Asiago – Dal 14 al 23 febbraio 2011 si svolgerà sull’Altipiano di Asiago il campionato mondiale master di sci nordico. E’ la più importante rassegna di sci da fondo “over 30”, riservata ad atleti non professionisti di livello agonistico, a cui partecipano 27 nazioni da tutto il mondo. L’assegnazione della competizione ad Asiago è avvenuta lo scorso settembre a Oberwiesenthal, in Germania, dove i delegati della Wmw (World Master Association) si sono espressi a favore della cittadina altopianese, preferita ad una località austriaca. L’evento si presenta come un appuntamento unico non solo dal punto di vista sportivo, ma anche turistico, perché diventerà l’occasione per promuovere il territorio ed i suoi prodotti tipici in una logica mondiale. A sostenere la manifestazione il Consorzio per la Tutela del Formaggio Asiago ed altre importanti realtà come lo Speck di Asiago, la Rigoni di Asiago, le Scioline Rode e le Banche di Credito Cooperativo della Provincia di Vicenza.
Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto, ha detto: <<Sono orgoglioso che Asiago possa diventare, attraverso questa manifestazione, la vetrina delle eccellenze sportive e identitarie della Regione. Sono certo che i campionati asiaghesi saranno un successo da ogni punto di vista e che i diversi soggetti coinvolti lavoreranno insieme con la professionalità di sempre>>.
<<Per la sua posizione geografica favorevole, i suoi 500 km di piste da fondo e la qualità tecnica dei tracciati
– gli ha fatto eco Alessandro Rigoni, presidente esecutivo della Masters World Cup Asiago 2013 – l’Altopiano di Asiago è il luogo ideale per ospitare una gara sportiva di questo tipo, nella prospettiva di poter disporre a breve anche di uno stadio del fondo a struttura fissa. Inoltre la manifestazione porterà con sé circa duemila persone tra atleti, accompagnatori e famiglie, che ne approfitteranno per concedersi dei giorni da dedicare a conoscere il territorio. Sarà quindi necessario che le diverse realtà, dalle associazioni di categoria e sportive, ai consorzi, agli enti di promozione turistica, senza dimenticare il volontariato, lavorino in sinergia per sfruttare al meglio questa grande opportunità>>.
Per il presidente del Consorzio di tutela del formaggio Asiago, Roberto Gasparini <<L’Asiago è lieto di sostenere una competizione di questo rilievo, sia per la sua valenza sportiva che per la ricaduta che avrà per il turismo e, perciò, nella percezione del territorio e dei suoi prodotti tipici nella prospettiva migliore. Crediamo che l’associazione dell’evento con il nostro formaggio Asiago sia importante anche perché insieme potranno farsi apprezzare da migliaia di persone di tutto il mondo>>.
<<Una manifestazione così importante
– afferma Fiorenzo Rigoni, direttore dello storico Caseificio Pennar di Asiago – avrà sicuramente un’influenza positiva anche sul formaggio Asiago. Promuovere l’Altopiano nelle sue bellezze paesaggistiche, non solo le piste da sci, ma anche i pascoli, i boschi e le montagne incontaminate, permette di far conoscere l’ambiente dove da secoli si produce un formaggio dal sapore unico>>.
Proprio il comprensorio dell’Altopiano è il primo produttore di un particolare tipo di Formaggio Asiago, quello contraddistinto dalla menzione aggiuntiva di “Prodotto della Montagna”, il cui utilizzo è regolamentato da un disciplinare di produzione ad hoc, del cui rispetto è garante lo Stato attraverso il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Tra i requisiti di questo formaggio, la necessità per l’intera filiera di produzione di insistere in territorio montano, dallo stanziamento del bestiame, ininterrottamente fino ai magazzini di stagionatura, oltre ad un regolamento di alimentazione delle bovine limitato ad erba e fieno ed a tempi di stagionatura del prodotto più lunghi. L’Asiago si conferma il formaggio buono per natura, ideale riserva di nutrienti di pregio come proteine e grassi ricchi di vitamine liposolubili, oltre naturalmente a significative quantità di calcio e di altri oligoelementi essenziali.
Può essere l’occasione per andare a scoprire questa regione alpina.L’ Altopiano di Asiago 7 Comuni è un’isola felice che, forte della millenaria tradizione dell’antico popolo dei “Cimbri”, promette grandi spazi per il divertimento, per il riposo, per l’arricchimento culturale, per potersi ritrovare nella gioia di vivere. Una terra facilmente conquistabile perchè confinante con la pianura padana e servita da una comodissima autostrada e da altrettanto comode strade statali e provinciali.
