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Gruppo Volkswagen

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La notizia è recente, ma integra un richiamo che aveva riguardato inizialmente solo i modelli Audi. La funzione interessata è il controllo della stabilità, implementato grazie alla frenata selettiva delle singole ruote.

Le auto sono sempre più “governate” dall’elettronica. Basti pensare ai sistemi Adas, che se percepiscono un pericolo provvedono a far frenare/sterzare automaticamente la vettura. È per questo che, sempre più spesso, un richiamo non prevede la sostituzione di componenti fisici ma un “semplice” aggiornamento software.

È il caso del recente richiamo tedesco di Volkswagen, messo in atto per aggiustare un occasionale malfunzionamento dei freni di 385.000 auto del Gruppo. La notizia è recente, ma integra un richiamo che aveva riguardato inizialmente solo i modelli Audi comprendendo anche modelli Skoda e VW: la funzione sotto la lente d’ingrandimento è il controllo della stabilità, implementato grazie alla frenata selettiva delle singole ruote.

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Punta alla leadership nella mobilità elettrica entro il 2025. Negli ultimi 3 anni investiti 3 mld di euro e la somma si triplicherà nei prossimi cinque. Attesi 10 nuovi modelli elettrificati entro il 2018.

Il Gruppo Volkswagen vuole accelerare la trasformazione della mobilità. Il CEO di Volkswagen Matthias Muller, durante l’assemblea generale annuale del Gruppo ad Hannover, è stato chiaro: “Il futuro è elettrico e noi vogliamo diventare i numeri uno nella mobilità elettrica entro il 2025”.

Il Gruppo continuerà comunque a sviluppare motori a benzina e diesel, rendendoli ancora più efficienti ed ecologici, perché come ricorda sempre Muller “i motori tradizionali rimarranno indispensabili nell’immediato futuro”, aggiungendo che, con le sue 12 marche, VW sta mandando “chiari segnali per l’espansione della mobilità elettrica: ha investito circa 3 miliardi di euro in tecnologie alternative negli ultimi 5 anni e triplicherà questa somma nel corso dei prossimi cinque”.

In questo modo VW introdurrà più di 10 nuovi modelli elettrificati entro la fine del 2018 e a questi si aggiungeranno più di 30 BEV entro il 2025.

Gli investimenti sui motori a combustione interna ammontano invece a circa 10 miliardi di euro entro il 2022. “Il motore a combustione interna – spiega Muller – è parte della soluzione, non del problema. 124 anni dopo la sua invenzione il motore diesel ha ancora molto potenziale e intendiamo sfruttarlo. Entro il 2020 avremo reso i nostri motori a combustione interna tra il 10 e il 15% più efficienti e, di conseguenza, più puliti”.

Una nuova era richiede anche nuovi modi di pensare. Per questo, il Gruppo VW tra gli elementi centrali del suo programma per il futuro non dimentica le partnership, con l’obiettivo di sviluppare nuove opportunità di business o l’avanzamento di nuove tecnologie. Muuller ha fatto molti esempi, come i piani per entrare nel segmento dei veicoli economici assieme a Tata, la joint venture pianificata con JAC in Cina per sviluppare auto elettriche dal prezzo attraente e numerosi progetti di collaborazione nel campo dei servizi di mobilità.

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Il colosso tedesco sta gettando le basi per quello che appare come il maggior processo evolutivo nella sua storia. Il core business sarà profondamente trasformato avviando un nuovo business legato alle soluzioni di mobilità.

La rivoluzione del Gruppo Volkswagen: diventare provider di mobilità sostenibile

Il Gruppo Volkswagen vuole cambiare. E per questo sta gettando le basi per quello che appare come il maggior processo evolutivo nella sua storia. Un cambiamento racchiuso nel programma “TOGETHER – Strategy 2025”, una nuova strategia che comprende una serie di decisioni e iniziative essenzialmente orientate a una sana crescita redditizia.

Per ottenere questi risultati, il core business (come dicono quelli competenti) sarà profondamente trasformato avviando un nuovo business legato alle soluzioni di mobilità.

