Roma – Il mare è uno degli ingredienti-base della ricetta turistica italiana. La concorrenza con gli altri Paesi che si affacciano nel Mediterraneo passa anche e soprattutto attrraverso questo bene che Madre Natura ci ha elargito munifica. Lo vorremmo pulito. Ma non è così ed ogni anno puntuale, di questi tempi, Legambiente apre la finestra della critica realtà. Centoventi punti inquinati, uno ogni 62 chilometri di costa: sul podio del mare meno pulito salgono, nell’ordine, Calabria, Liguria e Campania mentre le acque più incontaminate sono quelle di Sardegna e Toscana secondo i risultati del laboratorio mobile di “Goletta Verde” che quest’estate ha condotto 205 analisi microbiologiche (anche grazie alle numerose segnalazioni arrivate da cittadini e bagnanti grazie al servizio SoS Goletta, che hanno contribuito per circa il 50% dei campionamenti effettuati in tutta Italia) registrando ben 100 prelievi fortemente inquinati, con concentrazioni di batteri di origine fecale pari ad almeno il doppio dei limiti di legge. L’86% dei campioni “positivi” sono stati prelevati alle foci di fiumi, torrenti e canali, ma anche nei pressi di scarichi di depuratori mal funzionanti.
Come nel 2011, “maglia nera” del mare meno pulito la Calabria, con 19 punti (uno ogni 38 chilometri di costa) su un totale di 24 campioni prelevati. Al terzo posto la Campania, con 14 prelievi fuori norma su 20 (uno ogni 34 chilometri di costa), che ha ceduto il secondo posto alla Liguria che guadagna in negativo ben 3 posizioni rispetto allo scorso anno, con 15 punti inquinati su un totale di 18 e una media di un campione inquinato ogni 23 chilometri di litorale. Il Lazio conferma la quarta posizione dello scorso anno con 13 punti inquinati su 15, uno ogni 28 chilometri di costa.
Le migliori performance sono quelle di Sardegna e Toscana, seguite dall’Emilia Romagna. L’isola con un solo punto critico ogni 433 chilometri di costa precede la Toscana, che ne conta uno ogni 200 chilometri, e l’Emilia Romagna, dove è stato registrato solo un valore fuori norma in tutta la costa.
Anche il Veneto è risultato in buona salute con un solo campione risultato fortemente inquinato, prelevato alla foce di un fiume, in tutti i suoi 159 chilometri di costa.
Commenta Legambiente: <<Sul banco degli imputati c’è la mancata o inadeguata depurazione dei reflui fognari che, stando alle nostre elaborazioni su dati Istat, riguarda ancora 24 milioni di abitanti, che scaricano direttamente in mare o indirettamente attraverso fiumi e canali utilizzati come vere e proprie fognature>>.
Le regioni peggiori per numero di abitanti senza adeguata depurazione sono Sicilia (quasi 4 milioni e mezzo), Lazio (più di tre milioni) e Lombardia (quasi 3 milioni). Un problema ambientale e sanitario che sta per diventare anche economico, con multe milionarie, dopo la condanna dell’Italia da parte della Corte di giustizia europea arrivata a fine luglio perchè 109 agglomerati urbani medio-grandi, distribuiti in 8 regioni, non si sono ancora adeguati alla direttiva europea sul trattamento delle acque reflue.
Sono Sicilia e Calabria a ospitare il maggior numero di comuni fuorilegge: 59 comuni siciliani (pari al 54% del totale dei comuni oggetto nella sentenza) e 18 calabresi (pari al 17% del totale). A seguire Campania (con 10 comuni) e Liguria (9).
Denuncia Legambiente: <<Alla mancanza cronica di impianti di depurazione soprattutto da parte dei Comuni dell’entroterra, si aggiunge anche il carico inquinante dei reflui non adeguatamente trattati dagli impianti in attività. Una situazione imbarazzante che va sanata una volta per tutte>>.