Continuiamo il nostro giro del mondo in 19 gran premi. Facciamo tappa a Suzuka dove il prossimo 9 ottobre si correrà il Gran Premio del Giappone. Suzuka è una città della prefettura di Mie, nelle cui vicinanze sorge il famoso circuito automobilistico e motociclistico. Se non fosse per il circuito, che è più di tale in quando la Honda che ne è proprietaria ha realizzato un parco dei divertimenti, Suzuka non sarebbe conosciuta nel resto del mondo.
Mie (Mie-ken) è una prefettura con circa 1,8 milioni di abitanti,si trova nella regione di Kansai, sull’isola Honshu. Il capoluogo è Tsu. Confina con le prefetture di Aichi, Gifu, Kyoto, Prefettura di Nara, Shiga e Wakayama. Si trova quasi precisamente al centro del Giappone e si affaccia sull’Oceano Pacifico.
È situata esattamente alla stessa distanza tra le città di Nagoya, Osaka e Kyoto e per questo motivo da Mie sono tutte facilmente raggiungibili. In più la prefettura può essere raggiunta con navi che viaggiano ad alta velocità e che in cira quaranta minuti la collegano all`Aeroporto Internazionale di Chubu, inaugurato nel 2005. La strada che si snoda, per una lunghezza totale di mille chilometri, lungo la costa che si affaccia direttamente sull’Oceano Pacifico, ci regala una serie di bellissimi paesaggi da ammirare col fiato sospeso. Mie è ricca di natura e per preservarla, negli anni, circa un terzo del suo territorio è stato adibito a parchi e riserve naturali.
Il clima è mite con una temperatura media annuale che si aggira sui 14, 15 gradi. La Prefettura di Mie si snoda da nord a sud su un vasto territorio; per questo motivo anche il clima varia molto a seconda della zona presa in considerazione. Nel nord, per esempio, di inverno nevica copiosamente, e si può ammirare la natura ricoperta da strati di ghiaccio della zona alpina, mentre nel sud, conosciuto come una delle zone più piovose di tutto il Giappone, si possono raccogliere mandarini durante tutto il corso dell’anno.
Il territorio può essere suddiviso grosso modo in cinque differenti aree.
La regione più a nord, chiamata Hokusei è un’area in gran parte industriale che si trova molto vicino alla città di Nagoya. Qui potrete trovare molte differenti attrattive come le Onsen (onti termali), un parco divertimenti ed il circuito internazionale di Formula 1.
La parte centrale, chiamata Chunansei è invece conosciuta per la sua rinomata carne di vitello di Matsusaka (matsusaka-ushi).  Iga, che si trova nel centro-ovest, è famosa per essere la terra di origine dei Ninja.  Ise Shima, che si trova al centro-sud, è un’area caratterizzata da una complessa linea costiera che la rende estremamente affascinante. È da sempre stata famosa per i suoi prodotti ittici e per le perle ma anche, e soprattutto, per la presenza sul suo territorio del Ise Jingu  (tempio shintoista di Ise).
Nella regione più a sud, Higashi Kishu, stretta tra l’Oceano Pacifico e ripide montagne, ospita uno dei patrimoni dell’umanità del Giappone: il Kumano Kodo (la antica strada per Kumano), che veniva usata dai pellegrini che percorrendo la Ise-ji (strada per Ise) volevano raggiungere il Tempio di Ise.
Tutte queste aree con le loro diverse caratteristiche topografiche e storiche rendono la prefettura di Mie interessante, da scoprire sotto tutti i punti di vista.
Anticamente, era dalla prefettura di Mie che l’imperatore del Giappone riceveva i maggiori rifornimenti di cibo e per questo motivo veniva anche chiamata Miketsukuni (la terra delle libagioni imperiali). Mie è conosciuta per essere una vasta regione graziata dalla presenza sia dei monti sia del mare. È ricca di natura, storia, cultura e moderni luoghi di divertimento.
Il tempio di Ise
Il tempio shintoista (Jingu) di Ise, è conosciuto come il più importante e sacro tra tutti i templi del Giappone. È un complesso molto esteso che comprende circa centoventicinque templi tutti costruiti tra il naiku (santuario interno), dedicato ad Amaterasu Omikami (Grande dea che splende nei cieli) la divinità Shinto del sole, e il geku (santuario esterno), dedicato invece a Toyouke Omikami (Grande dea che dona raccolti abbondanti), la divinità dell’agricoltura e dell’industria. Nel Nihon Shoki (Cronache del Giappone), la più vecchia storiogragfia del Giappone, risalente circa all’anno 720 d.C., troviamo scritto che 2000 anni fa Amaterasu Omikami discese dai cieli e scelse Ise, che si trova nell’odierna prefettura di Mie, per la sua rigogliosa e splendida natura, come luogo in cui farsi consacrare.
