Kuala Lumpur – Tra i paesi del Sud-Est asiatico, la Malesia è uno dei più piacevoli e tranquilli da visitare. Diversi decenni di continua crescita  economica e stabilità politica hanno fatto sì che diventasse uno dei luoghi della regione in cui maggiormente regnano ricchezza e prosperità, nonostante il potere politico, in mano ai malesi, e il potere economico, in mano ai cinesi, siano tradizionalmente divisi secondo linee razziali. La Malesia sta gradualmente maturando una cultura pluralista basata su un’unione dinamica e del tutto originale tra i popoli malese, cinese, indiano ed elementi culturali e tradizionali di altri gruppi etnici indigeni.Molti dei turisti che si recano in Malesia si limitano a visitare la regione peninsulare, dove la vita caotica di Kuala Lumpur può essere interrotta con un’escursione alle Cameron Highlands, o con l’atmosfera rilassata di Langkawi. In pochi arrivano a Sarawak o a Sabah, nella Malesia Orientale, luoghi che vantano una fauna incredibile, vita tribale nelle capanne e l’imponente cima del Monte Kinabalu.
Gl’italiani possono andare in Malesia senza visto e trattenersi nel Paese per 90 giorni. Sarà sufficiente essere in possesso del passaporto con validità residua di almeno sei mesi al momento dell’uscita dalla Malesia e di un biglietto di andata e ritorno o di proseguimento del viaggio. Sono consigliate vaccinazioni contro difterite, tetano, epatite virale A, epatite virale B, febbre tifoide, encefalite giapponese, colera. In Malaysia non è sicuro bere l’acqua di rubinetto, per cui è consigliabile consumare solo acqua in bottiglie sigillate oppure bevande calde. In alternativa l’acqua corrente può essere trattata facendola bollire per almeno 15 minuti, al fine di garantire la più efficace delle purificazioni. Il rischio di malaria è limitato ad alcune aree delle zone interne. Le zone urbane e costiere non presentano rischi. Per conoscere quali farmaci assumere per la profilassi, i relativi dosaggi, i tempi, le modalità di assunzione e le controindicazioni, e comunque quale regime sia preferibile nei singoli casi, rivolgetersi almeno 15 giorni prima della partenza al Servizio di medicina dei viaggi della Asl. Altri rischi: collasso da calore, encefalite giapponese, dengue, leptospirosi, rabbia. L’Hiv si sta rapidamente diffondendo in Malesia.Consigliamo di portare sempre con sé una piccola farmacia da viaggio e di stipulare un’assicurazione sanitaria che preveda, oltre alla copertura delle spese mediche, anche l’eventuale rimpatrio aereo sanitario o il trasferimento in altro Paese.
Il fuso orario è 8 ore avanti rispetto all’ora di Greenwich (Gmt), 7 ore avanti rispetto all’Italia. Quindi, quando a Kuala Lumpur è mezzogiorno, a Roma sono le 5 (le 6 quando vige l’ora legale)
In Malesia c’è un clima caldo e umido durante tutto l’anno e quindi troverete sole e caldo in abbondanza in qualsiasi momento decidiate di visitarla. Se vi interessa andare in spiaggia, cercate di evitare la stagione delle piogge (da novembre a gennaio) nella regione peninsulare. Le tartarughe di mare depongono le loro uova sulla costa orientale nel periodo che va da maggio a settembre.
Se intendete viaggiare spendendo poco, nella Malesia peninsulare potete cavarvela con 20-25 dollari Usa al giorno. Ciò vuol dire dormire negli alberghi cinesi meno cari, mangiare nei ristoranti per gente locale o nelle bancarelle e viaggiare quasi sempre in autobus. Se invece preferite gli alberghi confortevoli con bagno in camera, ristoranti di livello medio e spostamenti in taxi, calcolate di spendere intorno a  65 dollari al giorno. Chi non può proprio fare a meno di tutti i comfort e non tiene in conto i limiti di disponibilità della propria carta di credito potrà ottenere un certo grado di lusso per 100 dollari giornalieri. Ricordatevi che lo stato di Sabah è più costoso rispetto alla Malesia peninsulare e quindi aggiungete un 30% al vostro budget previsto se intendete visitarlo.
