Sotto la lente dell’Epa, l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente Usa, è finito il 2.0 TDI equipaggiato sui model year 2015. L'accusa è pesante: il software del costruttore tedesco avrebbe rilevato i valori delle emissioni solo in fase di test, disattivandosi durante la guida su strada.

volkswagen epa

Un fulmine a ciel sereno. Una bufera che si abbatte sul principale Gruppo automobilistico mondiale. Le autorità statunitensi per la protezione dell’ambiente hanno accusato Volkswagen di aver manipolato con un software i controlli anti-smog sulle sue vetture. Non c’è da girarci attorno: è un fatto gravissimo. In una nota pubblicata ieri, il gigante di Wolfsburg ha ammesso le manipolazioni.

“Sono profondamente dispiaciuto che abbiamo deluso la fiducia dei nostri clienti e del pubblico. Collaboriamo con le autorità competenti per chiarire con trasparenza la cosa in modo completo il più presto possibile. Non tollereremo altre violazioni dei nostri regolamenti interni e della legge”, Martin Winterkorn, a.d. di Volkswagen.

Sotto la lente dell’Epa, l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente Usa, è finito il 2.0 TDI equipaggiato sui model year 2015. L’accusa è pesante: il software del costruttore tedesco – a detta dell’ente – avrebbe rilevato i valori delle emissioni solo in fase di test, disattivandosi invece durante la guida su strada. I modelli principali finiti sotto osservazione per il periodo 2009-2015 sono il Maggiolino, la Golf, la Jetta e la Passat. Ma anche Audi è interessata nell’operazione.

Celeri le scuse di Martin Winterkorn, il numero uno di Volkswagen, ma secondo il Sole 24 Ore le dichiarazioni del manager sono molto vicine ad essere una dichiarazione di colpevolezza per l’operato.

Immediate le ripercussioni per il Gruppo, costretto a sospendere le vendite delle vetture con il propulsore incriminato “sino a quando Volkswagen non spiegherà il perché delle emissioni eccessive”. Emissioni che secondo l’Epa sarebbero di ben 40 volte superiori ai limiti consentiti dalla legge statunitense.

Volkswagen ha subito incaricato una società esterna per condurre un’inchiesta sul caso, ma la multa che rischia è salatissima: secondo Automotive News, sommando tutte le ammende per i vari capi d’accusa, il Gruppo tedesco potrebbe essere costretto a pagare alle autorità statunitensi fino a 18 miliardi di dollari (circa 16 miliardi di euro). Senza contare le gravi ripercussioni commerciali dello scandalo. A Francoforte il titolo Volkswagen crolla attualmente di circa il 20%.

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