Al tempio di Ise, durante tutto l’anno, si svolgono più di 1500 feste religiose e rituali. Un esempio per tutti: il rito chiamato higoto asa yu omike-sai (offerta giornaliera di cibo, mattutina e serale, alle divinità), che si svolge annualmente, da più di 1.500 anni, senza mai essere stato interrotto.
Tra i vari riti celebrati al tempio di Ise, il più importante è sicuramente quello chiamato shikinen sengu (cerimonia annuale della consacrazione del nuovo santuario). Si svolge una volta ogni 20 anni e rispecchia la parte della filosofia dello Shinto che crede nella perenne rinascita della natura, lo shinden (tempio principale) e le jinpo oppure, kamudakara (sacre reliquie) vengono completamente rinnovate per far sì che il kamisama (la divinità) possa esservi ricollocata nella maniera più adeguata. La prima celebrazione risale circa al 690 d.C., quindi possiamo dire che è approssimativamente da 1300 anni che viene eseguito questo particolare rito, anche se ha subìto negli anni qualche interruzione, e nel 2013 si svolgerà per la sessantaduesima volta.
La costruzione principale all’interno del Santuario di Ise ha uno stile architettonico semplice e puro, chiamato yuiitsu shinmei-zukuri (unico stile della luce divina”, shinmei può essere anche inteso come uno dei soprannomi della Dea Amaterasu) ideato nel, Yayoi-jidai (Periodo Yayoi, 500 a.C.-300 d.C.). In questo stile architettonico davvero unico, le costruzioni poggiano le fondamenta direttamente sul terreno, e sono perciò simili a dei granai. Durante la cerimonia shikinen sengu, il tempio viene ricostruito esattamente nello stesso modo del precedente,  al fine di manternere la forma originale ma non sembrare ricostruito. In più, il materiale rimpiazzato nella ricostruzione viene mandato in altri templi in tutto il Giappone dove viene riutilizzato, e quindi non vi è alcuno spreco di materiale.
Tra le diverse e importanti cose che il santuario insegna e tramanda attraverso i secoli, non c’è solo la straordinaria miscela tra tecniche ed artigianato mostrata dai sacri tesori, ma anche quello che essi simbolizzano: l’importanza della natura che nutre le terre e i mari,ed il sentimento di gratitudine che, anno dopo anno, permea incessantemente su di noi.

Le pescatrici di perle
Purtroppo però, al giorno d’oggi, questo autentico rito viene praticato solamente in aree molto limitate delle prefetture di Mie, Iwate e Ishikawa. In accordo con l’inchiesta svoltasi nel 2007, nella prefettura di Mie, ed esattamente nelle città di Toba e Shima, i pescatori subacquei sono approssimativamente in mille, contando sia gli uomini (che vengono chiamati anche loro “ama” (che significa “uomo di mare”) come le donne. Per questo possiamo tranquillamente dire che la Prefettura di Mie è la culla della cultutra degli ama.
Tutte le ragazze che diventano ama, familiarizzano con l’oceano fin da molto piccole, trasformandolo nel loro terreno di gioco e imparando così a nuotare ed a immergersi in modo completamente naturale. La pesca subacquea delle ama deve sottostare a rigide regole, e procedure precise, nel rispetto della conservazione delle risorse del mare e del suo ecosistema: i periodi di raccolta (di molluschi, perle, aragoste e alghe) sono ben definiti e limitati e si evita di raccogliere o pescare esemplari troppo giovani. Per tutte queste ragioni possiamo dunque affermare che questa è una cultura che sopravvive illesa da più di mille anni. Ancora oggi, le orecchie di mare (abalone) essicate al sole, usate durante una delle più famose cerimonie celebrate al tempio di Ise, vengono ancora raccolte e trattate, come una volta, nella città di Toba. In questi ultimi anni sono state aperte al pubblico le amagoya (capanne delle ama), luoghi in cui le ama si fermano a riposare dopo la raccolta, offrendo prodotti del mare freschissimi alla griglia. Che cosa ne pensate di uno spuntino a base di pesce preparato direttamente davanti ai vostri occhi da un’ama in carne ed ossa e mangiato ascoltando i loro racconti?
La coltura delle perle
Mikimoto Kokichi nacque nella città di Toba, prefettura di Mie, nel 1858. Mentre guadagnava esperienza praticando svariati e differenti tipi di commercio, la sua attenzione venne attratta dalle perle, che a quei tempi erano la specialità per cui era considerata famosa la città di Shima. Al principio si concentrò solo sui sistemi per incrementare la proliferazione delle ostriche perlifere, per poi passare, quasi subito, ad interessarsi dei metodi di coltura diretta. Continuando a tentare, sperimentare e fallire, Kokichi dimostrò ampliamente quanto era disposto a sacrificare per realizzare il suo sogno.