Le banche malesi sono efficienti e richiedono una commissione fissa più o meno di 2-3 dollari per quelle transazioni che coinvolgono valuta straniera. I cambiavalute non chiedono commissioni ma, poiché praticano tassi di cambio differenti l’uno dall’altro, è consigliabile conoscere quale sia il tasso vigente. Per cambiare i contanti sono sicuramente i più convenienti e tutte le transazioni sono assai più veloci.Gli alberghi, i negozi e i ristoranti di categoria elevata accettano tutte le principali carte di credito. Se la vostra carta ha un numero di identificazione personale, potete ottenere anticipi in denaro presso gli uffici degli Atm, e questo perché la Malesia fa parte del network bancario internazionale.
Lasciare la mancia non è una pratica diffusa in Malesia. Gli alberghi e i ristoranti più costosi aggiungono un 10% al conto per il servizio e tutte le stanze sono soggette a un’ulteriore tassa governativa del 5% (di solito gli alberghi di bassa categoria la includono già nel prezzo). Contrattare nei mercati e nei negozi di souvenir è la regola, anche se dovreste intenderlo come una forma di scambio culturale piuttosto che come una questione di vita o di morte.
L’Arcipelago di Langkawi si trova pochi chilometri al largo di Perlis ma è poco frequentato nonostante le belle spiagge. L’isola principale, Langkawi, è collegata via mare alla Thailandia. La poco conosciuta Taiping, nello stato del Perak, offre ai rari turisti splendidi giardini e laghetti, antichi edifici anglo-malesi e mercatini notturni. Nella stessa regione si trova anche Kuala Kangsar, città di alto valore storico in cui abbondano splendide moschee e palazzi e dove nacque l’industria della gomma. A Ipoh, capoluogo del Perak, vi sono ville eleganti e spettacolari templi rupestri. Nonostante sia piuttosto difficoltosa, una visita alla regione di Tasik Chini, nella parte centrale dello stato di Pahang, vale certamente la pena. Qui si possono effettuare interessantissime escursioni nei pressi di dodici laghi circondati da una giungla lussureggiante, presunto rifugio di un animale imparentato con il Mostro di Lochness.
Il Parco Nazionale di Taman Negara, accessibile soltanto mediante un’imbarcazione, offre la rara opportunità di esplorare una delle foreste tropicali più incontaminate del mondo. Il parco si estende in una zona di 4343 kmq tra gli stati di Pahang, Kelantan e Terengganu, e offre la possibilità di vedere numerosi animali selvatici, soprattutto durante le escursioni nei luoghi meno frequentati.
Una visita allo stato di Sarawak può offrire territori coperti di giungla inesplorata (a dire il vero in rapida diminuzione), tribù di dayak che vivono ancora nelle loro case tribali e alcuni parchi nazionali piuttosto interessanti. Nei dintorni del capoluogo, Kuching, vi sono numerosi villaggi costieri come Pandan e Sematan, foresta tropicale incontaminata, spiagge e itinerari escursionistici nel Parco Nazionale di Bako. Le case tribali si trovano lungo il fiume Rejang e i suoi affluenti, una vera e propria via di comunicazione naturale tra la parte settentrionale e meridionale dello stato. Scendendo il fiume da Kanowit e da Song troverete davvero pochissimi turisti. Nella regione nordorientale, non perdetevi le Grotte di Niah, raggiungibili solo mediante un tragitto in canoa e una camminata di 3 km: oltre alle pitture rupestri, la zona offre la possibilità di vedere animali selvatici, esplorare la giungla e cercare di notte i funghi fosforescenti che vi crescono. Purtroppo, coloro che si recheranno a Sarawak non potranno fare a meno di accorgersi come il disboscamento stia rovinando l’ambiente naturale e lo stile di vita delle tribù di dayak. Informatevi dei problemi che questa pratica sconsiderata sta causando in Malesia, prima di visitarla.