Raggiungibile dal nord in poco tempo, è la base ideale per chi desidera conoscere tutto il Veneto, regione che riassume le realtà italiane con la montagna, il mare, il lago e la collina; con l’arte, la cultura e la storia.
L’Altopiano di Asiago 7 Comuni offre una media di 9 ore di sole al giorno; questo rende la gente dell’Altopiano più attiva e più serena. Una serenità sentita anche dagli ospiti che da anni tornano quassù, adottando spesso questa terra quale “seconda patria”.
Tranquillità o vivacità sono sempre a disposizione, in tutte le stagioni. Le incisioni rupestri della Val d’Assa a Canove di Roana ed i resti del villaggio paleoveneto del Bostel a Rotzo ci fanno subito capire quanto antica possa essere la presenza dell’uomo quassù.
Le caratteristiche fisiche, i riti e le usanze, la mitologia e soprattutto l’antica lingua della gente dei 7 Comuni, portano ad origini bavaresi o comunque nordiche. I cosiddetti “Cimbri” avrebbero colonizzato questo pezzo d’Italia diversi secoli or sono. Dal 1310 al 1807 l’Altopiano costituì un vero e proprio stato autonomo con la “Spettabile Reggenza dei Sette Comuni”, una delle prime confederazioni della storia, alleata alla Serenissima Repubblica di Venezia con la quale avvenivano importanti scambi economici.
Gli eventi della prima guerra mondiale segnarono questa terra in maniera indelebile ed ancora oggi possiamo vedere nella terra le ferite del conflitto.
Oggi l’Altopiano di Asiago 7 Comuni è una delle più conosciute aree turistiche d’Europa, capace di ospitare decine di migliaia di persone ogni anno; una terra con gli occhi puntati verso la continua crescita del turismo e costantemente impegnata ad offrire ai propri ospiti un’accoglienza di qualità sempre superiore.
Il “Cimbro” è una parola un po’ impropria usata da alcuni secoli per indicare una lingua parlata nei Sette Comuni Vicentini e in tredici Comuni Veronesi. E’ una lingua che si collega all’antico bavarese e all’antico tedesco, lingua sopravvissuta miracolosamente tra i monti del Veneto, protetta dall’isolamento territoriale e da una secolare economia di sussistenza. Questa parlata è andata lentamente perdendosi. Oggi, specialmente a Rotzo, Mezzaselva e Roana troviamo ancora poche persone che la usano correntemente. Ci sono poi alcuni termini, usati abitualmente, peraltro simili al tedesco, come rach (muschio), rasetle (scricciolo), loch (buca), tanna (abete bianco), tal (valle), grabo (fossa). Di origine cimbra sono anche tanti toponimi (Barenthal, Tanzerloch, Odegar), e soprannomi particolari che accompagnano i cognomi tradizionali delle famiglie dell’Altopiano.
Della cultura cimbra non rimane solo la lingua, ma anche un ricco patrimonio di tradizioni legate alla vita popolare e alla fantasia: canzoni e favole che parlano di un mondo ormai leggendario. I pochi documenti scritti, testimonianza dell’uso del “cimbro”, sono conservati nel “Museo della Cultura Cimbra” di Roana, curato e promosso dall’Istituto di Cultura Cimbra.
L’Altopiano si presenta ogni anno con un ricco calendario di appuntamenti. I Sette Comuni si trasformano in un’unica grande “città degli eventi”: spettacoli, concerti, mostre ed esposizioni, incontri con grandi personaggi, premi, concorsi; ed ancora, conferenze con registi, scrittori e scienziati; trasmissioni televisive; dibattiti sui più importanti temi di attualità.
Il “Premio Internazionale Asiago d’Arte Filatelica” è una delle manifestazioni più prestigiose, considerato l’Oscar Mondiale della Filatelia, che ogni anno porta il nome dell’Altopiano dei 7 Comuni in tutto il mondo, così come il Concorso Estemporaneo Internazionale di Scultura in Legno.
Tra gli appuntamenti sportivi di primo piano si ricorda la “Marciabianca”, classica di gran fondo che si ripete ormai da trent’anni.
In ogni centro dell’Altopiano, piccolo o grande che sia, c’è sempre l’occasione per poter unire il piacere della vacanza a quello della cultura.