QUADRO E BUSSOLA
“TOGETHER – Strategy 2025” segna dunque una netta evoluzione del Gruppo Volkswagen, che da costruttore automobilistico vuole imporsi come provider di mobilità sostenibile. Nel Gruppo orbitano molti brand, quindi la nuova strategia aziendale è un po’ una bussola che serve ad orientare anche le strategie delle varie marche presenti nel Gruppo. Strategie che verranno gradualmente elaborate nei prossimi mesi e presentate entro la fine dell’anno.

PATTO PER IL FUTURO
Il programma include anche il cosiddetto “patto per il futuro” della singola Volkswagen, che prevede un “significativo incremento di efficienza, produttività e redditività per tutelare la competitività, i posti di lavoro e il finanziamento dei necessari investimenti futuri”. Il dieselgate qui ci colpa parecchio.

LA MOBILITÀ SOSTENIBILE
Il mondo cambia, le tecnologie cambiano, cambiano le persone. Cambiano anche le strategie aziendali. Oggi più che mai in un settore come quello automotive pronto a una nuova era della mobilità.

Il Gruppo Volkswagen vuole “affinare il posizionamento delle proprie marche” e “ottimizzare la gamma di modelli e sistemi di trazione per concentrarsi sui segmenti di mercato più attraenti”.

Per quanto riguarda i veicoli, VW spingerà molto sulla mobilità elettrica: più di 30 veicoli elettrici alimentati a batteria (battery-powered electric vehicles, BEVs) dovrebbero arrivare nei prossimi dieci anni. Ma si guarda anche a guida autonoma e intelligenza artificiale, con il colosso tedesco pronto a brevettare una soluzione tecnica competitiva di “self-driving” sviluppata in proprio entro la fine di questo decennio.

SERVIZI DI MOBILITÀ
Il secondo pilastro della rivoluzione copernicana del Gruppo VW è l’avviamento di un business legato alle nuove soluzioni di mobilità cross-brand, focalizzandosi e iniziando dal cosiddetto “trasporto a chiamata” (ride hailing), cioè un servizio di mobilità on-demand. Punta dell’iceberg della futura mobilità che si compone di “car sharing”, “trasporto on-demand” e “robotaxi”. Tutti servizi che VW sta prendendo oggi in seria considerazione.

Dimostrazione, con la quale il Gruppo si è già assicurato la presenza nel segmento del ride hailing, è la partnership strategica siglata a fine maggio con l’azienda di mobilità on-demand Gett.

La stima che hanno fatto i tedeschi? Un fatturato di miliardi entro il 2025.

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Un investimento strategico di 300 milioni di dollari in Gett, un provider globale di “trasporto a chiamata”. La partnership si fonda su una strategia di crescita congiunta per ampliare i servizi di mobilità on-demand in Europa.

gett volkswagen

La mobilità si apre a nuovi concetti e a nuove forme di fruizione. Ne è un esempio Gett, un’azienda di mobilità on-demand che, come Uber, cambia il modo di spostarsi ed già disponibile in più di 60 città nel mondo, tra cui Londra, Mosca e New York.

Gett permette di prenotare una corsa, una consegna o un supporto logistico in maniera immediata, offrendo anche una soluzione di mobilità business on-demand a cui si sono affidate più di 4.000 aziende. Ha raccolto finanziamenti per oltre 520 milioni di dollari ed è stata citata da Forbes come una delle “15 aziende in crescita esplosiva”.

Nel business di Gett è entrato adesso il Gruppo Volkswagen con una significativa partecipazione di 300 milioni di dollari, a un mese dall’annuncio di voler creare un’azienda indipendente per lo sviluppo dei servizi di mobilità.

Servizi innovativi e integrati digitalmente che abbracciano tutti gli aspetti della mobilità, infatti, promettono una crescita molto forte ed enormi opportunità di guadagno nei prossimi anni. Il cosiddetto trasporto a chiamata (ride-hailing) rappresenta il maggior potenziale per quanto riguarda la mobilità on-demand. In questo contesto, l’obiettivo dichiarato del Gruppo Volkswagen è generare una quota significativa del fatturato da tali modelli di business entro il 2025.