I paesaggi maestosi e l’incredibile fauna selvatica costituiscono le principali attrattive turistiche dello stato di Sabah (peraltro assai costoso). Appena al largo del capoluogo, Kota Kinabalu, troverete l’immenso Parco Nazionale di Tunku Abdul Rahman (4929 ettari), formato dalle isole di Gaya, Mamutik, Manukan, Sapi e Sulug, dove si trovano alcune tra le migliori spiagge del Borneo, una ricca fauna, una splendida barriera corallina e pesci variopinti. Non lontano dal confine con Kalimantan, a Batu Punggul, potete trovare un complesso turistico che organizza escursioni avventurose nella giungla, gite in canoa e visite alle grotte. Vi si giunge solo mediante un’imbarcazione, passando attraverso villaggi che conservano ancora le case tribali. 
Situata a nord della capitale, Kota Belud, è invece sede di uno dei principali mercati e raduni domenicali all’aperto (chiamato tamu) del Sabah, dove si vende e si compra di tutto, dalle pillole magiche al bestiame.
Addentrandovi nel territorio dello stato troverete il Monte Kinabalu, uno dei luoghi di maggiore interesse turistico di Sabah e una delle montagne in assoluto più facili da scalare, che offre un panorama semplicemente fantastico, soprattutto al tramonto.
Gli appassionati di immersioni e di snorkelling possono scegliere tra numerose isole della costa orientale, tra cui Tioman, Pulau Kapas, Pulau Redang e le Isole Perhentian. Per chi ama la terraferma, i migliori tragitti in bicicletta si trovano nella regione orientale della penisola e lungo la traversata Butterworth-Baling. Nel Parco nazionale di Taman Negara, nello stato di Pahang, si può fare trekking, bird-watching e pescare, mentre  nella splendida zona di Tasik Chini, sempre a Pahang, è possibile andare in canoa e pescare, nonché fare lunghe camminate nella giungla.
A Sarawak, il Parco nazionale di Gunung Mulu ospita alcune splendide grotte, tra cui la Clearwater Cave, che con i suoi 51 km è una delle più lunghe del mondo. Il parco offre anche eccellenti escursioni: vi consigliamo quella di 4 giorni che porta in cima al Monte Gunung Mulu (2.377 m).
A Sabah, il Parco nazionale di Pulau Tiga, vicino a Kuala Penyu, è noto per i sentieri intorno all’isola vulcanica e per i numerosi luoghi in cui fare snorkelling. Molti turisti che si recano in questa località effettuano anche un’escursione sul Monte Kinabalu. Il Parco nazionale di Turtle Islands, 40 km a nord di Sandakan, è un ottimo posto per vedere le tartarughe che depongono le uova tra luglio e ottobre e lo stesso dicasi della costa di Terengganu, Pulau Pangkor al largo di Lumut e dell’Isola di Selingan nella parte settentrionale di Sabah.
Il nuovo aeroporto internazionale di Sepang, 50 km a sud di Kuala Lumpur, è stato inaugurato nel giugno 1998. Gran parte dei turisti vola fino a qui o arriva via terra dalla Thailandia o da Singapore. Anche Penang costituisce uno scalo internazionale e Kuching a Sarawak e Tawau a Sabah dispongono di voli per/da Kalimantan. Vi è una tassa sui voli internazionali in partenza pari a 40 dollari malesi, già inclusa nel prezzo del biglietto se lo avete acquistato in Malesia.  Tra la Malesia e la Thailandia vi sono quattro posti di frontiera (due sulla costa occidentale, uno nella regione centrale e uno sulla costa orientale) e  un collegamento ferroviario lungo la zona costiera occidentale. Per arrivare da o andare a Singapore, si attraversa il viadotto presso Johor Bahru oppure si prende un treno o un’imbarcazione. Tre linee di traghetti fanno la spola tra la Malesia e l’Indonesia (Penang-Medan, Melaka-Dumai e, nella Malesia Orientale, Tawau-Tarakan) e vi è anche una strada accidentata che collega Sarawak a Kalimantan.