La grande rogazione di Asiago si tiene ogni anno nel giorno che precede l’Ascensione. E’ anche chiamata “Il Giro del Mondo”. Camminando per un’intera giornata dalle 6 alle 19, si percorre il perimetro del territorio parrocchiale (oltre trenta km.), attraverso pascoli e boschi, lungo strade e sentieri, pregando e cantando antiche litanie. Si tratta del ripetersi del rito antico delle peregrinazioni propiziatorie che chiedevano un buon raccolto.
Dopo il 1638 è diventata segno di ringraziamento per essere scampati al flagello della peste.
Le feste quinquennali di Foza  sono i festeggiamenti votivi in onore di Maria Assunta. La prima processione risale al 1837, in segno di riconoscenza alla Madonna per avere salvato la popolazione dal colera. Da allora di quinquennio in quinquennio, i Fozesi non mancano di onorare la Madre Celeste in una cornice di manifestazioni tradizionali.
Tre giorni prima si fa scendere l’immagine della Madonna dalla sua nicchia per intronizzarla sulla carretta a fianco dell’altar maggiore. Alla vigilia della festa (di regola la domenica seguente al 15 agosto) la popolazione si raduna nella piazza principale ed entra in chiesa per la veglia notturna.
All’aurora la S. Messa. Alle sette in punto la processione esce di chiesa recandosi all’Oratorio di S. Francesco. Qui la Messa solenne e poi il ritorno, sempre in processione, alla parrocchiale, dove ha luogo la Messa cantata della festa.
La messa in lingua cimbra con bellissimi canti e letture nell’antico idioma, viene celebrata nella chiesa di Mezzaselva il Lunedì dell’Angelo.
La festa del Brunno si tiene nel giorno di S. Rocco, 16 agosto, ed è dedicata ai turisti. Nel pomeriggio al Prunno, verde anfiteatro in mezzo al bosco a circa due chilometri da Asiago, sulla strada per Bassano del Grappa, si svolgono numerosi giochi. Verso sera l’elezione della “Reginetta del Bosco” e delle damigelle. All’imbrunire una caratteristica sfilata, per le vie del centro. Al termine lo spettacolo pirotecnico.
La festa della patata si tiene ogni prima domenica di settembre a Rotzo, con ricco contorno di manifestazioni culturali e musicali. E’ l’unica iniziativa che valorizza uno dei prodotti tipici della zona. Un fornito stand gastronomico, consente di assaggiare piatti a base di patate.
La festa dei cuchi si celebra il 25 aprile a Canove in onore di S. Marco. E’ detta anche “sagra del fischietto popolare”. I fischietti in terracotta si possono acquistare nelle numerose bancarelle. Presenti giostre e divertimenti.
Ad Asiago il Sacrario Militare del Laiten, sul colle omonimo, divenuto ormai il simbolo della città. Raccoglie le vittime italiane ed austroungariche della Prima Guerra Mondiale. Progettato dall’architetto Orfeo Rossato, fu costruito negli anni 30.
L’Osservatorio Astrofisico ospita le attrezzature del dipartimento di astronomia dell’Università e dell’Osservatorio di Padova. Si trova a due chilometri dal centro di Asiago, verso contrada Pennar. Si può visitare rivolgendosi all’Azienda di Promozione Turistica.
Il Palazzo Municipale di Asiago, in marmo rosso e bianco locale, è stato sede della Reggenza e del successivo Consorzio. Di particolare interesse la Sala Consiliare con affreschi di Alessandro Pomi, le teche con il “Gonfalone Civico”, quello della Reggenza e alcuni effetti personali del generale garibaldino asiaghese Cristiano Lobbia. Alle pareti 12 pannelli di legno intagliati e dipinti dall’artista asiaghese Giovanni Forte Sheran.
A Canove il Museo della Grande Guerra raccoglie un notevole quantitativo di reperti bellici e una mostra fotografica. E’ aperto nei mesi di luglio e agosto dalle 10 alle 12, dalle 15 alle 18. Durante l’anno su richiesta, per comitive e scolaresche.
Il Museo dei Cuchi a Cesuna di Roana raccoglie oltre 4.000 “cuchi” (Flauti Globulari in Terracotta). E’ aperto tutto l’anno dalle 10 alle 12.30, dalle 15 alle 19. E’ possibile la visita anche in orari diversi. Per comitive e scolaresche si invita a prendere appuntamento.
