Spenti tutti i 333 Tutor che vigilano sui 3.100 km delle autostrade italiane. E spenta anche la variante “semplificata” nota col nome di Vergilius, acquisita soprattutto dall’Anas per i tratti iniziali della Salerno-Reggio Calabria e delle statali Aurelia, Domiziana e Romea. Una fine che nasce dalla sentenza del 10 aprile scorso fra Autostrade per l’Italia e Craft, l’azienda che ne rivendica i diritti sul brevetto. “Dopo 12 anni di battaglie legali – commenta Romolo Donnini, fondatore dell’azienda che ha vinto il contenzioso sul brevetto – vedo riconosciute le mie ragioni. Avevo avuto quest’idea mentre stavo guidando col mio amico e socio Andrea. Un autista ci passò a grande velocità, salvo poi far fumare i freni perché si era accorto di avere davanti un autovelox. Un istante dopo averlo superato era ripartito più veloce di prima. Per evitare il ripetersi di queste pericolose manovre mi era venuta l’idea di ideare un sistema che misurasse la velocità non in un punto, ma su un intero tratto. Dopo aver trovato il modo, ho depositato il brevetto”.

“Non è stata una scelta quella di spegnere i Tutor, ma siamo uomini di Stato e ci siamo dovuti adeguare alla decisione della Corte d’appello di Roma del 21 maggio – ha spiegato Roberto Sgalla, direttore delle Specialità della Polizia – che ha rigettato la richiesta di Autostrade di sospendere l’esecuzione della sentenza dello scorso aprile che intimava di rimuovere e distruggere tutti i Tutor installati”.

Sarà una fine definitiva o solo momentanea? La seconda. Il gruppo Autostrade è corso ai ripari brevettando un nuovo sistema che rileva la velocità media e prima dell’inizio dell’esodo estivo, verosimilmente a luglio, i Tutor saranno rimpiazzati. “Il sistema è stato già omologato dal ministero dei Trasporti nel maggio del 2017 – ha spiegato Sgalla –. Li stiamo installando di notte per creare meno disagi alla circolazione e lo utilizzeremo in via sperimentale da luglio, iniziando dai tratti più trafficati dell’esodo estivo”.

Nel frattempo tutti liberi di correre in autostrada come dei folli? Auspichiamo di no. In azione torneranno pistole-laser, autovelox e altri sistemi di rilevazione. E se prima c’era chi ignorava i Tutor non comunicando i dati del conducente e pagando quindi una seconda multa (di 282 euro) senza alcuna decurtazione dei punti dalla patente, ora bisognerà stare più attenti perché, come avviene in altri Paesi europei, potrebbero arrivare anche da noi le contestazioni immediate grazie alla “doppia pattuglia”: una che certifica la violazione, l’altra posizionata più avanti che spaletta e blocca l’auto. E se necessario, ritira immediatamente la patente.

Intanto, un po’ di preoccupazione c’è: “il Tutor ha contribuito a ridurre del 70% la mortalità sulle autostrade – ha concluso Sgalla – e anche dal punto di vista dell’educazione stradale ha funzionato, visto che le multe per eccesso di velocità sono calate da 614.431 del 2016 a 502.535 del 2017, ovvero -18,21%”.