Spy story Mercedes-Ferrari. Un ingegnere prossimo al passaggio a Maranello trafuga dati sensibili

La Mercedes sostiene di aver sorpreso l’ingegnere Hoyle, uno dei papà della power unit di Stoccarda, a sottrarre file e altre informazioni criptate. La Ferrari spedisce al mittente le accuse: “Non esiste alcun contratto con Hoyle”.

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L’ultima clamorosa spy story, datata 2007, aveva come protagoniste le due squadre di vertice. Allora era la Ferrari a subire il furto per mano della McLaren. Oggi come allora sono implicate le due squadre di vertice, solo che la Ferrari questa volta non è la vittima.

La Mercedes ha infatti fatto causa a Benjamin Hoyle, ingegnere prossimo al trasferimento in Ferrari a fine mese, accusandolo di avere trafugato dati sensibili.

“Il signor Hoyle e potenzialmente la Ferrari hanno conseguito un vantaggio illegale. L’azione in corso coinvolge Mercedes High Performance Powertrain e un proprio dipendente. L’azienda è ricorsa alle vie legali per tutelare la sua proprietà intellettuale”, comunicato Mercedes.

La Ferrari prende subito le distanze:

“Era in scadenza alla Mercedes e c’è stato qualche contatto, ma molto informale, con noi ma anche presumibilmente con altre scuderie. Non esiste nessun contratto tra la Ferrari e il signor Hoyle”.

Hoyle è uno dei papà della power unit Mercedes punto di forza nelle ultime stagioni e aveva già annunciato le dimissioni durante la stagione appena conclusa. Da prassi è stato affidato a un progetto al di fuori della Formula 1, per evitare l’accesso a informazioni sensibili.

Nonostante ciò, però, la Mercedes sostiene di aver sorpreso Hoyle a sottrarre dati sul motore e altre informazioni criptate relative al Gran Premio di Ungheria. Nella denuncia, la Mercedes chiede che il suo ex-dipendente non lavori in un altro team di F1 fino al termine della stagione 2016. La trama si infittisce.