Fra Rotzo e Castelletto c’è la Chiesa di S. Margherita, la più antica dell’Altopiano, costruita intorno all’anno mille. La Campana Bronzea che si trovava nella chiesetta è invece custodita nella parrocchiale di Rotzo.
 Da Canove e da Roana, scendendo nella Val D’Assa, lungo sentieri ben delineati si può giungere ai Graffiti Preistorici e Protostorici scoperti nel 1979. Durante la stagione estiva le Pro Loco dell’Altopiano organizzano visite guidate.
A Rubbio, frazione di Conco, si può vedere la Cava Dipinta, opera del pittore bassanese Toni Zarpellon.
Il Duomo di S. Matteo di Asiago custodisce opere e dipinti di Francesco Da Ponte il Vecchio e Francesco Da Ponte il Giovane.
Da Gallio, sulla strada per Foza, imboccando la strada che scende in Val Frenzela, in Contrada Campanella, si giunge in un luogo suggestivo. Qui sorge il Santuario del Buso di Gallio dedicato alla Beata Vergine del Caravaggio.
Ad Enego, nel pieno centro del paese, la Torre Scaligera è l’unica rimasta delle quattro che costituivano il castello fatto qui erigere dagli Scaligeri quale residenza estiva. Risale al 1300 circa.
In contrada Campana di Lusiana, sorge un piccolo campanile la cui campana (da qui il nome della località) risale al 1383. E’ la campana più antica dell’Altopiano e una delle più vetuste della provincia vicentina.
Asiago è conosciuta in tutto il mondo per l’ottimo formaggio finito anche sulla tavola di Bill e Hillary Clinton. Le malghe, sparse in tutto l’Altopiano, i piccoli caseifici e il Consorzio tra i caseifici dell’Altopiano ne producono delle più svariate qualità: l’Asiago pressato o fresco, la Dolcezza di Asiago, il Pennarone, solo per citare i principali o più particolari tipi.
Sull’Altopiano si produce anche miele dai sapori unici, perchè ricavato da fiori e piante tipiche di queste montagne.
Nota in tutta Europa e prelibata è la patata di Rotzo, coltivata per tradizione nell’estremità occidentale della nostra terra. Di ottima qualità il sedano che si coltiva a Rubbio (frazione di Conco). Alcune aziende producono salumi e insaccati nostrani: speck, crudo, sopressa, pancetta e altri.
I distillati ricavati con le erbe dei sette Comuni sono: Kumetto, Amaro Asiago, Amaro Cimbro, Kranebet e vari tipi di grappa. Dalla ricetta segreta di una pasticceria di Asiago nasce poi la Torta Ortigara. Da ricordare che oltre i prodotti alimentari l’Altopiano esporta il famoso marmo rosso e bianco di Asiago.
L’enorme patrimonio boschivo dell’Altopiano di Asiago 7 Comuni nasconde un ulteriore tesoro costituito da una flora e da una fauna tipiche delle alpi. Un territorio da salvaguardare, da rispettare; un grande libro aperto da sfogliare con riguardo senza sciuparne le pagine preziose.
I nostri ospiti sapranno sicuramente essere discreti e silenziosi nell’incontro con un camoscio o con uno scoiattolo; sapranno rinunciare alla tentazione di fronte ad una stella alpina.
Chi sale quassù potrà godersi liberamente le meravigliose passeggiate su chilometri di sentieri che si snodano tra prati e boschi; il giallo tarassaco e la bianca pernice saranno cornice ideale che trasformerà la vostra vacanza in un quadro indimenticabile.
La natura e la libertà dell’Altopiano vi attendono, ricordandovi che dietro ad un vecchio larice potrebbe esserci uno gnomo che vi spia !
Il paesaggio dell’Altopiano, ben visibile da qualsiasi altura anche modesta, è assai ricco e vario. Vasta è la gamma dei colori che si può osservare: diverse gradazioni del verde, più chiaro nei pascoli e nelle praterie, più carico e talvolta cupo nei boschi, e poi il grigio delle rocce, che diventa bianco laddove la neve perdura fino all’estate. In base al tipo di ambiente troviamo diverse specie vegetali.
I fiori caratteristici che, dalla primavera all’autunno, si avvicendano nei prati sono: il Crocco e la Genzianella primaverile, la Stellina Gialla e la Stellina Azzurra, il Narciso dei poeti, la Primula, l’Elleboro, il Botton d’oro, il Colchico.
