LA CANCELLIERA ANGELA MERKEL INCONTRA JOHN ELKANN
Ha aperto oggi al pubblico il 64mo Salone dell’auto che chiuderà il 25 settembre. All’inagurazione la cancelliera Angela Merkel che poi si è intrattenuta in alcuni stand. Lunga la sosta in quello del Gruppo Fiat dove la cancelliera si è intrattenuta in cordiale colloquio col presidente John Elkann che le ha mostrato la nuova Panda.
Nella conferenza stampa l’a.d. del Gruppo Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, ha affrontato diversi temi.
<<Stiamo riguardando i volumi. Il problema è del mercato, mai visto così basso dal 1983, non della Fiat. Prima di lanciare un nuovo prodotto bisogna essere sicuri. Il piano industriale Fiat resta valido ma, a causa delle difficoltà del mercato, stiamo rivedendo tutte le allocazioni dei modelli e la tempistica in tutto il mondo. La nuova Panda va a competere in un mercato estremamente competitivo e questo non va bene>>.
Ed ancora: <<I target di Fiat e Chrysler per il 2011 sono confermati. Il 2011 e il 2012 sono comunque anni difficili per il comparto dell’auto, in particolare in Europa. Per l’Italia sarà totalmente debole. Per i modelli da produrre a Mirafiori ‘nessuna decisione è stata presa, stiamo analizzando la situazione. Non escludo neppure la possibilità che siano prodotti, come previsto dall’accordo con i sindacati, i suv Alfa e Jeep. Entro qualche settimana decideremo>>.
Altri argomenti: <<L’impegno per l’Italia lo abbiamo ripetuto centomila volte. La mossa che è stata fatta adesso dal ministro Sacconi con l’articolo 8 è importantissima e comincerà a dare non solo alla Fiat, ma a tutti quelli che vogliono investire in Italia la certezza che consente di gestire. La manovra di Sacconi ha risolto tantissimi problemi. Abbiamo la certezza di poter gestire che era la cosa importante per noi. Quello che serviva ci è stato dato, non solo a noi ma anche a tutti gli altri industriali. Cerchiamo di non trovare il pelo nell’uovo. Non voglio parlare di gente che si arrabbia. Facciamo le persone serie. Il provvedimento è di una chiarezza assoluta: se la maggioranza dei lavoratori è d’accordo con una proposta questa va avanti, così riusciamo a gestire qualcosa. E’ una cosa assolutamente civile>>.
<<Con Suzuki abbiamo una collaborazione industriale da molto tempo. Il problema con Volkswagen non ha niente a che fare con noi. Possibili sviluppi? Parliamo con tutti. Parliamo con Suzuki e con chiunque altro voglia condividere con noi i costi dello sviluppo. Possiamo anche rafforzare la collaborazione con la casa giapponese per essere più presente in India e Cina. E’ possibile, ma non stiamo lavorando adesso su piattaforme con Suzuki, c’è uno scambio di informazioni>>.
Infine, Italia e Russia: <<L’Italia deve essere credibile. Stanno guardando tutti all’Italia per vedere come risolve i suoi problemi. La cosa importante è essere totalmente credibili a livello internazionale>>.
<<In Russia continuiamo a lavorare. I colloqui con il governo russo vanno benissimo>>.
 <<Non è in corso alcun negoziato con il fondo Veba sulla quota, pari al 41,5%, che detiene in Chrysler. Con questi mercati non è il momento giusto. L’integrazione con Fiat sta procedendo in modo perfetto>>.
IL FORFAIT DI SAAB
Saab Automobile Ab non è presente al Salone di Francoforte. Con una lettera inviata a tutti i dealer ed agli importatori Knut Simonsson, direttore ssecutivo marchio & marketing Saab,  ha evidenziato che l’azienda si sta attualmente impegnando al riavvio della produzione che rappresenta una priorità ed è per questo che ha convogliato tutte le sue risorse a Trollhättan. Nessuno può mettere in dubbio che la mancata presenza al Salone in questo periodo di rilanci sarà un handicap per Saab ma è anche vero che le priorità sono altre ed è più che ovvio un nuovo utilizzo delle risorse a disposizione dell’azienda in questo momento. La presenza a Francoforte sarebbe stata quasi irresponsabile nei confronti della linea di produzione di Trollhättan, perché Saab deve tornare al più presto ad essere una società che produce auto e gli eventi, gli spettacoli, i saloni, e tutte le attività di contorno arriveranno quando le circostanze potranno nuovamente permetterlo.