“Intendiamo andare oltre il nostro ruolo pionieristico nel settore automobilistico, per diventare un provider di mobilità di riferimento a livello mondiale entro il 2025”, Matthias Muller, presidente del c.d.a. di Volkswagen.

Il modello di business di Gett è basato esclusivamente su autisti autorizzati tramite licenza al trasporto di passeggeri che si impegnano a fornire una mobilità sicura e affidabile. Con l’app di Gett si possono prenotare corse on-demand in tempo reale o fissare un passaggio per un momento successivo.

In costante evoluzione, la tecnologia di Gett fa leva su grandi numeri, algoritmi predittivi all’avanguardia e intelligenza artificiale. Rappresenta quindi la base per un modello sostenibile per lo sviluppo di servizi di mobilità per vetture con guida autonoma.

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Per aver introdotto 15 novità e 89 nuove funzionalità, Volkswagen si è aggiudicata i premi “Most innovative high-volume brand”, “Conventional drives” e “Connected car”. Il Gruppo VW è “Most innovative automotive group” per la sesta volta consecutiva.

AutomotiveINNOVATIONS Award 2016, Volkswagen è il brand più innovativo

Se da un lato Volkswagen continua a soffrire i postumi del dieselgate, come dimostrano i conti in rosso, dall’altro lato si dimostra uno dei produttori più innovativi al mondo. La conferma arriva con l’AutomotiveINNOVATIONS Award 2016, il riconoscimento conferito ogni anno dal Center of Automotive Management, un istituto indipendente per la ricerca sulla mobilità e sull’auto che compie numerosi studi in collaborazione con la PricewaterhouseCoopers.

Per il 2016 Volkswagen ha vinto il primo premio in tre categorie: “Most innovative high-volume brand”, “Conventional drives” e “Connected car”. Inoltre, il Gruppo VW è stato nominato “Most innovative automotive group” per la sesta volta consecutiva.

“Una cosa è molto chiara: l’odierna corrente d’innovazione porterà a nuovi standard di mobilità che arricchiranno le nostre vite con un miglioramento significativo in termini di sicurezza, comfort e sostenibilità. L’AutomotiveINNOVATIONS Award sottolinea proprio questo”, Frank Welsch, membro del cda VW per la Divisione Sviluppo.

Tra le motivazioni dell’assegnazione del premio Most innovative high-volume brand ci sono la produzione di 89 nuovi elementi e le maggiori innovazioni, incluse 15 novità mondiali. Il focus è stato su Tiguan, Touran e Sharan.

Le innovazioni più importanti sono state il Park Assist, la funzione di frenata di emergenza City e il dispositivo di assistenza nella guida in colonna. La giuria ha aggiunto che Volkswagen ha anche introdotto l’ibrido plug-in che consuma meno della classe media, la Passat GTE.

Volkswagen è risultata prima anche nel riconoscimento “Conventional drives” per i brand generalisti con 20 innovazioni. La giuria ha valutato molto bene i motori benzina e diesel di Sharan, Touran, Tiguan, Golf e Passat.

Infine, Volkswagen si è imposta anche nella categoria Connected car con un totale di 47 innovazioni. Come si legge nelle motivazioni, “i sistemi di sicurezza come il dispositivo di assistenza in frenata, al parcheggio e all’arresto d’emergenza inclusi in molte gamme hanno fatto sì che Volkswagen vincesse il premio Connected car fra i marchi generalisti”.

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Il primo modello a subire l’aggiornamento è l’Amarok, per il quale il KBA ha confermato che
performance, consumi ed emissioni sono rimasti invariati.
A breve seguirà la Passat. Le operazioni di richiamo proseguiranno per tutto il 2016.

Il Ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt, e il presidente Volkswagen, Herbert Diess.