Nei boschi misti troviamo parecchi alberi: il Faggio, il Maggiociondolo, il Pino Silvestre, il Larice, il Ciliegio Selvatico. Con questi convivono piante cespugliose ed arbustive, Ginepro, Nocciolo, Prugnolo Selvatico, Erica e fiori di pregio e protetti come il Giglio Martagone, la Genziana Gialla, il Ciclamino, il Mughetto, il Garofano Selvatico. Nelle abetaie, che differiscono dai boschi misti per la “monotonia” della vegetazione ad alto fusto (solo Abete Bianco e Abete Rosso), ci sono poche piante cespugliose ed arbustive, ma abbonda la vegetazione del sottobosco.
Ed ecco comparire le Felci, i Muschi, i Licheni. Vi si trovano anche i Mirtilli, nero e rosso, il Giglio di Maggio, l’Acetosella, le Pirole, e persino alcune orchidee.
Le abetaie si spingono fino in alto, laddove biancheggiano le rocce dolomitiche, nel regno del Pino Mugo, dell’Ontano Verde, del Ginepro nano, dei Rododendri, della Stella Alpina, della Driade. Numerose sono poi le varietà di funghi ai quali dedichiamo un capitolo a parte.
Prati, pascoli, boschi misti, abetaie e faggete sono popolati da animali delle più diverse specie. Sui fiori delle praterie volano miriadi di insetti: Lepidotteri, Bombi Impollinatori, Cerambici, Buprestidi e Crisomele; tra le ombrellifere, le leguminose e le gigliacee nidificano l’Allodola, il Prispolone, lo Stiaccino e la Ballerina Bianca.
Qui trovano pastura la Lepre comune e il Capriolo e vivono le Arvicole e la Talpa. I boschi misti altopianesi sono ricchi di fauna. Troviamo anzitutto diverse varietà di invertebrati tra cui il Cervo volante, il Maggiolino fasciato, il Bombice della quercia, ecc.
Tra i vertebrati abbastanza numerosi sono gli uccelli: le Cince, la Capinera, il Ciuffolotto, solo per nominare i più conosciuti. Ancora, nei boschi misti, vivono mammiferi come la Volpe, il Ghiro, lo Scoiattolo e il Tasso, e alcuni rettili come il Colubrio di Esculapio, l’Aspide e la Coronella austriaca. Le abetaie rappresentano l’ambiente ideale per Regoli, Rampichini, Fringuelli, Picchi e Crociere. E’ l’ambiente quieto ed ombroso del Gallo Cedrone. Più in alto vive una fauna pregiata: la Pernice Bianca, abitatrice dei culmini ventosi, il Gallo Forcello, il Rondone Alpino, il Sordone, il Gracchio, l’Aquila Reale, il Corvo imperiale e l’Ermellino.
Negli ultimi anni, la Comunità Montana ha dato avvio ad un programma di ripopolamento dei boschi dell’Altopiano.
Qualche tempo fa sono stati liberati tra le foreste Camosci (ve ne sono circa duecento ormai) e Marmotte (più di un centinaio di esemplari ora presenti). Pochi mesi fa c’è stato il lancio di otto Cervi.
La regolamentazione per la raccolta dei funghi in altopiano si basa sulle disposizioni regionali in materia di competenza della Comunità Montana dei Sette Comuni. L’Ente ha predisposto un “Vademecum” che indica: i tipi di autorizzazioni necessarie e obbligatorie per tutti, il costo delle stesse e le modalità per ottenerle, nonchè i giorni in cui la raccolta è consentita. Per informazioni e per il rilascio delle autorizzazioni rivolgersi alla Comunità Montana tel. 0424/63700 – 462502. Il “Vademecum” riporta anche gli articoli di legge che regolamentano la raccolta dei funghi. In linea generale si ricordi che:  la raccolta giornaliera pro-capite di funghi commestibili è limitata a kg. 2 complessivi, ridotti ad 1 kg. per alcune specie in base alle dimensioni.; è consentita la raccolta di due esemplari per specie di funghi non commestibili (velenosi, troppo maturi) purchè destinati a scopi didattici; è vietato usare rastrelli, uncini. I funghi vanno staccati il più basso possibile, se necessario anche togliendo un po’ di terra che sta attorno;
la ricerca è vietata di notte, da un’ora dopo il tramonto ad un’ora prima dell’Alba; è vietata la distruzione volontaria di qualsiasi specie di fungo; è fatto obbligo di pulire sommariamente i funghi sul posto e di riporli in cestini aerati e non in sacchetti di plastica.
