A un mese esatto dal lancio avvenuto lo scorso 15 dicembre gli ordini per la berlina equipaggiata con un sistema di celle a combustibile sono il triplo di quelli che Toyota aveva stimato per l’intero 2015.

Akio Toyoda, presidente e CEO di Toyota Motor Corporation
Akio Toyoda, presidente e CEO di Toyota Motor Corporation

È una di quelle notizie che fa pensare che forse, sotto sotto, qualcosa sta cambiando. Che forse abbiamo preso coscienza che è necessario guardare con più attenzione a sistemi alternativi. Perlomeno dall’altra parte del mondo fanno così.

A un mese esatto dal lancio avvenuto lo scorso 15 dicembre, Toyota ha ricevuto circa 1.500 ordini per Mirai, la berlina equipaggiata con un sistema di celle a combustibile. Al momento della presentazione, Toyota aveva stimato una previsione di vendita, sempre in Giappone, di circa 400 unità entro la fine del 2015. Siamo solo a metà gennaio e gli ordini sono già il triplo. Circa il 60% degli ordini sono stati fatti da uffici governativi e aziende, mentre il 40% da privati che provengono principalmente da Tokyo e dalle Prefetture di Kanagawa, Aichi e Fukuoka.

Il motore di Mirai è alimentato dall’elettricità generata attraverso una reazione chimica che avviene all’interno di un sistema di celle a combustibile, tra l’ossigeno presente nell’aria e l’idrogeno caricato nei serbatoi. Con questi primissimi numeri alla mano, Mirai ha tutto il potenziale per accelerare ulteriormente la diversificazione delle fonti di alimentazione e contribuire a sviluppare una società attenta a questa nuova risorsa.

Mirai toyota

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