Rocca San Casciano – Il popolare appuntamento della Città del Fuoco si celebrerà una settimana più tardi: tempo guadagnato ai preparativi, la suspence cresce
La Festa del Falò si compie ai ritmi antichi della natura e delle stagioni ed è sempre una sorpresa, anche dopo anni e anni di ricorrenti appuntamenti.
Il bel tempo dopo le piogge di Pasqua ha consentito di proseguire nella costruzione dei pagliai, celebrata il 9 aprile con “Aspettando il Falò”. Ma nei giorni successivi la situazione meteorologica si è aggravata e oggi viene comunicata dalla Pro Loco e dai Rioni Borgo e Mercato la decisione del rinvio: la tradizionale Festa del Falò viene rimandata ai giorni venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 aprile causa le avverse condizioni del tempo. 
Il Fuoco è simbolo di energia, ma anche dell’ospitalità e dei colori forti e accesi della natura. E un fondamentale motore di evoluzione e progresso, che ha sempre affascinato il corpo e la mente. L’elemento primordiale che anche quest’anno accende la Festa del Falò, in programma dal 13 al 15 aprile nel cuore dell’antica Romagna-Toscana a Rocca San Casciano (Forlì). Unica al mondo, di origini antichissime, rappresenta la massima espressione del ricordo degli antichi culti pagani. I riti dei falò erano cerimonie di buon auspicio per il raccolto; negli anni si sono trasformate le cerimonie legate all’arrivo della primavera, e ai simboli pagani si sono sovrapposti quelli cristiani come il culto di San Giuseppe e la benedizione delle fiaccole usate per accendere il fuoco.
Protagonisti e antagonisti i due rioni, Borgo e Mercato, che si danno battaglia nella sfida emozionante di due altissimi  falò (oltre 25 metri), arricchita da ricchissime maschere e una sfilata di carri allegorici.
Primo appuntamento lunedì 9 aprile con “Aspettando il Falò”, un pre-evento per poter osservare l’interessante costruzione dei pagliai, con musica live, raduno di mountain bike e stand gastronomici. Ingresso gratuito.
La manifestazione si apre venerdì 13 aprile alle ore 20:00, con il “MangiaFalò”: un’originale gara nazionale tra mangiafuoco e artisti della giocoleria col fuoco con tanto di giuria, classifica, e stand gastronomici. Ingresso gratuito.
Sabato 14 aprile dalle 15:00,  musica e stand gastronomici per le vie del centro storico. Seguirà, alle 19:30, l’incandescente esibizione del vincitore della gara “MangiaFalò”. Alle 21:30, lungo le sponde opposte del fiume Montone in mezzo alle due tifoserie agguerrite, bruceranno i maestosi pagliai di ginestre (alti più di 8 metri), i cosiddetti spini: quello del Borgo, costruito nella forma romagnola (un cilindro sormontato da un cono) e quello del Mercato a guisa toscana (cono dal fondo). Nessuna giuria assegnerà un premio al vincitore: i rocchigiani sapranno quale è bruciato meglio e ha originato fiamme più vive. E’ questa una delle più alte espressioni dell’evento: l’elevato valore morale di una grande forza sociale e culturale che innalza le coscienze a intima giuria di quell’evento che divide ma unisce tutto il paese.
Al suono delle campane a festa arrivano dalla chiesa le fiaccole benedette brandite da decine di ragazzi entusiasti che si schierano attorno ai pagliai per il momento magico dell’accensione: il forte boato del via lascia libero sfogo a tanti mesi di preparazioni febbrili e segrete. Ancora bruciano i falò quando si scatenano, alle 21:45, i fuochi d’artificio e i botti a ritmi alterni dei due rioni. Seguono a suon di  musica le sfilate dei carri e di centinaia di figuranti in costume: alle 22:30 sfilata  del Rione Mercato e alle 23:15 del Rione Borgo. Dalle 24:00 la magica notte continuerà  con i balli in piazza Garibaldi con la diretta radio dei dj di Radio Studio Delta. Ingresso 12 euro.
La danza del fuoco si chiuderà domenica 15 aprile, con i carri delle due fazioni rionali, scenografie, musica, stand gastronomici. Due gli appuntamenti: alle 16:00 sfilata Rione Borgo e alle 17:00 sfilata Rione Mercato. Ingresso 5 euro.