L’Ortica amante dei siti ruderali, è un potente antianemico, ricca di ferro e di clorofilla. Ottima anche a tavola nel “Kraut”, in risotto, minestre, pasticci e frittate.
La Rosa Canina, che invade i prati-pascoli abbandonati, mostra in autunno le bacche scarlatte che permangono sulla pianta sino in primavera, rappresenta un valido nutrimento per la nostra fauna selvatica, durante la cattiva stagione, ma anche per l’uomo. Contiene molta vitamina C, in grado di combattere validamente le infezioni e le malattie del benessere.
La Betulla, definita giustamente l’albero antinefritico d’Europa, serve nei disturbi renali e della vescica, così pure nelle dermatosi. La linfa che si raccoglie a primavera, contiene molti minerali, quali: calcio, fosforo, magnesio, ma anche zuccheri, in grado con la loro fermentazione di fornirci un tipico spumantino.
Il Ginepro è un arbusto pioniere dei pascoli degradati. I suoi frutti (coccole) servono ad aromatizzare grappe, carni, crauti, e formaggi. In fitoterapia si impiegano nei disturbi al rene, contro reumatismi e diabete.
Il Biancospino risulta utile nelle affezioni al cuore; fiori e frutti si adoperano in infuso o tintura contro l’ipertensione, le tachicardie, l’insonnia e le oppressioni al petto.
Il Pino Silvestre e il Pino Mugo sono conifere dalle spiccate proprietà balsamiche ed antisettiche, in grado di darci una mano nella stagione fredda, quando veniamo colpiti da malattie dell’apparato respiratorio. Con i giovani strobili (pignette) di pino mugo e zucchero possiamo preparare un ottimo sciroppo, assai efficace nelle tossi, catarri, e bronchiti.
 La conformazione orografica dell’Altopiano ha permesso lo sviluppo di più di 500 chilometri di piste per lo sci da fondo. Numerosi atleti internazionali svolgono qui abitualmente i loro allenamenti, proprio sulla neve che, nel 1996, per la seconda volta ha ospitato i campionati mondiali juniores di sci nordico. Se da un lato il territorio offre spontaneamente i suoi paesaggi per il fondo, sul versante dello sci da discesa gli operatori locali hanno saputo creare numerose possibilità , con fantastiche piste e diversi livelli di difficoltà , il tutto sempre accompagnato dagli estesi panorami da sogno, dove si integrano perfettamente gli impianti di risalita. L’innevamento artificiale garantisce il bianco manto anche in caso di ….. ritardi delle nevicate.
I maestri delle scuole sci dell’Altopiano sono a disposizione e le baite con bar e ristoranti sempre pronte a rifocillarvi vicino alle piste. Le passeggiate a cavallo sulla neve, le gare con i cani da slitta, lo snow-board, il pattinaggio su ghiaccio, sono solo alcune delle attività invernali che, con lo sci, accompagnano i nostri ospiti attraverso una vacanza davvero esaltante.
Il pattinaggio su ghiaccio è un altro tradizionale sport della stagione invernale che sull’Altopiano trova numerose e ampie possibilità di essere praticato: ad Asiago c’è lo stadio del ghiaccio coperto che prossimamente sarà completamente chiuso.  Struttura aperta per 10 mesi all’anno, consente anche fuori stagione di divertirsi compiendo qualsiasi tipo di evoluzione, reggendosi solo su affilate lame.
Nella stagione invernale sorgono numerosi gli impianti naturali, dove praticare soprattutto per diletto questo sport. Cosa c’è di meglio che pattinare all’aperto godendo del sole e della luminosità che solo l’Altopiano è in grado di dare. Vi è anche a Busa Fonda in comune di Gallio la pista con anello olimpico per la disputa delle gare di pattinaggio di velocità con lama lunga
 L’hockey su ghiaccio è forse lo sport “nazionale” per gli abitanti dei Sette Comuni. Sport duro ma leale, esasperatamente veloce e con incredibili capovolgimenti di fronte, l’hockey è in grado di accendere passioni profonde e di dare emozioni che solo pochi altri sport di squadra riescono a trasmettere.
