In Sicilia sulla strada dei Normanni

In Sicilia sulla strada dei Normanni

La Sicilia è una terra che ha subìto, nel corso dei secoli, numerose dominazioni dai più svariati popoli. Storicamente, dopo la dominazione greca, romana ed araba, intorno all’anno 1000, in un clima di incertezza politica, giunsero in Sicilia avventurieri provenienti dalla Normandia.
Il periodo più prospero, per la Sicilia normanna, si ebbe durante la reggenza di Federico II, il quale fece di Palermo un centro di aggregazione per scienziati europei ed arabi. Alla morte del sovrano, la Sicilia passò sotto mano Angioina.
Per poter ammirare le eredità di questa importante dominazione, consigliamo un tour che si concentra principalmente sulla costa tirrenica dell’isola.
 
PALERMO
Il capoluogo della Sicilia offre numerosissimi esempi dell’estro architettonico normanno, a partire dal Palazzo dei Normanni (Piazza Indipendenza n. 1), oggi sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.
L’edificio, concepito durante la dominazione araba come una fortezza, venne trasformato in Palazzo Reale dal primo re normanno di Sicilia, Ruggiero II D’Altavilla, e successivamente il nipote Federico II  lo trasformò nel principale centro culturale, ospitandovi le riunioni della Scuola Poetica Siciliana.
Al suo interno, per volere di Ruggero II, sorge la Cappella Palatina, sintesi degli stili architettonici fino ad allora espressi in Sicilia: europeo, bizantino ed arabo. La cappella si presenta sotto forma di basilica a tre navate, sorrette da colonne di granito con capitelli corinzi riccamente decorati. I maestosi mosaici bizantini, presenti al suo interno, riportano scene dell’Antico Testamento, della vita di Cristo e della vita di San Pietro e San Paolo. Ma il mosaico più imponente è quello raffigurante il Cristo Pantocratore, circondato da angeli ed arcangeli.
Sempre nel centro del capoluogo siciliano, in Piazza Bellini n. 3, si trova la Chiesa della Martorana (Santa Maria dell’Ammiraglio), edificio di origine greco-ortodossa che durante il periodo normanno fu convertito in chiesa Cattolica. L’interno è a pianta quadrata, nel centro si ergono quattro colonne su cui poggiano altrettanti archi acuti che sostengono una cupola semisferica. Le pareti sono decorate con preziosi mosaici che rappresentano l’Assunzione, gli Evangelisti, gli Arcangeli e gli Apostoli. Nella parte superiore delle pareti e della cupola sono rappresentati due tra i più famosi mosaici di tradizione normanna: l’incoronazione di Ruggero II da parte di Cristo e la rappresentazione del Cristo Pantocratore.
 
MONREALE
Sita in posizione dominante rispetto a Palermo, Monreale è conosciuta in tutto il mondo per il suo duomo normanno.
Costruito tra il 1172 ed il 1186, questo edificio fu voluto dal re Guglielmo II. L’esterno, nella parte posteriore, conserva intatta l’impronta normanna ed è ornato da vari disegni formanti una serie di archi di pietre bianche e nere. Strutturalmente si presenta a croce latina e diviso in due piani.
Internamente spiccano gli archi delle navate a sesto acuto, che poggiano su colonne, i cui capitelli mostrano di essere appartenuti ad antichi edifici pagani. Grandi lastre di marmo e preziosi mosaici in stile moresco ricoprono tutte le pareti delle navate e l’abside. Il soffitto ha una travatura ricca d’oro e molto colorata, e fu restaurata nel 1811 dopo un devastante incendio. Sul lato destro della navata sono collocati i mausolei con le spoglie di Guglielmo il Buono e Guglielmo II il Malo; sul lato sinistro, invece, si trova l’ingresso della cripta che custodisce il ricchissimo tesoro di Guglielmo II.
Al secondo piano della cattedrale si trovano la Sala di re Ruggero, quella del duca di Montalto, il Salone d’Ercole e le antiche prigioni.
 
