Scandalo Volkswagen. Il “diesel gate” arriva in Europa e il danno d’immagine è impressionante

Lo scandalo nato a seguito della scoperta di manipolazioni nei test statunitensi delle emissioni nocive delle vetture del colosso automobilistico tedesco causato da un software “ritoccato” per falsare i valori si diffonde a macchia d’olio. Crolla sempre più il titolo in borsa.

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Un danno inimmaginabile. L’indagine penale in Usa, il rischio di maxi multa (18 miliardi di dollari), lo stop alle vendite, il richiamo di oltre 500.000 vetture, la caduta libera in borsa. Il Gruppo Volkswagen è stato appena travolto da quello che ha già preso il nome di “diesel gate”, lo scandalo nato a seguito della scoperta di manipolazioni nei test statunitensi delle emissioni nocive delle vetture del colosso automobilistico tedesco causato da un software “ritoccato” per falsare i valori. Un software montato su oltre 11 milioni di auto.

Una bufera che si sta già tramutando in tornado pronto a devastare il mito dell’affidabilità tedesca e che si sta già diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo. La Corea del Sud ha già annunciato un’inchiesta che riguarda tre modelli del Gruppo: le versioni diesel di Volkswagen Golf e Jetta e di Audi A3. Il ministero dell’ambiente sudcoreano si dichiara pronto a prendere seri provvedimenti nel momento in cui venissero dimostrate le stesse manipolazioni dei test a stelle e strisce. E anche l’Australia chiede chiarimenti.

L’Europa? L’Europa non resta a guardare. Il ministro delle finanze francese, Michel Sapin, ha chiesto un’indagine ad ampio spettro a livello europeo per verificare eventuali irregolarità. Ed è notizia di qualche ora fa che anche il Ministero dei Trasporti italiano ha avviato un’indagine a riguardo.

Nel frattempo dagli Stati Uniti il CEO del ramo nord americano di VW, Michael Horne, approfitta della presentazione newyorkese della nuova Passat per rinnovare le scuse e l’impegno di tutto il Gruppo per recuperare la fiducia persa. Con una piccola accortezza: nessun riferimento ai livelli di emissioni dei motori diesel della nuova Passat.

Una fiducia irrimediabilmente persa. Il mito dell’affidabilità tedesca crolla sotto i colpi incessanti sempre più rossi della borsa: dopo il -18% di ieri, peggiore performance nella storia del Gruppo, oggi il titolo a Francoforte perde il 20%. E l’effetto “profondo rosso” sta colpendo anche altri brand europei: Bmw, Renault, Peugeot, Fca tutti in calo tra i 5 e gli 8 punti percentuali.

Reazione dei mercati a parte, è l’immagine pubblica ad uscirne inevitabilmente bastonata. Soprattutto sui social, dove è in atto uno tsunami di immagini satiriche, come quella che potete vedere qui sotto. Senza dimenticarsi del rischio di maxi multa da 18 miliardi di dollari: il colosso di Wolfsburg, infatti, fa sapere di aver già messo da parte 6,5 miliardi.

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