La squadra dell’Asiago è sicuramente un nome importante nell’hockey nazionale, da anni ai vertici in questa disciplina ha sfiorato più volte lo scudetto arrivando due volte seconda dopo due magiche stagioni (nel 1985-86 e nel 1990-91) che si conclusero con la disputa della finalissima per il titolo. Traguardi prestigiosi sono stati raggiunti sia con la prima squadra che con il settore giovanile, uno dei migliori di tutto il panorama hockeistico nazionale.
E se tutto questo non vi soddisfa l’Altopiano offre altre alternative di divertimento sulla neve: le passeggiate a cavallo nelle malghe, o l’ebrezza di seguire una slitta trainata dai cani per assaporare atmosfere tipiche del profondo nord.
Il sole, che in città diventa spesso insopportabile, qui si trasforma in un tiepido amico, pronto ad illuminare la miriade di attività e di divertimenti che la fresca estate della montagna dona ai propri ospiti. Il trekking su meravigliosi sentieri, assieme alla mountain-bike ed alle escursioni a cavallo sono le attività che più avvicinano alla natura ed alla libertà.
Ci si troverà immersi in un ambiente da sogno giocando con gli amici nel verde delle diciotto buche al Golf Club Asiago. Ma si può continuare con il volo a vela, il parapendio, il tiro con l’arco, il free-climbing all’aperto e indoor, il pattinaggio su ghiaccio, le piste verdi per lo sci d’erba, le arti marziali, il nuoto, il tennis e tutti gli altri sport classici, in palestra e all’aperto.
Alla sera si accendono le luci dei locali e delle discoteche e comincia così la notte dell’Altopiano. Gli spettacoli ed i giochi all’aperto, con i concerti ed i dibattiti, portano i nostri ospiti ancora più lontano dallo stress e dall’afa insopportabile della città che qui non si sa proprio cosa siano.
L’Altopiano di Asiago ospita l’Extreme sport center che prevede la possibilità per coloro che sono in cerca di emozioni a non finire di praticare il bungee jumping, il rafting, hidrobob, ed il volo libero con parapendio. Il salto con corda elastica, o più precisamente bungee jumping, viene praticato dal ponte della Val Gadena tra i comuni di Foza ed Enego. Il “salto più alto d’Europa” assicura tonnellate di adrenalina pura ma con la massima sicurezza. Il rafting e l’hidrobob possono essere praticati lungo il Brenta che scorre ai piedi dell’Altopiano.  Il parapendio consente di decollare a piedi dai pendii delle montagne, con una vela dotata di particolare efficienza. La base si trova a Val Maron nel comune di Enego dove è possibile volare anche insieme all’istruttore con il parapendio biposto.
Di interesse storico, naturalistico, culturale e geologico: le possibilità di gite, escursioni e semplici passeggiate sull’Altopiano sono infinite. Come sottolinea il naturalista asiaghese Patrizio Rigoni, la nostra terra è una “mostra” vivente tutta da leggere e da godere. Vi diamo qui qualche suggerimento, rinviando, per i dati tecnici e le informazioni approfondite, alle apposite guide.
Fortilizi, mulattiere, trincee: molti sono i segni ancora visibili della Prima Guerra Mondiale. Il forte più facilmente raggiungibile, perchè più vicino ai centri abitati è l’Interrotto a Camporovere, una caserma-fortilizio la cui costruzione risale ancora alla metà dell’ottocento.
Sul Monte Verena ci sono i resti del forte dal quale venne sparata la prima cannonata italiana nella Grande Guerra. Vi si può accedere per mezzo di una seggiovia che dal Rifugio Verenetta porta alla cima del monte.
Dalla cima del Monte Cengio, calvario dei Granatieri nel conflitto 15/18, con il leggendario “Salto dei Granatieri”, si prosegue fino al Forte di Punta Corbin. Da qui si godono panorami di notevole suggestione. Tra i campi di battaglia, con trincee, ruderi, lapidi commemorative, il luogo più conosciuto è il Monte Ortigara. I percorsi sono ben segnati e l’escursione è facile per tutti. Ogni seconda domenica di luglio si tiene qui un pellegrinaggio a ricordo delle vittime della Prima Guerra.
Altro teatro delle operazioni militari fu il Monte Fior che assieme a Monte Castelgomberto richiama i racconti di Emilio Lussu in “Un anno sull’Altopiano”. Quassù l’ambiente dominante è quello delle malghe e dei pascoli d’alta montagna. Chi vuole raggiungere il punto più alto dell’Altopiano, attraversando zone ricchissime di flora, dal Bivio Italia, incamminandosi lungo la Karl-Strasse, può arrivare a Cima Dodici (2366 mt).
