Quando si pensa a Milano, la si pensa forse come unica città italiana con un piede in più nel futuro rispetto alle altre città. Ed è stata proprio la Milano smart e futuristica, nella sua Fabbrica del Vapore, il palcoscenico di Citytech, l’evento giunto alla quarta edizione che guarda a una mobilità e a un’urbanistica del futuro sempre più tech e attenta alle problematiche dell’ambiente.

Il futuro dell’Italia, così come dell’Europa, sarà digitale. Alla luce di questa sempre più rapida trasformazione, sta cambiando il nostro modo di percepire la realtà, di relazionarsi con gli altri e soprattutto di concepire e progettare le nostre città per rispondere a questa esigenza. Il progetto europeo Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione, che rispondere alle nuove esigenze di ripensare società e trasporti in ottica più green e smart, ne è una testimonianza.

In quest’ottica è stato presentato a Citytech “Sharing Cities”, il progetto che per i prossimi cinque anni vedrà la collaborazione di Milano, Londra e Lisbona per la creazione di distretti smart a energia zero. Un ulteriore passo importante per il nostro Paese verso la completa trasformazione degli scenari urbani in ambienti cittadini intelligenti, funzionali e pienamente ecosostenibili.

Ma il messaggio più importante venuto fuori da Citytech è lo stop alle auto a combustibili fossili nelle città italiane entro il 2030. Anche nel nostro Paese è ora di agire e prendere decisioni importanti, per iniziare il passaggio verso un sistema di mobilità elettrica, sempre più condivisa (basti pensare ai servizi di car sharing) e, dove possibile, autonoma e integrata.

Non a caso lo stesso pensiero è condiviso anche dagli altri Paesi europei: Gran Bretagna e Francia hanno recentemente annunciato di vietare la vendita di auto a benzina e diesel entro il 2040, la Norvegia, nazione in cui oltre il 40% delle vetture di nuova immatricolazione è già elettrica o ibrida, vuole addirittura raggiungere questo obiettivo nel 2025, esattamente come vuole fare l’Olanda.

Vero è che la strada da percorrere è ancora molto lunga, soprattutto se si analizzano i dati sull’elettrico: nel 2016 sono state immatricolate in tutto il mondo solo 695.000 auto elettriche su un volume complessivo di 84 milioni di pezzi. Numeri ancora troppo bassi per le speranze che si nutrono sullo stop definitivo sulle auto a benzina e diesel.

Molto deve essere ancora fatto sia dalle Case automobilistiche, sia dai governi e dai ministeri competenti. Non servono nuove ricette o colpi di bacchetta magica. Gli stessi studi presentati a Citytech sono un bagaglio di esperienza sufficiente per dare una scossa di innovazione alle industrie. Occorre essere in grado (tutti, cittadini compresi) di attuare le strategie, produrre leggi, progetti, sperimentazioni e tanti, tanti servizi per la collettività.