Tutti i momenti salienti della manifestazione sono proiettati in diretta su un maxischermo in piazza  Garibaldi, da dove sarà quindi possibile seguire le varie fasi del falò e gli eventi collaterali. L’evento è promosso da Comune e Associazione Pro Loco di Rocca San Casciano, insieme ai due enti protagonisti dell’evento, il Rione Borgo e il Rione Mercato.
Per informazioni si può visitare il sito www.festadelfalo.it e la pagina Facebook (http://www.facebook.com/#!/events/336443589712836/) o contattare Riccardo Ragazzini, assessore al Turismo Rocca San Casciano,  al 393.9901005.
Ma Rocca San Casciano è da vivere attraverso percorsi turistici e naturalistici. Dal mare all’Appennino, le terre di Forlì sono un rincorrersi di natura e cultura.
La cittadina di Rocca San Casciano, che sorge lungo la media valle del Montone, offre suggestivi scorci panoramici tra le cime dell’Appennino Tosco Romagnolo. Il comune vanta di luoghi di interesse storico e turistico  che riflettono i trascorsi storici di una terra che, nata da antichi insediamenti, è giunta alla Provincia di Forlì passando dalla cultura romana, etrusca e fiorentina, facendo tesoro di arte e tradizioni.
Piazza Garibaldi, cuore del paese, è circondata dai caratteristici portici in pietra e da palazzi cinquecenteschi che appartenevano alle famiglie nobili. Tra gli altri il Palazzo Pretorio, che ha ospitato per secoli le decisioni della Comunità e la Torre dell’Orologio restaurata nel 2010, che custodisce la statua cinquecentesca della Vergine Addolorata trafitta da una spada; ai suoi piedi l’entrata delle vecchie carceri, aperte al pubblico.
La Chiesa del Suffragio ricostruita dopo il terremoto del 1661, è sede di importanti mostre e convegni. All’interno la Madonna con Bambino e angeli in terracotta attribuito alla scuola di Andrea della Robbia, il crocifisso ligneo del XV sec., una tavola del maestro fiammingo Giovanni Stradano e un bassorilievo romanico in marmo in cui la tradizione popolare identifica l’abbraccio dei Santi Donnino ed Ellero.
La Chiesa di S.Maria delle Lacrime, in stile barocco, conserva un bassorilievo del 1500 raffigurante la Madonna con Bambino ritenuta miracolosa dopo un lungo pianto avvenuto il 17 gennaio 1523 e un crocifisso di matrice fiorentina del XV sec. entrambi illesi durante il devastante terremoto del 1661, vengono portati in processione a testimonianza della devozione dei Rocchigiani. Il Ponte Vecchio, struttura a due archi, offre una vista panoramica sulle alture circostanti. Il Castellaccio, antica fortificazione militare (XV secolo) costruita dai Conti Guidi di Dovadola quasi distrutta dal terremoto del 1661. Rimangono intatti solo una  torre di 15 metri, oggi simbolo del paese di Rocca San Casciano, ed alcuni tratti della cinta muraria. La cima domina l’abitato e  si profila in più punti sopra i tetti delle sue eleganti case di stile toscano.
Sulle colline verso Galeata l’Abbazia di S. Donnino in Soglio: eretta intorno al 1000, fu una delle più potenti abbazie benedettine della Romagna Toscana. Custodisce ancora oggi l’affresco Episodi della vita di S.Donnino del XIV secolo. Da segnalare anche i bassorilievi dei quattro evangelisti, collocati sulla facciata esterna della chiesa.
I dintorni sono visitati da appassionati di podismo, escursionismo, mountain bike o più semplicemente da tutti coloro che amano il contatto diretto con la natura percorrendo i settanta km di sentieri recentemente riportati al loro splendore e interamente segnalati grazie al lavoro dell’Unione Sportiva Rocchigiana Sezione Podismo “Rocca Runner” e al contributo dell’Amministrazione comunale rocchigiana. I percorsi si snodano tra i luoghi più suggestivi del paese, tra i quali il Castellaccio. Le mappe sono disponibili al Comune, nei bar, nelle tabaccherie e  in diversi negozi.
A soli 17 km le Terme di Castrocaro sono attive da 170 anni e famose per le acque termali salsobromoiodiche e sulfuree, i fanghi e gli esclusivi trattamenti di benessere nell’attiguo Grand Hotel delle Terme & Spa. (ore 19:45)

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