Strade italiane poco sicure: 1 su 2 è a rischio. Per rimetterle in sicurezza 50 miliardi di euro

Presentato ad Asphaltica World, il Salone europeo dedicato alla filiera dell’asfalto, il report del Siteb sullo stato di salute delle nostre strade che conferma il pericoloso trend degli ultimi 9 anni che ci ha portato dai 44 milioni di tonnellate utilizzati nel 2006 ai 22 mln stimati per il 2015.

Strade italiane poco sicure: 1 su 2 è a rischio. Per rimetterle in sicurezza 50 miliardi di euro

A fine 2015, il consumo di asfalto in Italia toccherà un nuovo record negativo: poco meno di 22 milioni di tonnellate per costruire e tenere in salute le nostre strade. Il dato, in leggero calo rispetto al 2014, conferma il pericoloso trend degli ultimi 9 anni che ci ha portato dai 44 milioni di tonnellate utilizzati nel 2006 ai 22 mln stimati per il 2015 e per riportare in sicurezza le nostre strade servirebbe un investimento straordinario di manutenzione dalla stratosferica cifra di 50 miliardi di euro.

Sono numeri che emergono dall’analisi presentata oggi dal Siteb (l’Associazione dei costruttori e manutentori delle strade) nel corso di Asphaltica World, il Salone europeo dedicato all’intera filiera dell’asfalto in corso di svolgimento a Roma (29-30 ottobre).

I dati evidenziano un nuovo record negativo che riporta indietro le lancette degli investimenti sul patrimonio stradale di quasi 30 anni, un minore investimento che ha prodotto come inevitabile conseguenza che 1 strada su 2 in Italia non è in condizioni di sicurezza.

Le conseguenze evidenti e sotto gli occhi di tutti sono buche, deformazioni, lesioni, sconnessioni dei piani stradali su quasi tutta la nostra rete viaria, con gravi ripercussioni sulla sicurezza degli utenti della strada. La situazione appare particolarmente drammatica sulle strade gestite da Comuni e Province, con alcune arterie addirittura chiuse al traffico perché troppo pericolose.

Sempre secondo le stime del Siteb, dal 2006 al 2015 – anche a causa del rispetto del Patto di Stabilità – gli Enti gestori della rete stradale italiana non hanno messo in opera 96 milioni di tonnellate di asfalto necessarie a tenere in buona salute le strade, per un valore complessivo pari a 9 miliardi di euro. Se il calo del consumo del conglomerato bituminoso (asfalto) è avvenuto in maniera progressiva e lineare, di contro il degrado della pavimentazione è avanzato a ritmo esponenziale.

Il mancato rifacimento dei “tappetini d’usura” (chiamati così proprio perché destinati a consumarsi) nei tempi convenuti ha determinato spaccature e infiltrazioni d’acqua sulla superficie stradale che hanno compromesso molte arterie sin dalle fondazioni, rendendo necessari costosi lavori straordinari in profondità, non sostituibili da cosiddette “operazioni tappa buche” destinate a durare solo poche ore.

“Il mancato investimento degli ultimi anni ha generato un meccanismo perverso che fa lievitare i costi della manutenzione ordinaria, creando un nuovo tipo di ‘debito grigio’ o ‘invisibile’. L’Italia è stata la prima nazione a dotarsi di moderne autostrade, poi si è fermata e ora ne paghiamo le conseguenze in termini di qualità e funzionalità. È necessario mettere mano a un piano straordinario per rimettere in sesto e in sicurezza la rete esistente prima che collassi”, Michele Turrini, presidente del Siteb.

Rimettere in sicurezza il nostro patrimonio stradale, riportando gli investimenti al livello del 2006, è una spesa da 40/50 miliardi di euro. Un investimento decisamente elevato ma necessario, per non vedere ulteriormente deteriorare il valore del patrimonio stradale italiano, una rete lunga oltre 500.000 km, di cui circa 7.000 km di autostrade e 25.000 km gestiti direttamente dall’Anas per le cosiddette “strade di grande comunicazione”, il cui valore complessivo (con gallerie, ponti e viadotti) è stimato in 1.000 miliardi di euro.

LE TECNOLOGIE PER COSTRUIRE E MANTENERE SICURE LE NOSTRE STRADE
Sebbene il mercato delle opere stradali in Italia stenti a rimettersi in moto e le attività di manutenzione dei manti stradali siano sempre più rare, negli ultimi anni si sono registrati decisi investimenti degli operatori del settore nel campo dell’innovazione, con l’obiettivo di rendere le opere più sicure e più ecocompatibili.

L’Italia resta comunque fanalino di coda nel riciclo delle pavimentazioni stradali: solo il 20% viene recuperato, contro una media europea che sfiora il 60%. Sono però diverse le tecnologie adottate oggi per migliorare la sicurezza degli automobilisti e abbattere le emissioni inquinanti. Eccole nel dettaglio.

ASFALTO DRENANTE – Una soluzione ormai consolidata, particolarmente diffusa sulle nostre autostrade, ottenuta attraverso l’applicazione di un manto asfaltico modificato, più poroso. Grazie a questa tecnologia, che presenta anche proprietà fonoassorbenti, l’acqua scorre sullo strato sottostante della strada e viene raccolta ai lati della carreggiata dopo aver subìto una veloce filtrazione.

ASFALTO FONOASSORBENTE – Sempre più applicata soprattutto nei centri abitati, questa tecnologia consente di attutire il rumore prodotto dal traffico di veicoli.

ASFALTI TIEPIDI, A BASSA TEMPERATURA O A FREDDO – Insieme agli asfalti perpetui rappresentano le ultime frontiere della ricerca nel settore. I cosiddetti asfalti tiepidi sono prodotti e stesi a temperature di circa 100 – 120°C (anziché circa 150-160 °C) e riducono sensibilmente il consumo di combustibile e le emissioni di fumi e odori. Le emissioni possono essere completamente eliminate lavorando “a freddo”, con l’utilizzo di emulsioni bituminose (bitume sciolto nell’acqua) o di bitume “schiumato” (bitume espanso con l’aria).

ASFALTI E STRADE PERPETUE – Sono progettati e costruiti per durare almeno 50 anni senza necessità di interventi strutturali o ricostruzioni, con il solo rinnovo periodico del sottile strato superficiale di 3-4 cm. Una nuova tecnologia, chiamata “thinlay”, permette inoltre di realizzare strati stradali superficiali di soli 2 centimetri con elevata resistenza in grado di durare fino a 12 anni.

ASFALTO MANGIA-SMOG – Una tecnologia “fotocatalica”, che in presenza di luce assorbe componenti inquinanti quali ossidi di azoto, zolfo e CO2.

STRADE REALIZZATE CON MATERIALI DA RICICLO – L’asfalto è facilmente e completamente riciclabile. Nel rifacimento di una pavimentazione si può, quindi, impiegare una porzione notevole di asfalto riciclato, soprattutto negli strati non superficiali.

ASFALTO COLORATO – Un’apprezzata applicazione paesaggistica che riduce al minimo l’impatto estetico/visivo della strada sull’ambiente circostante. Oggi è possibile realizzare pavimentazioni colorate in diverse tonalità per l’arredo di aree urbane e monumentali, ma anche giardini e parchi. L’applicazione nelle piste ciclabili e pedonali serve anche a caratterizzarle, aumentando così la sicurezza.

ASFALTO ANTIGHIACCIO – Questo tipo di asfalto utilizza particolari sali che abbassano il punto di congelamento delle pavimentazioni in presenza di neve, evitando la formazione di pericolosi strati di ghiaccio.