Nel 1893, finalmente i suoi sforzi vennero premiati: Kokichi riuscì a creare una perla semisferica. Ma sarà poi nel 1905 che presenterà a tutto il mondo la prima perla di allevamento di coltura.
Da quando la prefettura di Mie venne trasformata in un centro di coltura di perle, si guadagnò una grandissima fama a livello internazionale, sia per le abilità tecniche che per l’alta qualità dei suoi prodotti. Visto che nelle città di Ise, Toba e Shima si trovano moltissimi negozi di perle, perchè non comprarne una? Sarà sicuramente il souvenir più bello e rappresentativo di questo viaggio!
Il villaggio dei ninja di Iga
Vengono chiamati ninja  (persona che si muove nell’ombra) tutti coloro che padroneggiano il ninjutsu (l’arte di sapersi muovere nell’ombra). Il ninjutsu non è una tecnica di combattimento ma è un’arte di strategia di guerra che venne sviluppata in maniera indipendente, prima nell’area di Iga (nella prefettura di Mie), e poi in quella di Koka (nella prefettura di Shiga). La figura del ninja come super eroe, che vola nel cielo, svanisce senza lasciare traccia e combatte brandendo famigerate spade ninja, è quindi solo uno stereotipo creato da film e manga (fumetti giapponesi).
Il vero lavoro di un ninja consiste principalmente di due parti: carpire informazioni segrete e tramare complotti. Le tecniche da utilizzare per mettere in pratica queste due attività, vengono dunque a costituire la base del ninjutsu. Le attività di intelligence dei ninja erano molto simili a quelle delle odierne spie, servivano cioè a raccogliere il maggior numero di informazioni precise sulle forze del nemico; mentre le loro attività strategiche si concentravano sull’utilizzo di  tecniche che avevano come scopo quello di deteriorare sempre più le linee nemiche. I ninja non si scontravano mai contro nemici più forti di loro. Erano soliti piuttosto a carpire le informazioni necessarie al fine di trovare il modo di sconfiggere il nemico senza doverlo affrontare apertamente. I ninja, dotati di un metodo di ragionamento che punta sulla logica, basavano le loro tattiche strategiche contando soprattutto sulla forza del proprio intelletto.
Per ricostruire le origini dei ninja bisogna partire dal 4.000 a.C. quando l’antica arte della guerra indiana venne trasmessa alla Cina per poi giungere, attraverso la penisola coreana, in Giappone, all`incirca nel VI secolo d.C. Prendendo come base ciò che aveva appreso dalla Cina, il Giappone sviluppò tecniche originali proprie da cui trae origine il ninjutsu, che si dice esser stato estremamente migliorato nell’area di Iga.
I ninja sono essenze avvolte nell`ombra che le rende invisibili a tutti. Chissà se ne esistono ancora al giorno d’oggi? A tutti quelli interessati a scoprire di più sui ninja: non perdetevi la fantastica occasione di andare a visitare Iga.
L’antica via per Kumano
Kumano Kodo (antica via per Kumano) è la strada del pellegrinaggio che conduce verso il complesso del Kumano Sanzan (tre monti di Kumano), costituito da tre grandi santuari ben distinti: Kumano Hongu Taisha (il grande santuario principale di Kumano), Kumano Hayatama Taisha (il grande santuario Hayatama di Kumano) e Kumano Nachi Taisha (il grande santuario Nachi di Kumano). Le vie percorribili sono molteplici, ma quelle più rappresentative sono sicuramente la Kiiji (strada da Kii), che attraversa la Kiihanto (penisola di Kii) da ovest, e la Iseji (strada da Ise) che la attraversa invece da est. A partire dalla metà dell’Heianjidai (Periodo Heian 794-1192 d.C.) e durante tutto il Kamakurajidai (Periodo Kamakura 1192-1333 d.C.) la strada da Kiiji, divenne la via prediletta dall’Imperatore e dalla sua corte. A partire dall’Edojidai (Periodo Edo 1603-1868 d.C.) divenne percorribile anche la Iseji, che venne utilizzata dalla gente comune come tappa finale dopo aver portato a termine il pellegrinaggio all’Isejingu (tempio shintoista di Ise). I viaggiatori, che indossavano poveri abiti da pellegrini, dovevano affrontare una serie interminabile di passi di montagna molto ardui e scoscesi, ma senza mai poter distogliere lo sguardo dalla tanto agognata meta: Kumano. Con il suo decoro culturale, creato dalle profonde relazioni che da sempre legano l’uomo e la natura, l’antica via per Kumano è sempre stata apprezzata per aver attraversato i secoli  rimanendo in ottime condizioni; perciò nel  2004,  ricevette l’onore di essere dichiarata Patrimonio Culturale dell’Umanità.