Tutelati dalla “Commonwealth War Graves Commission” sull’Altopiano ci sono cinque Cimiteri Inglesi: Barenthal, Granezza, Cavalletto, Magnaboschi, Boscon. Non facile ma interessante dal punto di vista geologico e naturalistico è l’escursione ai Castelloni di S. Marco le cui guglie solcate rappresentano una particolarità geologica caratteristica. Per un tuffo nella leggenda, in territorio di Rotzo troviamo l’Altar Knotto, per gli antichi cimbri sede di divinità vendicative. Nei pressi di Cima Campolongo troviamo la voragine “Sciason” il cui imbocco conduce all’interno di un lungo cornicione (scivoloso e pericoloso). Sul fondo si trova una imponente cascata di ghiaccio. Dal Sasso, frazione di Asiago, attraverso la famosa Calò (antica via di comunicazione per il commercio del legname) percorrendo 4444 gradini si giunge fino a Valstagna.
Per conoscere l’Altopiano antico, interessante è il villaggio protostorico del Bostel, a Castelletto di Rotzo. A Canove, nella Valle del Bisele, troviamo le antiche selci, così importanti nella preistoria. Numerosi i ritrovamenti di resti fossili e archeologici qui effettuati.
Gli itinerari per escursioni e passeggiate sono innumerevoli.
I dati tecnici, le indicazioni precise, le caratteristiche e i tempi di percorrenza sono spiegati nelle tante guide che potrete trovare in tutte le cartolibrerie.
Per la bicicletta da montagna e la sua possibilità di utilizzo sull’Altopiano potremmo ripetere le stesse considerazioni fatte per lo sci da fondo. Ci troviamo di fronte ad uno dei luoghi che offre – per varietà di percorsi, per chilometraggi, per ambienti e scenari – possibilità praticamente infinite di muoversi. Sfruttando le centinaia di chilometri di strade sterrate lasciateci in eredità dalla Grande Guerra si possono effettuare meravigliose escursioni anche di più giorni. Basta essere muniti di cartina e di voglia di faticare.
Anche le carrarecce forestali si prestano benissimo, specie se ci si vuole addentrare in mezzo al bosco. Attenzione però da quest’anno la Regione Veneto ha stabilito che le mountain bike possono transitare lungo strade carrarecce e mulattiere ove vi è il divieto di transito per i veicoli a motore ma non possono avventurarsi lungo le piste da sci, lungo prati e pascoli, e soprattutto lungo i sentieri segnalati e predisposti solo al passaggio pedonale. Esistono numerose pubblicazioni che consentono di seguire dei percorsi ad anello con difficoltà e chilometraggi indicati per tutte le possibilità.
Ad Asiago, in località Meltar ha avuto recente completamento il nuovo percorso a 18 buche, metri 6.005 del Golf Club Asiago. Progettato nel 1961 da J. Harris, l’intervento di integrazione è stato curato dalla Harradine Golf, società di esperienza mondiale nei campi da golf di montagna.
Inserito in uno splendido e curato ambiente naturale è uno dei percorsi golfistici più tecnici d’Italia che ospita ogni stagione gare di livello nazionale ed internazionale. Il Circolo Golf Asiago è aperto da maggio ad ottobre; presieduto da Franco Gemmo, si avvale della collaborazione tecnica del Maestro Blanco. A disposizione degli ospiti, il campo pratica, bar, ristorante, spogliatoi, baby sitting, carrelli, cars, putting green, executives, pro-shop.
Asiago è una delle poche località turistiche di montagna dotata di scalo aereo: l’aeroporto di Asiago. Grazie alla felice posizione geografica, alle favorevoli correnti ascensionali e termiche e alla costante assenza di venti e nebbie l’Altopiano di Asiago è una zona particolarmente felice per la pratica del volo a vela. Oltre ad una nutrita pattuglia di appassionati locali che praticano questa affascinante disciplina, convergono periodicamente ad Asiago molti amanti del volo a vela provenienti da molte parti d’Italia e da alcuni paesi europei.
Dal 1992 opera con un proprio Cessna anche l’Associazione Aerosportiva 7 Comuni – Max Longhini che mette a disposizione il proprio aereo a chi vuole fare voli turistici sul nostro splendido Altopiano. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi all’Apt di Asiago 7 Comuni telefonando al n. 0424/462221 – 462661. (ore 17:30)