A fine 2015 il Gruppo Volkswagen aveva presentato all’Autorità Federale per i Trasporti tedesca (KBA) le soluzioni tecniche per i motori EA189 interessati dallo scandalo dieselgate. Come concordato, Volkswagen ha dato il via all’implementazione delle misure sui motori diesel 2.0 già a fine gennaio.

Nel corso dei prossimi mesi le misure saranno applicate ai motori con cilindrata di 1.2 e 1.6. Ieri, invece, il Ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt, e il presidente Volkswagen, Herbert Diess, si sono incontrati a Berlino e nell’officina di un concessionario Volkswagen per il primo aggiornamento del software del motore 2.0 TDI sull’Amarok. A breve toccherà alla Passat.

“L’inizio della campagna rappresenta per noi un grosso passo avanti”, Herbert Diess.

La ricerca delle soluzioni ottimali per i clienti ha costituito un aspetto fondamentale nello sviluppo delle misure tecniche. Per assicurare un’implementazione efficiente, i modelli interessati sono stati suddivisi in diversi gruppi. Via via che le misure sono verificate e approvate dal KBA, i clienti saranno informati per iscritto e verrà chiesto loro di fissare un appuntamento con il proprio service partner Volkswagen.

La campagna si svolgerà nell’arco di tutto il 2016.
Per i motori interessati – che ricordiamo sono 1.2 TDI, 1.6 TDI e 2.0 TDI della famiglia EA189 – è previsto un aggiornamento del software, un’operazione che VW assicura richiederà meno di mezz’ora. Sul 1.6 TDI verrà installato anche uno stabilizzatore di flusso all’interno del condotto di aspirazione dell’aria, con un tempo per l’intervento totale in questo caso stimato in circa 45 minuti.

Le operazioni di aggiornamento sono iniziate con il Volkswagen Amarok 2.0 TDI. Nel corso delle prossime settimane, oltre alle diverse versioni di Passat, sarà la volta di ulteriori modelli equipaggiati con motore 2.0 TDI. L’aggiornamento dei veicoli con motorizzazione 1.2 TDI inizierà alla fine del secondo trimestre 2016. A completamento dell’azione, le misure per i veicoli con motore 1.6 TDI saranno applicate dal terzo trimestre 2016. Con le stesse tempistiche, l’azione inizierà in altri Paesi europei, in accordo con le Autorità competenti e secondo i requisiti nazionali.

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Il riassestamento del Gruppo Volkswagen dopo lo scandalo dieselgate prosegue. Dall’ideazione fino al termine del ciclo di vita di ciascun modello, tutte le responsabilità faranno capo per la prima volta e in modo chiaro a un unico referente.

Volkswagen, previsti risparmi massicci. E il valore del brand cala

Tra le conseguenze dello scandalo diselgate, dove sembra esserci invischiata anche Renault, che hanno portato a un vero e proprio cambiamento culturale in casa Volkswagen, c’è adesso anche la riorganizzazione della struttura per lo sviluppo dei veicoli. La motivazione è molto semplice.

“Faremo in modo che la responsabilità aziendale per ciascun progetto di veicolo venga assegnata in modo chiaro. Da tale operazione ci aspettiamo anche una grande accelerazione dello sviluppo”, Herbert Diess, presidente del Consiglio di Amministrazione.

Dall’ideazione fino al termine del ciclo di vita di ciascun modello, le responsabilità in materia di tecnologia, qualità, rispetto dei costi e delle scadenze, ma a questo punto anche e soprattutto la responsabilità relativa alla sostenibilità economica, faranno capo per la prima volta in modo chiaro a un unico referente. Finora, infatti, le responsabilità erano suddivise tra diversi reparti dell’azienda, dove venivano ulteriormente differenziate per modelli. D’ora in poi, quindi, dovesse emergere un altro scandalo ci sarà subito un responsabile.

La nuova organizzazione riunisce le competenze in quattro categorie costruttive, che comprendono diverse serie di modelli.

1. Small. La categoria dei veicoli di piccole dimensioni come up! e Polo comprenderà in futuro anche Suv compatti e verrà guidata da Klaus-Gerhard Wolpert, dal 2010 responsabile del Product Management del marchio Volkswagen e del Gruppo.

