Praticando enduro in prossimità di Bergamo, un appassionato come tanti si è accorto di cavi di acciaio tirati ad altezza collo, busto e gomme della moto lungo una mulattiera. Nel 2007 e nel 2011 due episodi simili hanno fatto altrettante vittime.

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Una vicenda che poteva avere risvolti drammatici. Praticando enduro in prossimità di Bergamo, Daniele Consonni, un appassionato come tanti, si è accorto di cavi di acciaio tirati ad altezza collo, busto e gomme della moto lungo una mulattiera.

“Stavo per fare un grandino di roccia, con la moto, in quel punto andavo molto piano. Ho notato un cavo che passava sulla mascherina, sopra il faro, e sono riuscito a fermarmi. Poi ho perlustrato il sentiero con il mio amico. In 100 metri circa c’erano cavi in tre punti diversi”.

Fortunatamente tutti illesi. Il dubbio, però, è che i cavi possano essere stati tirati da qualcuno a cui non piace la pratica dell’enduro, con un chiaro intento di dissuadere i motociclisti che potrebbe però avere conclusioni mortali.

Non si tratta, infatti, del primo episodio del genere: nell’aprile del 2007, Marco Badiali, 48 anni, era rimasto sgozzato da un cavo nel Modenese (sotto inchiesta era finito un contadino della zona), mentre nel 2011 in provincia di Isernia era deceduto Manuel Colantuono, 19 anni, che con un gruppo di amici percorreva un sentiero e non aveva notato un filo di ferro piuttosto resistente che gli ha reciso la carotide.

In relazione a quest’ultimo episodio che sta facendo il giro del web (Daniele Consonni ha girato e postato due video su Facebook che in meno di 24 ore hanno totalizzato oltre 20.000 visualizzazioni), il presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Paolo Sesti, ha dichiarato:

“Un altro vergognoso episodio che fa tornare alla mente altri delitti compiuti nel passato con la stessa metodologia e che purtroppo hanno fatto due vittime. È inaccettabile! Daremo il massimo risalto possibile a questo gravissimo atto e questo ci motiva ancora di più a proseguire sulla strada per far riconoscere i nostri diritti”.

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