La principale linea aerea malese è la Malaysian Airline System (Mas), che dispone di voli tanto sulla penisola quanto sugli stati di Sarawak e Sabah. Le tariffe sono ragionevoli, ma è difficile che vi serviate di voli all’interno della penisola a meno che non abbiate davvero poco tempo. Costa meno arrivare in volo nella Malesia Orientale partendo da Johor Bahru piuttosto che da Kuala Lumpur. A differenza della zona peninsulare, nella parte orientale del Paese l’aereo è l’unico mezzo rapido per spostarsi, ma ricordatevi che i voli che partono da Sarawak o da Sabah sono spesso pieni durante le vacanze scolastiche e che hanno una spiacevole tendenza al ritardo a causa della variabilità del tempo.
La Malesia peninsulare dispone di un servizio capillare di autobus, veloce ed economico, tanto che è sicuramente il modo migliore per visitarla. A Sabah le strade sono in condizioni eccellenti e non vi sarà difficile trovare un minibus che vi porti alle destinazioni più importanti. Diversamente, gli autobus di Sarawak percorrono la strada principale e pochi altri tragitti. Anche il servizio ferroviario della penisola è economico ed efficiente: le  linee più importanti sono quella che collegano Singapore alla Thailandia passando per Kuala Lumpur e Butterworth e quella che, mediante una diramazione a Gemas, prosegue per Kota Bharu in direzione nord-est. A Sabah, vi consigliamo il treno a scarto ridotto che, partendo da Tenom,  supera la gola del Fiume Pegas e poi si dirige verso Kota Kinabalu.
Sulla penisola, i taxi che percorrono lunghe distanze costano il doppio rispetto agli autobus ma rappresentano un modo efficiente e, al confronto, lussuoso per viaggiare. Se invece volete affittare una macchina potrete trovare tutte le principali agenzie a Kuala Lumpur. Non vi sono traghetti tra le due regioni della Malesia, mentre numerosi motoscafi percorrono i fiumi di Sarawak e di Sabah.Non tutti i taxi malesi sono dotati di tassametro. I risciò sono quasi del tutto scomparsi a Kuala Lumpur, ma si possono ancora trovare nelle zone  rurali. I trasporti pubblici della capitale sono disastrosi e quindi evitate di andare in giro nelle ore di punta.
A prima vista, Kuala Lumpur potrebbe sembrare la solita città asiatica moderna piena di grattacieli scintillanti; in realtà, mantiene ancora quel fascino e quel colore che è stato ormai completamente cancellato in luoghi come Singapore. Il centro di Kuala Lumpur ospita diversi edifici coloniali, un vivace quartiere cinese con bancarelle lungo le strade e mercati notturni, nonché un pittoresco distretto indiano.
Il cuore di Kuala Lumpur batte in Merdeka Square, dove torreggia l’asta portabandiera alta 95 m e dove si svolgono tutte le feste e le processioni cittadine. La piazza fu usata dai governatori della Malaysia durante il periodo coloniale per tenervi partite di cricket, ma fu anche il luogo dove venne dichiarata l’indipendenza nel 1957. Sul lato orientale di Merdeka Square si erge il palazzo del sultano Abdul Samed, costruito in stile moresco e sovrastato dalla Torre dell’Orologio, alta 43 m. Anche la splendida stazione ferroviaria vanta un simile stile architettonico, ed è caratterizzata dall’eccentricità dei suoi minareti, cupole, torri e archi.
L’edificio noto come Petronas Tower è meno pittoresco ma altrettanto visibile. Essendo alto quasi mezzo chilometro, non sorprende che sia una delle strutture in cemento più imponenti del mondo.
La Masjid Jamek (Moschea del Venerdì), caratterizzata dalla cupola a cipolla, è situata in un boschetto di palme che dà su Merdeka Square e il suo riflesso è chiaramente visibile nelle vetrate del nuovo edificio costruito di fronte. Appena a sud della moschea si trovano le strade brulicanti di Chinatown (quartiere cinese), una zona affollata e animata in cui si mescolano luci al neon, attività commerciali e rumore. Di sera, la parte centrale è chiusa al traffico e diventa un mercato notturno illuminato e caotico.
