in cui gli Usa hanno accusato FCA di aver falsato i dati sulle emissioni delle proprie auto, in Francia è stata accusata Renault. Tre giudici indagheranno sui dispositivi utilizzati dalla Casa francese, sotto inchiesta per “inganno sulle qualità sostanziali e i controlli effettuati, con la particolarità che i fatti hanno avuto come conseguenza di rendere la merce pericolosa per la salute umana o animale”.

Tutto inizia nell’autunno 2015, quando in seguito al dieselgate Volkswagen deflagrato a settembre 2015 il ministero francese dell’Ambiente decise di costituire una commissione indipendente per effettuare una serie di test su un centinaio di veicoli commercializzati in Francia, appartenenti a una dozzina di Case automobilistiche.

Dai rapporti, resi noti solo a luglio 2016, viene fuori il superamento dei limiti di emissione nella guida normale rispetto ai test di omologazione per i veicoli Renault e per quelli Volkswagen. Come mai il nome di Renault viene fuori solo adesso?

Secondo il Financial Times, la commissione aveva evitato di inserire nel report finale i dati falsati di alcuni veicoli del gruppo francese in quanto partecipato dallo Stato. In particolare, il filtro degli ossidi di azoto della Captur avrebbe funzionato solo in condizioni di test e non nella guida reale.

Renault prende atto delle indagini e, si legge in una nota, precisa come “tutti i veicoli Renault sono sempre stati omologati in conformità con la legge e le normative e sono conformi alle norme vigenti. I veicoli Renault non sono equipaggiati con software di frode antinquinamento. Gli Stati, la Commissione europea, le autorità regolatrici e i costruttori automobilistici sono unanimi nel constatare la necessità di rafforzare le esigenze della normativa vigente. È questo l’obiettivo della futura norma Euro6d”.

“Il Gruppo Renault – conclude la nota – ricorda che ha presentato al collegio della commissione tecnica indipendente, nel mese di marzo 2016, un piano completo di riduzione delle emissioni di ossido di azoto (NOx) dei suoi veicoli diesel Euro 6b in uso dai clienti, che è stato considerato trasparente, soddisfacente e credibile”.