Non c’è una civiltà antica che non abbia lasciato tracce del suo insediamento in Sicilia. L’isola è una miniera archeologica di inestimabile valore. Scoprire una Sicilia diversa può costituire il movente per una scoperta turistica sui generis. In questo contesto la parte occidentale dell’isola ha dei luoghi imperdibili. Marsala, Palermo, Selinunte, Segesta, Pantelleria, Erice, Favignana, le Egadi, Castellammare del Golfo, Cefalù sono tutte splendide destinazioni che hanno un comune denominatore: essere state fra i maggiori centri fenici sull'isola, punti nevralgici che assicuravano i legami dell'antico popolo di navigatori con gli abitanti locali, sicilioti e greci. A promuovere la scoperta del territorio in chiave archeologica è il progetto "Rotta dei Fenici", a cura della confederazione omonima, che opera in 19 Paesi del Mediterraneo con oltre dieci percorsi tematici. Fra questi, riconosciuti dal Consiglio europeo, gli itinerari sulle grandi direttrici nautiche utilizzate dai Fenici dal XII secolo a.C. come vie di comunicazione nel Mediterraneo. La Sicilia è uno dei fulcri di queste direttrici, pre-colonizzata fra l'XI e il IX sec. a.C. per la creazione di punti di appoggio e di scambio e poi meta di sedi stabili dei Fenici dall'VIII sec. a.C. per lo più nella parte occidentale dell'isola. Colonie prima concepite come empori commerciali e poi dalla seconda metà del VI sec. a.C. trasformate in città fortificate come difesa dai Greci.
Mozia, sull'isolotto di San Pantaleo che si trova nello Stagnone di Marsala, è uno degli abitati fenici meglio conservati: aveva un collegamento alla terraferma con una strada che congiungeva l'isola con Birgi, una spessa cinta muraria con torri, un porto naturale e un bacino di carenaggio artificiale, impianti per la fabbricazione di laterizi, vasi e per la concia e tintura delle pelli, edifici templari e aree di culto. La maggior parte dei reperti del sito è conservata al Museo nazionale di Palermo e in quello locale.
Castellammare del Golfo è per gli studiosi l'Emporium segestanum ricordato da autori come Cicerone e Polibio. Tracce fenicie si trovano anche a Castelvetrano, Santa Flavia sul monte Catalfano, Erice, Pantelleria. Quest'ultima isola, all'incrocio delle rotte fra Africa e Sicilia, fu scelta dai Fenici per insediarvi uno scalo stabile. Le isole Egadi, Favignana in particolare, vennero utilizzate come punti d'appoggio saltuari per le rotte commerciali o per motivi difensivi. Assieme a Mozia e Solunto, Palermo è pure annoverata da Tucidide fra le più antiche colonie fenicie in Sicilia.
Gli itinerari che consentono di scoprire queste e altre destinazioni sono molteplici, rigorosamente con sessioni di trekking oppure approfittando di percorsi ciclabili, nel rispetto della natura. Tra gli "archeotrekking" proposti dalla Rotta dei Fenici c'è ad esempio quello della "Grande farfalla" a Favignana, oltre 15 chilometri lungo il periplo orientale dell'isola per scoprirne mare e cave di tufo. Tra le tappe Cala San Nicola, antico porto fenicio, Cala Rossa, baia teatro della battaglia delle Egadi fra Cartaginesi e Romani, il Forte normanno di Santa Caterina. Si visita a piedi anche Erice, lungo le mura ciclopiche elimo-puniche. All'antica colonia di Mozia si arriva in battello dalla laguna dello Stagnone di Marsala.
La Rotta dei Fenici è un itinerario culturale del Consiglio d'Europa fondato sul ruolo civilizzatore delle antiche rotte nautiche percorse dai Fenici, dai Punici e dalle altre antiche civiltà mediterranee.
Attraverso questi percorsi invisibili popoli e culture si sono espanse nel Mediterraneo ed oltre, contribuendo alla creazione di una "koiné" (comunanza) tra tutti i popoli che si sono affacciati su questo mare. Ancora oggi i popoli che vivono sul Mediterraneo subiscono il retaggio di queste strade del mare, soprattutto in funzione del loro alto valore culturale di strumento di scambio e conoscenza senza confini e frontiere, senza pregiudizi ma con la consapevolezza di un antico passato comune in cui la convivenza tra popoli e culture ha segnato la storia del mondo. Storicamente i Fenici e poi i Cartaginesi percorsero queste grandi direttrici nautiche a partire dal XII secolo a.C.