2. Compact. Conosciuta anche come “categoria Golf”, comprende berline a due e a tre volumi, station wagon e Suv. La guiderà Karlheinz Hell, dal 2014 responsabile Acquisti del Gruppo Volkswagen per quanto riguarda componenti elettrici ed elettronici.

3. Midsize e Fullsize. Questa categoria riunisce un portafoglio di prodotti che spazia da Passat fino a Touareg, passando per il futuro Suv di medie dimensioni ed è stata affidata a Elmar-Marius Licharz, dal 2010 Product Controlling per il marchio Volkswagen.

4. BEV. La categoria dei veicoli 100% elettrici verrà guidata da Christian Senger, approdato in Volkswagen da Continental, dove era responsabile del settore Automotive Systems and Technology.

La riorganizzazione in seno a Volkswagen prevede, inoltre, che il neocostituito reparto Strategy and Products affiancherà i responsabili delle diverse categorie costruttive. In questo caso le responsabilità includeranno la definizione dei cicli di vita e il coordinamento di importanti eventi che riguardano il singolo prodotto.

“Tutto ciò ci permetterà di disporre di strutture e responsabilità chiare, grazie alle quali i nostri collaboratori avranno più tempo per le proprie attività principali. Senso di responsabilità, iniziativa personale e spirito di squadra ne usciranno rafforzati”, Herbert Diess.

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Considerando le ultime vicende del dieselgate, Muller si è dichiarato soddisfatto per i dati di vendita registrati lo scorso anno e si scusa per lo scandalo: “Gli Usa sono e resteranno un mercato fondamentale. Mi scuso per ciò che è successo. Siamo impegnato per mettere le cose a posto”.

Il CEO di Volkswagen: “Gli Usa sono un mercato fondamentale per il Gruppo”

Gli Stati Uniti dichiarano guerra a Volkswagen, Volkswagen promette amore eterno, mantenendo fermamente il proprio impegno e i piani di investimento negli States come affermato dal CEO Matthias Muller nella conferenza stampa alla vigilia del Salone di Detroit.

“Gli Usa sono e resteranno un mercato fondamentale per il Gruppo Volkswagen. Sappiamo di aver profondamente deluso i nostri clienti, gli organi governativi competenti e il pubblico. Mi scuso per ciò che è successo in Volkswagen. Siamo fortemente impegnati per mettere a posto le cose”.

Mentre le misure tecniche per l’Europa sono definite e la loro implementazione inizierà nel corso di questo mese, Volkswagen sta lavorando intensamente sulle soluzioni per il mercato statunitense. Müller ha sottolineato come il Gruppo stia dialogando in maniera costruttiva con le Autorità competenti, la United States Environmental Protection Agency (EPA) e il California Air Resources Board (CARB). Le soluzioni saranno presentate non appena verranno definitivamente approvate dalle Autorità.

Considerando le ultime vicende, il CEO si è dichiarato soddisfatto per i dati di vendita registrati lo scorso anno. Müller ha affermato che i 9,93 milioni di veicoli consegnati ai clienti in tutto il mondo rappresentano una performance stabile. Negli Stati Uniti, i dati riferiti alle consegne sono anche leggermente incrementati, attestandosi a circa 600.000 veicoli.

Da parte sua, Volkswagen conferma i già annunciati programmi di espansione delle proprie attività in Nord America. Dopo aver investito più di 1 miliardo di dollari nell’impianto di Chattanooga, nel Tennessee, il Gruppo pianifica di destinare ulteriori 900 milioni di dollari alla produzione del nuovo Suv medio per il mercato americano, il cui inizio è pianificato entro la fine dell’anno.

