Il “piano” per realizzare la grande Fiat è partito nello stesso momento in cui Sergio Marchionne ha sciolto i legami che tenevano il Gruppo torinese a rimorchio di General Motors, allora numero 1 al mondo. La seconda tappa, a sorpresa, è stata la acquisizione del moribondo Gruppo Chrysler.  Tutto quel che è accaduto è consequenziale alla attuazione di una strategia globale che non ha più l’Italia come epicentro della attività produttiva del Gruppo torinese. Strategia che procede spedita sui binari di una programmazione che nessuno riuscirà a modificare o a ritardare. Il potente sindacato Uaw ha deciso di assecondare i piani di Marchionne dimostrando una lungimiranza che i sindacati italiani non sembrano essere in grado di dimostrare, pur rendendosi conto che l’a.d. di Fiat e Chrysler continuerà imperterrito sulla sua strada.
Al recente Motor Show di Bologna è stato stato lanciato un ulteriore messaggio. Le dichiarazione del responsabile del brand Lancia-Chrysler per l’Italia, Luca Napolitano hanno delineato la convergenza dei due brand nel posizionamento, nello sviluppo dei nuovi prodotti (7 nuovi modelli in 3 anni), nelle persone, nelle organizzazioni e nella rete di vendita. Lancia e Chrysler hanno obiettivi precisi. Sono quelli che Marchionne ha prefigurato per tutti i brand del grande gruppo, gli italiani Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Maserati e perché no Ferrari; gli americani Chrysler, Jeep e Dodge.
Illuminante è anche la scelta di produrre in Messico la Fiat 500 per il continente americano, ribattezzata Five hundred, perché è la dimostrazione di come si possono attuare quei piani B che Marchionne ha dichiarato di avere e che realizzerà nel caso in cui Mirafiori non dovesse recuperare il terreno perduto per inserirsi nel programma ad ampio respiro di una Fiat ormai multinazionale, globale, non più legata necessariamente ed  esclusivamente ai poli produttivi italiani. In questo contesto rientra anche la joint-venture con Opel per la quale Fiat produrrà i veicoli commerciali su base Doblò nello stabilimento turco. (ore 12:00)
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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.