L’espansione fenicia verso Occidente fu uno dei grandi movimenti di civilizzazione del mondo antico e base per l'attuale situazione del Mediterraneo, grazie alla continuità che a questo diedero Romani, Greci, Bizantini, Arabi e Normanni. Ma La “Rotta dei Fenici” ha visto anche il transito di merci e prodotti provenienti da Oriente che oggi son parte integrante della società mediterranea di oggi : olio, vino, legumi, frutta e ortaggi che oggi sono essenziali nella Dieta Mediterranea furono portati ad occidente dai mercanti fenici e punici. I Fenici diffusero anche le tecniche che avevano sviluppato nel campo della lavorazione del vetro e del ferro, del tessile, della pesca, dell'estrazione del sale e di altro.
Dei Fenici si sa ancora poco, diversamente da Greci e Romani. Non esistono fonti scritte dirette, ma di loro ce ne parlano la Bibbia e gli storici Greci e Romani. Ciò spiega anche perché li conosciamo con un nome, i Fenici, che non era quello da loro utilizzato. Loro si definivano Cananei, ma non nel senso di un nome di un popolo: la Fenicia era una serie di città stato che, a secondo del periodo, avevamo più o meno influenza sugli altri,(Sidone, Biblos, Tiro).
L'Itinerario Culturale è stato proposto nel 1994 per aprire una finestra sul Mediterraneo di oggi partendo dalla civiltà antica che dialogava con tutte le altre fino a scontrarsi con alcune, in particolare Greci e Romani. Tuttavia segnando profondamente il loro periodo ed i secoli successivi fino ai giorni nostri, e dunque un tema di grande attualità. Per chi partecipa alle attività dell'itinerario i Fenici rappresentano il modello della interculturalità che mira a promuovere la cultura mediterranea, a rafforzare i legami tra i paesi del Mediterraneo accomunati dalla storia. L’Itinerario si basa sulle relazioni storiche, sociali e culturali che i Fenici hanno stabilito lungo le rotte marittime seguite e lungo gli approdi e le colonie che essi hanno fondato nel bacino del Mediterraneo. Con l’Itinerario si intende valorizzare il patrimonio dei siti partecipanti, attraverso la collaborazione di tutte le città, dei partner e delle istituzioni che vorranno apportare il loro contributo. Tutto ciò può essere raccontato attraverso reti di siti archeologici, etno- antropologici, culturali, naturali. Ma anche reti di associazioni, di città, di operatori.
La “Rotta dei Fenici” è un viaggio senza metà attraverso cui scoprire i paesi del Mediterraneo di oggi, la gente che lo vive nel quotidiano, che dal passato deve trarre spunti per capire la propria identità culturale che, da sempre, è stata fondata sul rispetto dell'altro e sul dialogo interculturale tra i popoli. La “Rotta” è anche un laboratorio en plein air su un modo diverso di viaggiare alla ricerca delle identità, del viaggiatore stesso e dell'altro che incontra, nel rispetto reciproco, seguendo logiche di turismo lento e responsabile, compatibile e sostenibile, in grado di integrare in un'unica esperienza tutto ciò che compone l'identità di un luogo.
Il senso del luogo ed il senso del viaggio sono alla base delle proposte di pedagogia del patrimonio promosse dalla “Rotta dei Fenici”. L'Itinerario ha ottenuto l'abilitazione dal Consiglio d'Europa ed è al centro dell'attenzione di molteplici organizzazioni internazionali che si occupano del settore, a cominciare dalla Unione Europea, dall'Ocse, dalla Rete Unitwin Chaire Unesco, ed altre. La Rotta dei Fenici aderisce ad Icom Italia e collabora con tutte le istituzioni di ricerca, formazione ed alta formazione che ne condividono idee e strumenti.
La “Rotta dei Fenici” si articola in percorsi nazionali ed internazionali, tra cui Itinerari Fenicio-Punici in Sicilia, Sardegna, Maghreb, Machrek, Iberia, il Cammino di Annibale, Itinerari legati a popoli ed aree connesse alla civiltà fenicio-punica, come l'Etruria, la Grecia, la Corsica, le Baleari, Cipro e Malta. La “Rotta” collabora con numerose organizzazioni per la promozione di forme di turismo nautico culturale, itinerari subacquei, pescaturismo, promuove forme di turismo rurale connesse alla fruizione dei luoghi.

NO COMMENTS

Leave a Reply