Anche la produzione della Audi Q5 a San José, in Messico, prenderà il via in primavera come previsto. Porsche ha inaugurato l’anno scorso il suo nuovo quartier generale e il Customer Experience Center ad Atlanta, in Georgia, con un investimento di 100 milioni di dollari. Un ulteriore elemento della strategia del Gruppo VW in Nord America è la versione lunga della nuova Tiguan, che dovrebbe uscire dalla linea dell’impianto di Puebla, Messico, a partire dal 2017. Tuttavia, Müller ha ammesso che “Volkswagen deve approfondire ulteriormente la propria conoscenza degli Stati Uniti”.

Per il momento riconquistare la fiducia è l’obiettivo principale del Gruppo per il 2016, ha detto Müller, e ciò si traduce non solo nelle soluzioni tecniche per i veicoli interessati nel dieselgate, ma anche nel ricostruire la credibilità, in particolare facendo piena chiarezza su quanto accaduto. Il CEO ha inoltre ribadito che Volkswagen subirà un sostanziale riallineamento in termini di struttura e cultura, con la strategia futura che sarà presentata a metà 2016. A questo proposito, tra le altre cose, è prevista un’offensiva sul fronte della digitalizzazione ed entro il 2020 il Gruppo commercializzerà in totale 20 veicoli elettrici e ibridi plug-in.

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Il Dipartimento di Giustizia e l’Epa accusano VW di aver debitamente installato dispositivi illegali in quasi 600.000 motori diesel per fare in modo che le emissioni fossero in linea con gli standard. Volkswagen si dice pronta a collaborare, ma è disposta a tutto pur di evitare una sanzione che potrebbe seriamente annientare il Gruppo.

Dieselgate Volkswagen, gli Usa fanno causa al colosso tedesco. Maxi-multa da 19 miliardi

Dieselgate Volkswagen, gli Usa fanno causa al colosso tedesco. Maxi-multa da 19 miliardi

Il dieselgate Volkswagen non è finito. Se in Italia e in Europa la tempesta sembra essere passata, negli Stati Uniti sta montando il ciclone: gli Usa fanno causa a Volkswagen per lo scandalo delle emissioni truccate. La sanzione che il colosso di Wolfsburg rischia è addirittura di 19 miliardi di dollari.

Il Dipartimento di Giustizia e l’Environmental Protection Agency (Epa) accusano VW di aver debitamente installato dispositivi illegali in quasi 600.000 motori diesel per fare in modo che le emissioni fossero in linea con gli standard di legge. Secondo il Clean Air Act, la normativa ambientale americana, Volkswagen rischia ora una sanzione fino a 32.500 dollari per ognuno dei 499.000 veicoli con motore diesel 2.0 sui quali è stato installato il software e fino a 37.000 dollari per gli 85.000 veicoli con motore 3.0.

“È il primo passo per portare Volkswagen davanti alla giustizia per non aver reso noti i dispositivi difettosi mentre cercava di ottenere la certificazione dell’Epa. Questo si è tradotto in quasi 600.000 motori diesel che hanno inquinato più del dovuto, a danno della salute e ingannando i consumatori”, Barbara McQuade, procuratore del distretto est del Michigan.

Da subito, ovvero a settembre 2015, Volkswagen aveva già ammesso di aver installato dispositivi fraudolenti su 11 milioni di diesel a livello globale, facendo scoppiare uno dei maggiori scandali nella storia dell’industria autotomotive. La decisione di falsificare le emissioni risale a dieci anni fa, quando la tecnologia allora a disposizione non era sufficiente per tenere il passo degli standard americani. Nel 2006 e nel 2007 Volkswagen aveva tentato un’alleanza con Bmw e Daimler per ridurre le emissioni diesel, ma la partnership è stata abbandonata.

Secondo le indiscrezioni, gli Usa adesso non vogliono fare sconti. Volkswagen si dice pronta a collaborare, ma è disposta a tutto pur di evitare una sanzione che potrebbe seriamente annientare il Gruppo.

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Riviste le funzioni che riportano direttamente al CEO Matthias Muller.
 Il numero dei top manager di prima linea è stato quasi dimezzato.

Volkswagen, i cinque passi per la ripresa del Gruppo secondo Muller
Matthias Muller.
Volkswagen, i cinque passi per la ripresa del Gruppo secondo Muller
Matthias Muller.

