La Spagna è una nazione dai mille volti, ricca di città capaci di stupire per le tradizioni storiche in grado di riportare indietro nel tempo il turista che le visita e al contempo capaci di offrire le forme di divertimento più sfrenato tanto ricercate fra i giovani, soprattutto.
Una di questi luoghi dalle mille sfaccettature è Valencia, terza città della Spagna per numero di abitanti, capoluogo dell’omonima provincia e ricca di gradevoli sorprese. Patria della paella e del Sacro Graal, è baciata dal sole e rallegrata dalla festa di Las Fallas, una più vivaci manifestazioni della Spagna.
Una delle principali attrazioni di Valencia è il Palacio del Marqués de Dos Aguas. La singolare facciata barocca è riccamente ornata e l’interno è strabiliante. Il Museo de Bellas Artes contiene opere di artisti come El Greco, Goya e Velázquez ed è considerato uno dei migliori del paese.
Fu fondata sulle rive del Río Turia nel 138 a.C. dagli ex legionari dell’esercito romano e dopo il crollo dell’impero romano cadde in mano ai Visigoti che nel 711 furono cacciati dagli Arabi, che trasformarono Valencia in un ricco centro agricolo e manifatturiero, istituendovi laboratori per la lavorazione della ceramica, della carta, della seta e del pellame, ed estendendo la rete di canali per l’irrigazione nel fertile entroterra agricolo. La dominazione araba fu interrotta brevemente nel 1094 dall’incursione del leggendario cavaliere castigliano El Cid, ma ci vollero ancora un secolo e mezzo prima che la città tornasse definitivamente in mani cristiane. Il secolo d’oro di Valencia fu il Quattrocento, quando la città, grazie al suo porto sul Mediterraneo, divenne uno dei centri commerciali più importanti d’Europa. Nel novembre 1936, dopo la caduta di Madrid nella guerra civile spagnola, la capitale della Repubblica venne spostata a Valencia. La città soffrì per oltre due anni il blocco e l’assedio delle forze di Francisco Franco, che entrarono in città il 30 marzo 1939. Il periodo postbellico fu duro per i valenciani, a cui il regime tolse anche la libertà linguistica: parlare o insegnare il catalano era proibito, usare tale lingua era un reato. Dopo la morte di Franco nel 1975 e l’approvazione della Costituzione spagnola nel 1978, venne riconosciuta alla Comunità Valenciana, di cui Valencia è capoluogo, lo statuto di autonomia.
Il nuovo millennio si è aperto con l’inaugurazione della magnifica Ciudad de las Artes y las Ciencias (città delle arti e della scienza), un complesso architettonico composto da cinque differenti strutture divise in tre aree tematiche: arte, scienza e natura. è un centro importante per la cultura, il divertimento e la divulgazione scientifica, ed è un esempio di come Valencia sappia presentare le sue idee al resto del mondo.
A Valencia ha luogo ogni anno il prestigioso Certamen Internacional de Bandas de Música Ciudad de Valencia, una manifestazione nata più di un secolo fa (1886) e che è considerata dagli esperti il più prestigioso concorso per orchestre di fiati dopo il World Music Contest di Kerkrade (Olanda).
Valencia conta una cinquantina tra musei e sale espositive.
Fra le più famose il Museo de Bellas Artes sull’ansa settentrionale del letto del Río Turia è uno dei migliori della Spagna. Possiede opere di El Greco, Goya, Velázquez, Ribera, Ribalta e di artisti come Sorolla e Pinazo, pittori impressionisti di Valencia; il Museo de Historia de Valencia, affacciato sul Parque de Cabecera, che illustra oltre duemila anni di storia della città e il Museo Nacional de Cerámica che bespone ceramiche provenienti da tutto il mondo, e in particolare dai rinomati centri di produzione locale di Manises, Alcora e Paterna.
Ovviamente quando si parla di Valencia non si può non menzionare la paella, una preparazione a base di riso, zafferano e olio d’oliva, che prende il nome dal recipiente di metallo in cui viene cotta, detto in valenciano paella. Questo piatto, che internazionalmente viene associato alla cucina spagnola, è originario proprio di Valencia, e si è diffuso nel resto della Spagna solo a partire dalla fine del XIX secolo. Ne esistono ormai numerose varianti, ma la ricetta tradizionale, che ha preso il nome di “paella alla valenciana”, è condita con carne (pollo e coniglio) e verdure (pomodoro e fagiolini).
Un’altra specialità tipica di Valencia è l’horchata, una bevanda rinfrescante preparata con acqua, zucchero e chufa, un tubercolo di una pianta, il Cyperus esculentus, diffusa nella piana di Valencia. Tradizionalmente si consuma come spuntino assieme a un paio di fartons, biscotti tipici di forma allungata. Viene servita nella maggior parte dei bar, nei chioschi ambulanti, nonché in locali dedicati detti appunto horchaterías: l’originale e migliore horchata è possibile degustarla in una delle numerosissime horchaterie (la più famosa è “Daniel”) di Alboraya, una piccola cittadina adiacente a Valencia.
Esiste anche l’Agua de Valencia, che letteralmente significa “acqua di Valencia”, in realtà è un cocktail a base di succo d’arancia, cava (lo spumante spagnolo) e vodka.
Ai nostri buon gustai consigliamo due ristoranti. Il primo si trova proprio davanti all’entrata principale del mercato e si chiama Boatella de Tapas, pl Mercado, 34, è un bar alla vecchia maniera spagnola, sempre pieno di gente, con il bancone stracolmo di Tapas e con dei tavolini all’aperto sul marciapiede. Qui vengono serviti ottimi piatti di pesce e di carne ad un prezzo modico (circa 15 euro). L’altro consiglio gastronomico è per un ristorante sempre vicino al mercato che si chiama Bar El Kiosko, Ma Pilar Andres Casamayor c derechos 38, anche qui le specialità sono le tapas ottime, abbondanti ed economiche, il ristorante ha uno stile anni 70, come usava una volta in Spagna non ci sono ne posacenere ne secchi della spazzatura e si butta tutto per terra. Anche qui la spesa per una cena si aggira sui 15 Euro a testa. (ore 16:30)