Palermo – Stanno per arrivare le vacanze del periodo pasquali. Vi proponiamo una esperienza unica con “Pescaturismo” in Sicilia che è un’attività ricreativa finalizzata ad integrare la pesca artigianale al turismo del mare. Istituito e regolamentato nel 1999 da decreto ministeriale, il “Pescaturismo” ha lo scopo di promuovere e valorizzare la tradizione legata al mare e la cultura per la pesca, talvolta dimenticate e sottovalutate.
Escursioni lungo i litorali, ristorazione a bordo dei pescherecci, osservazione delle operazioni di pesca: sono queste alcune delle attività ricreative che, ormai da molti anni, vengono proposte al turista desideroso di scoprire il patrimonio e i segreti del mare, compiendo un’esperienza unica a contatto con i pescatori e con la loro instancabile professione.
Trascorrere una giornata a bordo di un peschereccio significa avere la possibilità di conoscere da vicino i segreti e la tradizione della pesca siciliana, ascoltando i racconti, le storie e le leggende narrate dai pescatori. Al termine della giornata, qualora non sia possibile cucinare a bordo, l’equipaggio organizza a terra cene gustose a base di pesce fresco, frutto del lavoro intenso della giornata appena trascorsa in compagnia dei turisti.
L’attività nasce dal bisogno di creare, all’interno del mondo della pesca, nuove opportunità lavorative per gli addetti al settore e un’integrazione al reddito riducendo lo sforzo di pesca, nel tentativo di riqualificare una quota di mercato turistico e, al tempo stesso, di rispondere ad esigenze di pesca sostenibile, in linea con le direttive e le esigenze politiche. Inoltre è possibile riscoprire e valorizzare le realtà ambientali e i luoghi più suggestivi della Sicilia, incrementando un turismo consapevole, che sottolinei l’importanza della tradizione e della cultura di questi luoghi.
Con il “Pescaturismo” e l’ittiturismo gli addetti al settore, i pescatori, offrono la propria conoscenza al turista, mettendo in rilievo, al tempo stesso, gli aspetti della cultura marinara senza entrare in contrasto con la propria identità storica e culturale e soprattutto promuovendo un turismo sano e sostenibile.
Le attività avvengono durante l’intero arco dell’anno in tutte le marinerie delle coste siciliane, con notevole concentrazione anche nelle isole minori. Le imbarcazioni adibite al Pescaturismo, adattate per ospitare a bordo gli ospiti, offrono accoglienza a tutti coloro che vogliono sperimentare una giornata di pesca; anche i minori di 14 hanno la possibilità di partecipare, se accompagnati da un adulto. La forza del mare non deve superare il livello 2 e le condizioni meteomarine devono essere favorevoli. Anche l’affascinante pesca notturna è permessa a bordo delle imbarcazioni, purché vi sia sempre la presenza di zattere di salvataggio, materiale sanitario, salvagenti e spazi idonei per il gruppo di persone consentito.
Grazie ad una posizione geografica ottimale e ad una propensione naturale alle attività di pesca, la Sicilia vanta un settore ittico di notevoli dimensioni, oltre che un ruolo culturale importante legato alle tradizioni della vita del mare. Le marinerie siciliane, distribuite su 1.484 km di costa, sono 31, suddivise nelle diverse province. I porti di ogni marineria sono classificati in tre livelli diversi a seconda che si tratti di punti strategici e difensivi militari (I classe), nodi di trasporto e navigazione internazionale (II classe) oppure porti di rilevanza economica a livello nazionale e regionale (III classe). L’importanza di una marineria non è data solamente dalla grandezza dei porti, dal numero delle imbarcazioni e dal valore della loro stazza, ma anche dalla potenzialità di pesca, ovvero dalla ricchezza e dalla pescosità delle acque, che incidono notevolmente sulla produzione ittica dell’intera regione. (ore 12:30)