Il Gruppo Volkswagen accelera il processo di ristrutturazione interna e si semplifica. Il numero dei top manager di prima linea è stato quasi dimezzato e le nuove nomine per i diversi incarichi diventeranno effettive nel primo trimestre del 2016.

“Questi cambiamenti strutturali accelerano il processo decisionale, riducono la complessità e aumentano l’efficienza”, Matthias Müller, CEO di Volkswagen AG.

Müller ha sottolineato che “il team è quasi al completo, con ottimi colleghi, provenienti dall’interno del Gruppo e dall’esterno”. Ecco le nuove figure all’interno del Gruppo.

Ulrich Eichhorn sarà a capo del dipartimento Ricerca e Sviluppo del Gruppo. Laureato in ingegneria meccanica, Eichhorn ha iniziato la propria carriera in Ford. Dal 2000 al 2003 è stato responsabile della Ricerca del Gruppo Volkswagen. Nel 2003 è diventato membro del Board per lo Sviluppo Tecnico di Bentley, prima di assumere nel 2012 l’incarico di amministratore delegato dell’Associazione dell’Industria Automobilistica tedesca.

Fred Kappler assumerà la responsabilità per le vendite del Gruppo. Dopo gli studi in economia aziendale, è entrato in Volkswagen come apprendista nel 1982. Successivamente ha assunto diversi incarichi all’interno del dipartimento Export delle Vendite per Volkswagen AG. Dal 1995 è stato responsabile per le Vendite dell’Europa nord-occidentale di Volkswagen. Nel 1997 si è trasferito in Cina, in qualità di primo vice presidente e CFO di FAW-Volkswagen. Nel 2000 è stato nominato responsabile delle Vendite in Germania per Volkswagen, in seguito è diventato membro del Consiglio di Amministrazione Skoda con responsabilità per le vendite (2004), responsabile delle Vendite di Volkswagen Ricambi Originali (2009) e responsabile Service del Gruppo nel 2011.

Michael Mauer sarà il responsabile del Design del Gruppo e manterrà il proprio incarico attuale in Porsche. Mauer ha studiato design automobilistico e ha iniziato la propria carriera in Mercedes-Benz nel 1986, ricoprendo diverse posizioni – tra cui quella di Responsabile del Design dei modelli Classe A, SLK e SL e del design della smart – fino al 2000. Nel 2000 è passato in Saab, in qualità di direttore esecutivo del design, nel 2003 gli è stata affidata la responsabilità per il design avanzato in General Motors Europe. Dal 2004 è a capo del reparto Design di Porsche AG ed è stato responsabile dello stile della Porsche Cayenne del 2007, della Panamera e della 918 Spyder.

Wolfram Thomas assumerà la responsabilità per la produzione del Gruppo. Laureato in ingegneria, Thomas fa parte del Gruppo VW da 35 anni. Dopo svariati incarichi manageriali in Volkswagen, Seat e Volkswagen Veicoli Commerciali, nel 1998 è stato nominato direttore dello stabilimento Volkswagen di Kassel. Nel 2002 è passato in Seat in qualità di membro del Consiglio di Amministrazione per la Produzione, nel 2009 è diventato vicepresidente della Casa spagnola e nel 2012 è stato nominato responsabile per Ambiente, Energia e Nuovi Settori di Attività del Gruppo.

Ralf-Gerhard Willner, infine, sarà a capo della Strategia del Prodotto e del Sistema Modulare di Produzione del Gruppo. Willner è un esperto utensilista, laureato in ingegneria automobilistica. Ha iniziato la propria carriera in Audi. Dopo aver ricoperto diverse posizioni di rilievo per Audi e Volkswagen, nel 2003 è stato nominato responsabile dello Sviluppo dei prototipi per Audi e nel 2007 ha assunto il medesimo incarico per Volkswagen. Successivamente è diventato direttore tecnico in Italdesign Giugiaro (2010), prima di rientrare in Audi AG nel 2013 in qualità di responsabile dei prototipi.

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