Tra le innumerevoli bellezze che offre l’Andalusia, Granada è la città che meglio coniuga un passato intriso di storia ed un presente dinamico, moderno e giovane.
Capoluogo dell’omonima provincia dell’Andalusia, Granada è uno splendida centro urbano di 300.000 abitanti ubicato a 700 metri sul livello del mare, alle falde della Sierra Nevada lungo il fiume Darro.
Come molti comuni della Spagna, anch’esso fu colonia romana, con il nome di Elvira, anche se conosciuto fin dal V secolo a.C con il nome di Elybirge. Dopo la dominazione romana, fu conquistato dagli arabi nell’711, divenendo emirato autonomo nel XI secolo, nel 1232 divenne capitale del regno indipendente dei nasridi, che comprendeva anche Malaga e Almeria. Conquistata dagli spagnoli nel 1492, Granada, entrò a far parte del regno di Castiglia. Nonostante le garanzie accordate ai mussulmani, le tracce della loro dominazione furono fatte scomparire con una serie di persecuzioni culminate col decreto di espulsione degli arabi nel 1609.
La sua fisionomia è delineata dalle colline sulle quali si trovano i quartieri vecchi, Albacìn e la Alhambra (considerata una delle principali attrazioni dell’intero continente), con vie strette e angoli dalle prospettive stupefacenti.
L’Alhambra uno dei massimi capolavori, dalla bellezza mozzafiato, dell’arte e dell’architettura islamica, deve il suo nome al monte su cui si erge: Al-Hamra o anche “il rosso”.
L’Alhambra e il Generalife costituiscono il percorso di una “passeggiata” che dal centro della città sale fino alla collina rossa, nella quale si trova il più bel complesso d’arte ispanico-araba della cultura nazarita, costituito da una fortificazione, in passato residenza reale, posta sull’altura principale che domina la città.
Il Generalife, eretto nel XIII secolo come abitazione estiva dei sovrani arabi, è famoso sopratutto per i suoi giardini incantati disposti a terrazza, con zampilli d’acqua e fontane. Per raggiungere l’Alhambra bisogna percorrere la cuesta de Gomèrez e attraversare la Porta delle Melagrane, costruita nel 1536. Attraversatala, si giunge al pioppeto dell’Alhambra, dal quale si diramano tre sentieri scoscesi. Seguendo quello di destra si arriva alle Torri Vermiglie, la fortezza più vecchia di Granada, percorrendo quello al centro si giunge Generalife, mentre quello di sinistra porta ad una bella fonte chiamata Pilar di Carlo V. Accanto al Pilar, la Porta della Giustizia, si trova l’entrata principale dell’Alhambra nel lato meridionale. Una volta attraversata la porta, si erge il Palazzo di Carlo V, edificio massiccio nel più sobrio stile rinascimentale. È sede del Museo dell’Alhambra e di quello di Belle Arti. La Porta del Vino è quella che dava accesso alla parte alta dell’Alhambra, l’arco a sesto acuto della sua facciata principale è rivolto verso l’Alcazaba, o Cittadella.
L’Alcazaba, risalente all’XI-XII secolo, è, insieme alle Torri Vermiglie, la costruzione più antica del complesso dell’Alhambra, le sue antiche mura custodiscono la ricca eredita araba che ha reso celebre nel mondo Granada.
Vi si possono ammirare diverse torri, la più famosa è la Torre della Vela, che misura 16 metri di lato e 25 d’altezza, le cui campane indicavano i turni di irrigazione della fertile pianura circostante. Nella parte interna della cittadella c’è la piazza delle armi, e a sinistra un giardino del XVII secolo denominato Jardìn de los Adarves. Uscendo dalla porta del Vino, e attraversando il giardino che si trova davanti al Palazzo di Carlo V, si arriva ai Palazzi Reali Nazariti che occupano la parte più bassa della collina. Si tratta di tre nuclei, ognuno dei quali svolgeva una funzione specifica nella vita di corte. C’è il Mexuar, o Stanza Dorata, destinata all’amministrazione del regno. Il Serrallo o Curato de Comares, destinato a residenza ufficiale del re. Nell’Harèm, il terzo nucleo, si trovavano le sue dimore private. L’angolo più interessante dell’Harèm è il Mirador de Daraxa, perché la volta che la copre perme