Gli alberghi economici e gli ostelli si trovano nel quartiere cinese e nella zona di Jalan Pudu Lama, mentre quelli di categoria media sono nei dintorni di Jalan Bukit Bintang e, in parte, a Chinatown. Il mercato notturno che si tiene nel quartiere cinese è sicuramente il posto più caratteristico dove andare a cenare.
Melaka è una città che unisce elementi della cultura cinese, portoghese, olandese e inglese ed è considerata il luogo di maggior valore storico di tutta la Malesia. Un tempo era il porto commerciale più importante della regione ma ora non è altro che un borgo tranquillo. Ciònonostante, antiche giunche continuano a risalire il fiume, conferendo alla zona del porto un’aria d’altri tempi, e la città è piena di stradine sulle quali si aprono  botteghe cinesi, negozietti d’antiquariato, templi e vestigia del periodo di dominazione coloniale europea.
Il più importante monumento dell’epoca olandese è l’enorme municipio dipinto di rosa, lo Stadthuys, costruito tra il 1641 e il 1660. Considerato l’edificio olandese più antico di tutta l’Asia, raccoglie in sé tutte le principali caratteristiche dell’architettura coloniale dei Paesi Bassi, tra cui pesanti porte d’ingresso e finestre con persiane. Il municipio ospita alcuni uffici governativi e un interessante Museo Etnografico, incentrato sulla storia e sulla cultura del luogo. Le imponenti rovine della Chiesa di San Paolo, costruita dai portoghesi oltre 400 anni fa in una posizione spettacolare, si stagliano sulla collina omonima. Il santuario veniva regolarmente visitato da San Francesco Saverio, che fu sepolto qui per un breve periodo prima che i suoi resti venissero trasferiti a Goa, in India. Gli inglesi utilizzarono la chiesa come deposito di polvere da sparo.
Per coloro che preferiscono l’architettura religiosa a tinte forti, consigliamo la visita al Tempio cinese di Cheng Hoon Teng, il più antico di tutta la Malesia. Situato nella parte vecchia della città, fu costruito nel 1646 da artigiani cinesi con materiali importati dalla Cina.
Tutta la zona vecchia di Melaka merita una passeggiata, e lungo Jalan Hang Jebat potrete trovare le più antiche botteghe di antiquariato della città.Georgetown – Isola di Penang
L’Isola di Penang (285 kmq), al largo della costa nordoccidentale della penisola malese, è il più antico insediamento inglese in Malaysia, ed è diventata ai giorni nostri una delle principali attrattive turistiche del paese. A dire il vero però, la bellezza delle spiagge, assai reclamizzate, è sopravvalutata. Ciò che rende l’isola particolarmente interessante è invece la vivace e folkloristica città di Georgetown (195.300 abitanti). Situata  sulla costa nordorientale, può vantare una cultura di matrice cinese di gran lunga superiore a quella di Hong Kong o di Singapore e camminando nei quartieri più antichi si potrebbe pensare di essere tornati indietro di almeno cinquant’anni. Georgetown è una città di piccole dimensioni e passeggiando per le sue strade vi imbatterete in case cinesi splendidamente decorate, mercati di frutta e verdura, templi in cui si celebrano  ricorrenze, risciò, partite di mahjong e tutto ciò che caratterizza il normale tran-tran delle strade di una città asiatica.
Nel centro di Georgetown si possono ancora vedere le vecchie mura del Forte Cornwallis, dove sbarcò il capitano Light nel 1786, primo inglese a mettere piede su quella che ai tempi era un’isola quasi interamente disabitata e fondatore di un porto di libero scambio. Il forte in pietra venne terminato alcuni decenni dopo e ora conserva al suo interno centinaia di cannoni, molti dei quali furono requisiti ai pirati locali. Il più famoso di questi cannoni, il Seri Rambai, è istoriato e risale al 1600; considerato simbolo di fertilità, è oggetto di offerte floreali e di preghiere da parte delle donne sterili.