La carne di Matsusaka
La Matsusaka ushi (carne di vitello di Matsusaka,conosciuta anche come “la carne di Kobe”) nota per essere intensamente marmorizzata, grazie alla presenza di tantissime e finissime shimofuri (venature di grasso) che la rendono morbida e dal gusto delicato, viene considerata un’opera d’arte. La carne viene prodotta a partire da vacche della razza black wagyu (bovino giapponese) allevate nelle vicinanze della città di  Matsusaka. Al fine di produrre carne di sempre maggior qualità, per diversi anni, i capi vengono tattati con grande cura. Con una dieta che include anche torte di fagioli di soya e grano macinato, vengono rifocillati sempre più del necessario. Nel caso in cui dovessero perdere il loro appetito, gli viene data birra da bere. Vengono inoltre portati all’aria aperta a prendere il sole, massaggiati e condotti a fare piacevoli passeggiate nel pomeriggio.
A partire dal 1949 cominciò a svolgersi, con scadenza annuale, nel mese di novembre, una esibizione di bovini chiamata  Matsusaka Nikugyu Kyoshinkai  con lo scopo di determinare “la mucca dell’anno”. Il premio più alto di tutti i tempi, venne aggiudicato durante la cinquantatreesima esibizione, nel 2002, al bovino del signor Yoshitoyo, e venne fissato sui cinquanta milioni di yen (360.000 euro).
Con l’introduzione in tempi recenti del “Sistema di gestione e Identificazione della razza bovina di Matsusaka”, produzione, spedizione e distribuzione vengono tenute sempre sotto controllo e, solo i prodotti che passano tutti i determinati controlli superandoli, vengono dotati del certificato di garanzia “Carne di Matsusaka” e messi in vendita. La carne di vitello di Matsusaka non viene esportata all’estero.
È quasi una tappa obbligata la visita alla città di Matsusaka. Perchè poi non approfittarne per fermarsi in uno dei tanti ristorantini presenti per farsi deliziare dalla alta qualità della sua carne?
Il circuito di Suzuka
Il circuito è lungo 5.800 metri, il suo percorso comprende anche un cavalcavia e viene considerato uno dei tracciati tecnici più completi e spettacolari del mondo. Vi si svolgono competizioni di importanza mondiale sia per quanto riguarda la Formula 1 sia per le moto (la 8 ore di Suzuka). In Giappone viene considerata come la “Terra Santa del motociclismo”.
Il parco divertimenti Motopia è il centro nevralgico dove si può trovare un’enorme varietà di mezzi, da quelli per bambini a vere e proprie macchine per adulti. Tralasciando il discorso delle macchine in sè, da questo parco traspare il modo di pensare di Soichiro Honda  fondatore di Honda Motor Company, il quale desiderava trasmettere, insieme ai sentimenti di gioia e divertimento nel guidare un veicolo, anche le basi per una guida sicura.
Inoltre, all’interno di Motopia si trova il parco acquatico Aqua Adventure, che fa dell’avventura, della voglia di scoperta e della possibilità di fare nuove esperienze, i suoi grandi temi. Il parco vanta, tra le varie attrazioni, anche un vulcano ed un cannone d’acqua. Al suo interno è presente anche una piscina per bambini dove i vostri figli potranno divertirsi in tutta sicurezza.
Per quanto riguarda il relax, non possiamo non menzionare le sorgenti termali Kur Garden , immerse nel verde. Questa complesso costituito da Daiyokujo  (bagni pubblici), Rotemburo (vasche all’aperto per i bagni) e saune è il meglio che le sorgenti termali giapponesi hanno da offrire. Inoltre presso la Active Zone del complesso è possibile trovare una grande varietà di vasche, come quelle di acqua calda in cui divertirsi in costume da bagno, quelle idromassaggio, altre con getti di acqua ad alta pressione e altre ancora con cascate d’acqua. E per rilassarsi completamente c’è invece la Lounge Zone.
Circondato dai fiori e dal verde, il Flower Garden Hotel è un resort-hotel dotato di moltissime strutture. L’edificio principale, l’ Hotel Marguerite, ha un arredamento semplice che trasmette pace e serenità; è uno spazio dotato di tutti i confort, realizzato appositamente per rilassarsi. Adatto sia a coppie che famiglie, vi invitiamo a farvi  coccolare e viziare dalle atmosfere di questo hotel. Dalle famiglie ai gruppi di amici, qui tutti possono divertirsi grazie alle numerose e diversificate strutture. (ore 11:45)

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Dal 1993 pubblicista iscritta all’Ordine dei giornalisti. Diplomata al Conservatorio, ha fatto esperienze musicali come cantante. Le piace Brahams ma ascolta Charlie Parker. Ha un debole per il sushi e la cucina cinese. Ama i gatti neri. Collaboratrice di Automotonews.com dal 2001.