Suzuki ha firmato un accordo di partnership con il team giapponese Hakuto, uno dei consorzi in gara per il Google Lunar XPRIZE, la competizione da 30 milioni di dollari a livello mondiale che ha come obiettivo l’atterraggio di una navicella spaziale sulla Luna entro il 31 dicembre 2017.

Il supporto tecnico di Suzuki si applica al veicolo che si muoverà sulla superficie lunare (il rover), attraverso le tecnologie di riduzione del peso e controllo della trazione sviluppate dalla propria esperienza.

La leggerezza del rover – cruciale nella riduzione dei costi di lancio – e la sua capacità di muoversi senza scivolare sulla superficie lunare saranno due fattori fondamentali per completare la missione con successo.

Suzuki ha deciso di sostenere il team Hakuto in quanto ritiene che l’idea della sfida di “muoversi verso luoghi in cui in passato non si è riusciti ad andare” sia in linea con lo sviluppo di nuove tecnologie a quattro ruote motrici. La Luna ha molti misteri, ma una cosa è certa: la sua superficie è coperta per gran parte da uno strato sottile e molto scivoloso di regolite e per muoversi facilmente la trazione integrale è la soluzione migliore.

UNA COMPETIZIONE SENZA PRECEDENTI
Il Google Lunar XPrize è una competizione da 30 milioni di dollari senza precedenti, indetta per sfidare e ispirare gli ingegneri e gli imprenditori di tutto il mondo nello sviluppo di metodi a basso costo nella robotica di esplorazione spaziale. Per vincere il Google Lunar XPRIZE, un team finanziato da privati deve piazzare con successo sulla superficie lunare un robot che esplori almeno 500 metri e che invii sulla terra video e immagini in alta definizione prima che la missione scada il 31 dicembre 2017.

Alla prima squadra che completerà con successo questa missione verrà assegnato un premio di 20 milioni di dollari e alla seconda squadra un premio da 5 milioni di dollari, con bonus disponibili per ulteriori conquiste tecniche e scientifiche come, ad esempio, sopravvivere ad una notte lunare o visitare il sito di atterraggio di Apollo. Per vincere uno di questi premi, le squadre devono dimostrare che il 90% dei costi delle missioni siano stati finanziati da fonti private.