L’Isola di Penang ospita innumerevoli ‘kongsis’ (edifici in cui si riunivano i clan cinesi, usati anche come luoghi di culto), tra cui spicca il Khoo Kongsi. L’edificio originario era così bello e ricco di decorazioni che nessuno si stupì dell’incendio che ne bruciò il tetto la sera stessa in cui venne completato. Una simile disgrazia venne interpretata come un segno divino che intendeva punire l’esagerata opulenza del luogo, e così ne venne ricostruito un altro un po’ meno pretenzioso. Dato l’incredibile insieme di draghi, statue, dipinti, lampade cinesi, piastrelle colorate e sculture varie che ornano quest’ultimo edificio, ci si chiede come potesse essere il kongsi originario.
Il tempio di Kuan Yin Teng, proprio nel vecchio centro di Georgetown, non è altrettanto grandioso ma è sicuramente uno dei luoghi sacri più frequentati della città e non è raro vedervi fedeli che bruciano banconote, spettacoli serali di marionette e performance di teatro cinese. Per godere della migliore vista sulla città e sull’intera isola, prendete la funivia che porta alla Collina di Penang, 830 m al di sopra di Georgetown. Oltre a procurare sollievo dall’umidità e dal calore, la collina offre una piacevole camminata nei giardini, un albergo, un tempio hindu e una moschea. Il panorama è particolarmente incantevole al tramonto, quando si accendono le prime luci della città.
La maggior parte degli alberghi economici di Georgetown si trova lungo Lebuh Chulia, mentre quelli più cari sono in Jalan Penang. Anche se i ristoranti cinesi e indiani abbondano, tentate la sorte e assaggiate le specialità locali in vendita nelle bancarelle che di sera si ammassano lungo l’Esplanade dietro la Biblioteca di Penang.
Le Cameron Highlands, situate nel cuore della penisola malese, comprendono alcune stazioni climatiche di altitudine compresa tra i 1.500 e i 1.800 m. Questa zona, assai fertile, costituisce il principale centro di produzione di tè della Malaysia ed è rinomata sia tra i locali sia tra gli stranieri che desiderano lasciarsi alle spalle il calore eccessivo delle pianure. Si possono compiere escursioni nella giungla e nelle piantagioni di tè, raggiungere le numerose cascate, camminare in parchi stupendi e osservare le incredibili varietà di fiori selvatici. Il clima fresco spinge anche a compiere attività solitamente impraticabili a livello del mare, quali il golf, il tennis e lunghe passeggiate; questa è infatti la città malese per eccellenza per coloro che non amano la spiaggia e hanno nostalgia dei tempi coloniali. Gli alberghi meno cari si trovano per lo più nel villaggio di Tanah Rata, mentre quelli più cari li troverete nella zona tra Brinchang e Tanah Rata.
L’Isola di Tioman si trova nel Mare Cinese Meridionale al largo della costa orientale della Malaysia peninsulare, e può vantare bellissime spiagge, fondali trasparenti, barriere coralline, pesci variopinti, rilievi pressoché inesplorati ricoperti di giungla, torrenti di acqua cristallina e le alte cime del Batu Sirau e del Nenek Semukut. I nomi delle località hanno un sapore esotico (Collina delle foglie di palma, Villaggio del dubbio) e l’isola viene spesso indicata come la mitica Bali Hai del film South Pacific. Tioman è scarsamente popolata e di solito i turisti sono più numerosi degli abitanti dell’isola. La stagione turistica va da giugno ad agosto e durante le piogge monsoniche di novembre, dicembre e gennaio l’isola è quasi deserta.
La costa occidentale di Tioman è costellata di paesi e ospita un resort di lusso. La meta preferita dei viaggiatori è Palau Tioman, ma se volete andare nel luogo più tranquillo recatevi a Kampung Nipah. L’isola è raggiungibile via mare da Mersing o da Singapore ed è anche dotata di una pista di atterraggio (a Kampung Tekek, il villaggio più grande di Tioman). (ore 11:10)