CEFALU’
A circa 70 km da Palermo si trova la cittadina di Cefalù, conquistata dai normanni nel 1131 grazie a Ruggero II, ricostruita sull’antico sito greco; e sempre per volere del re normanno, nel giugno dello stesso anno si dette inizio alla costruzione della sontuosa Cattedrale.
La chiesa si erge alla fine di una scalinata che domina la piazza antistante; la facciata è caratterizzata da due torri a quattro piani, le quali sono culminate da singolari coperture piramidali che caratterizzano in modo unico il profilo del duomo.
L’impianto, a croce latina, presenta otto colonne di granito per lato, che dividono la basilica in tre navate e sorreggono poderosi archi a sesto acuto.  Il tetto della navata centrale mostra le travature in legno, due grandi colonne sorreggono l’arco che collega la navata principale al maestoso transetto.  L’ingresso del presbiterio è evidenziato da cinque gradini, dove a destra si trova la sede episcopale e a sinistra la sedia regia in marmo con decorazioni a mosaico.
A dare un aspetto severo ed imponente all’interno contribuisce la pavimentazione in pietra grigia, stemperata però dalla presenza di mosaici bizantini che rivestono l’abside, le pareti del presbiterio e le volte a costoloni.
Fra tutte le raffigurazioni mosaiche spicca quella del Cristo Pantocratore che campeggia nel catino dell’abside, al di sotto del quale sono raffigurati la Madonna insieme agli arcangeli ed agli apostoli;
patriarchi, profeti e santi completano la decorazione alle pareti della Tribuna.
Annesso al duomo, vi è il Chiostro risalente al XII sec. quadrato e per tre lati circondato da un portico a colonne binate, i cui capitelli presentano curiose rappresentazioni. Nel XVI secolo il chiostro fu colpito da un disastroso incendio e da allora, i numerosi restauri, hanno alterato l’originaria struttura tranne che per l’ala meridionale.
A circa 15 km da Cefalù, sul fianco occidentale del monte Pizzo Sant’Angelo, si trova il Monastero di Gibilmanna, edificato nel VI secolo, per volere di Gregorio Magno prima che diventasse papa, saccheggiato e danneggiato dai Saraceni in seguito. Con la conquista dei normanni venne avviata una imponente opera di ricostruzione, testimoniata anche da documenti dell’epoca.
L’architettura esterna del Santuario ricorda profondamente il duomo di Cefalù, soprattutto per quanto concerne le due torri piramidali laterali e il portico in stile gotico. All’interno della chiesa, a croce latina, si possono ammirare un pregevole altare in stile barocco, numerose tele dipinte ed una statua della Madonna Immacolata. Similmente alla cattedrale di Cefalù, anche accanto al Monastero sorge un Chiostro, dove sorge il vecchio convento, oggi ristrutturato ed in parte adibito a museo.
 
CARONIA
Proseguendo sulla costa tirrenica, a circa 15 km dall’uscita autostradale di Santo Stefano di Camastra, percorrendo la SP 168 a 304 metri s.l.m. si trova il paese di Caronia.
Originariamente fondato in epoca greca da Ducezio, subì successivamente la dominazione romana ed araba; intorno al 1100, come nel resto dell’isola, si stanziarono i normanni.
Grazie alle testimonianze del geografo mussulmano Edrisi, possiamo ricondurre con certezza il periodo esatto dell’edificazione del Castello Normanno, in posizione dominante rispetto al paese. In ottime condizioni conservative, il castello rappresenta al meglio l’architettura normanna siciliana. Le forme squadrate, tipiche di questo stile, sono alleggerite da finestrelle sormontate da cieche arcate ogivali. All’interno si trovano il “palazzo”, edificio a due piani di cui il primo, senza finestre, destinato a deposito, ed il secondo invece, destinato all’abitazione.
Annessa al castello vi è una Cappella a tre navate, con la centrale più grande rispetto alle laterali con pilastri a base rettangolare, chiuse da tre piccole absidi semicircolari, tipiche dell’architettura normanna, che rievocano la struttura della cappella palatina di Palermo.
Un altro importante monumento di epoca normanna è la Chiesa di San Nicola di Bari, edificata intorno al XII secolo, solo nel ‘600 venne eretta la torre campanaria.
L’interno, ad unica navata, è contraddistinto da eleganti e preziosi affreschi e quadri; in particolare, sulla volta, un’opera raffigurante La Glorificazione Celeste e nell’abside centrale un dipinto raffigurante il Mondo illuminato dalla Croce.
 
SAN MARCO D’ALUNZIO
A 6 km dall’uscita autostradale di S. Agata di Militello, il paese di San Marco d’Alunzio si trova sulla sommità del Monte Castro a 540 metri s.l.m., ai lati delle vallate dei torrenti Rosmarino e Platanà.
Ad Alunzo, il periodo medievale inizia nel 1061, quando i normanni ne occupano il territorio, ribattezzandolo San Marco.
Roberto il Guiscardo vi fece costruire un grande castello ben difeso e fortificato, sulla cima del Monte Rotondo, in una posizione così strategica da permettere il controllo della costa tirrenica, da Cefalù a Capo D’Orlando e fino alle Isole Eolie; del castello ad oggi ne restano soltanto i ruderi, nella parte più alta dell’abitato. Il recente restauro delle mura, nonché il recupero della piazza e dei vicoli adiacenti, ne hanno fatto il fiore all’occhiello del paesino nebroideo.
L’antica Chiesa del Santissimo Salvatore edificata probabilmente intorno al sec. XII sul basamento di un tempio romano (dedicato forse ad Augusto), fu successivamente ingrandita ed attualmente si presenta con una sobria facciata marmorea seicentesca ed accanto, un imponente campanile edificato nel 1571. L’interno è a tre navate delimitate da colonne calcaree affusolate e sormontate da capitelli che ricordano lo stile romanico-lombardo. Vi si trovava la statua in legno dorato della Madonna dell’Odigitria, attualmente custodita nel Museo Parrocchiale di Arte Sacra.
La Chiesa di San Basilio,la cui costruzione originaria risale al periodo medievale, fu successivamente riedificata. Recenti restauri hanno portato alla luce affreschi bizantini di notevole pregio che, dopo il restauro, sono stati inseriti nel circuito museografico del Museo della Cultura e delle Arti Figurative Bizantine e Normanne.

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