Zermatt – Avete bisogno di una “fresca” alternativa per trascorrere un weekend di vacanza? Se siete delle persone “calorose” una esperienza indimenticabile per chi non si accontenta di una banale settimana bianca sulle Alpi e desidera una vacanza di Natale (letteralmente) da brivido potrebbe essere lo storico villaggio-igloo di Zermatt, tra Riffelberg e il Gornergrat nel Vallese. Dal bar alla lobby dell’albergo, dalla Whirlpool, gelata ma bollente, al ristorante tutto è rigorosamente di ghiaccio. C’è posto solo per 30 persone: poche “camere” di neve, finemente decorate da artisti Inuit venuti appositamente dal Canada. Non abbiate paura, però, di soffrire il freddo neppure nel gelido giaciglio notturno, dove il caldo è assicurato da soffici pelli di agnello e da sacchi a pelo termici. C’è anche la possibilità di fare escursioni notturne con le racchette da neve accompagnati dalle guide del posto.
Gli alberghi fatti di ghiaccio e neve negli ultimi anni si sono diffusi ovunque il freddo intenso la faccia da padrone e quindi in Svezia, dove sono nati oltre 20 anni fa, Norvegia, Finlandia, Canada e in Giappone, nelle regioni più vicine al circolo polare artico e negli ultimi anni, dicevamo, in Svizzera. Il freddo glaciale, infatti, è la prima condizione da rispettare affinché questi giganti di ghiaccio possano sopravvivere: ogni anno per ricostruire muri, infissi, mobili e letti – coperti di sacchi a pelo termici e isolati con materassi per evitare il contatto diretto con il corpo, visto che la notte si dorme a meno quattro gradi – dei mega igloo di lusso si utilizzano blocchi di ghiaccio, grandi quantità di neve e snice, una via di mezzo tra neve e ghiaccio in grado di compattare la struttura. In primavera, poi, tutto si scioglie come un ghiacciolo ad Agosto.
Oltre alle camere da letto, le zone più frequentate sono gli ice bar: per riscaldarsi non c’è nulla di meglio di un bel bicchiere di vodka in compagnia.
Se sulle Alpi svizzere e austriache è possibile pernottare in alcuni villaggi di igloo aperti dal 25 Dicembre al 10 Aprile (a Davos-Klosters, Engelberg, Gstaad, Zermatt, Saint Moritz e dalla fine del prossimo anno anche a Zugspitze, la vetta più alta della Baviera), è la Scandinavia è la vera patria delle vacanze glaciali. Il più longevo è l’Ice Hotel nel villaggio Jukkasjärvi, a diciassette chilometri da Kiruna, la città più settentrionale della Svezia, che festeggia il suo ventesimo compleanno. L’Ice hotel più grande del mondo conta sessantadue stanze realizzate con oltre 21.500 metri cubi di neve e 900 tonnellate di ghiaccio estratte dal vicino fiume Torne, dove torneranno il prossimo 18 aprile quando l’albergo comincerà a sciogliersi. In Norvegia, invece, gli ice hotel sono la base ideale per ammirare l’aurora boreale, il fenomeno ottico dell’atmosfera caratterizzato da bande luminose di colore rosso, verde e azzurro. Al confine con la Russia si trova il Kirkenes Snow Hotel, al quarto anno di vita, mentre il Bjorli Ice Lodge è immerso in un parco naturale a 1.250 metri sul livello del mare e a tre ore di automobile a est di Trondheim (aperto dal primo Gennaio al 30 Aprile 2010). Il Sorrisniva Ice Hotel a Alta, invece, nella regione di Finnmark a circa 250 chilometri da Capo Nord, per questa stagione realizzerà trenta stanze da letto e due suite, sculture, bar, galleria d’arte, perfino una cappella per pregare, tutto rigorosamente in ghiaccio. In Finlandia, inoltre, l’ice hotel diSnow Castle nel golfo di Bothnia, al confine con le coste svedesi sul mar Baltico, resterà aperto dal 31 Gennaio al 5 Aprile. L’albergo, all’interno del castello di ghiaccio, dispone di diciotto camere singole e doppie, una suite riservata ai neosposi, per una indimenticabile luna di miele a meno cinque gradi.
Nella Lapponia occidentale, il Lainio Snow Village, aperto già da inizio Dicembre fino all’inizio della primavera, offre una combinazione unica di costruzioni in neve e ghiaccio all’interno delle quali vengono accolti gli ospiti per una cena dell’Ice Bar, quattro salti nell’Igloo Disco, una sauna nello Snow Hotel o un matrimonio nella Snow Village Chapel. Venti camere igloo doppie e alcune suite di ghiaccio, decorate da artisti e studenti dell’Università della Lapponia.
Anche dall’altra parte del pianeta gli amanti del brivido non mancano. Nell’estremo nord del Giappone l’Ice Village Alpha Resort nella foresta di Tomamu nell’isola di Hokkaido, davanti alla Russia, apre ai visitatori l’Ice Hotel dal 15 Gennaio al 15 Febbraio e in Québec, nella parte orientale e francofona del Canada, l’Hotel de Glace festeggia suoi primi dieci anni, dal 4 Gennaio al 4 Aprile 2010. L’albergo, a dieci chilometri da Québec City, offre il pacchetto Polar Gateway al prezzo di circa 800 dollari canadesi (520 euro), un weekend sotto zero con tutti i comfort. Quest’anno verrà creato un nuovo igloo gigante – dodici metri di diametro per sette di altezza – destinato a proiezioni, mostre multimediali e conferenze. Per attirare i visitatori, l’albergo canadese è in grado di organizzare anche convention aziendali e spettacolari matrimoni on ice. (18 Dicembre 2009).
Tornando ai più praticabili, almeno per noi italiani, Cantoni svizzeri, a 1.800 metri d’altitudine, nel bucolico paesaggio lungo il Trubsee, d’estate ricoperto di prati, d’inverno una distesa bianca senza fine, sorge l’hotel-igloo Engelberg Titlis. Sette igloo, per sei o due persone, attrezzati con ogni comfort, dalla spa riscaldata all’aperto al ristorante che serve fonduta no stop. Ancora più originale è nel cantone dei Grigioni, a Disentis Sedrun, l’Ice hotel dove l’igloo per dormire bisogna costruirselo. Insieme ad “architetti” del ghiaccio si modella la neve per creare il rifugio. Per sicurezza, meglio portarsi da casa sacco a pelo, materassino e una tenda da campeggio, in caso andasse storto qualcosa.
Da quest’anno anche a Davos, paradiso sulle Alpi svizzere rinomato per l’area sciistica di Parsenn c’è la possibilità dopo la giornata sulle piste, di trascorrere la notte in uno dei17 igloo indipendenti collegati da lunghi corridoi. Anche qui non manca l’angolo benessere, con sauna integrata e idromassaggio ghiacciato a 2.620 metri.
La specialità dell’Oberland bernese è la cucina. Esperienza meno dura ma altrettanto affascinante è quella di mangiare tra le nevi, nella neve. Per i gourmet due soluzioni: a Gstaad, in cima all’Eggli, la montagna simbolo della regione, c’è l’igloo-bar dove gustare la fondue al gruyère. Stesso menu ad Adelboden nel ristorante di ghiaccio sull’Engstligenalp, l’altopiano più vasto delle Alpi svizzere occidentali. Obbligatoria la prenotazione. Insomma, se siete convinti sostenitori del detto “mani fredde cuore caldo”, quale modo migliore per metterlo in pratica? (ore 11:00)