Un oggetto unico per celebrare i 60 anni della mitica DS

Un cofanetto realizzato in due tirature limitate di 60 esemplari ciascuna che per finiture e contenuti rimanda allo spirito DS. Sarà disponibile alla vendita in occasione del Salone di Auto e Moto D’Epoca di Padova (dal 22 al 25 ottobre).

Un oggetto unico per celebrare i 60 anni della mitica DS

Il 6 ottobre 1955 nasceva la DS19, una vettura talmente rivoluzionaria da sembrare, all’epoca, provenire da un altro pianeta. Ancora oggi sono decine di migliaia gli appassionati che in ogni parte del mondo si circondano di “reliquie” che possano tenere vivo il ricordo della Déesse.

Oggi, 6 ottobre 2015, DS Italia celebra il sessantesimo compleanno con la creazione di un cofanetto, realizzato in due tirature limitate di 60 esemplari ciascuna, che per finiture e contenuti rimanda allo spirito DS.

Il cofanetto è disponibile alla vendita in occasione del Salone di Auto e Moto D’Epoca di Padova (22-25 ottobre), esternamente è costruito artigianalmente in rovere e rivestito con la stessa pelle naturale che foderava le poltrone delle DS Pallas, così come le cuciture, che hanno la medesima spaziatura di quelle originali. La maniglia laterale riproduce quella interna della vettura, mentre l’interno del cofanetto è intagliato con un raggio laser che ha disegnato la trama DS, impreziosito dallo stesso monogramma che decora le DS di oggi.

Il cofanetto contiene un testo di Michele Serra che racconta il suo rapporto con la DS Citroën, le impressioni di Roland Barthes sul lancio della Nuova Citroën e un frammento grafico di Diabolik con commento di Mario Gomboli, direttore generale della casa editrice Astorina, che sottolinea come DS sia parte dell’immaginario collettivo.

Il cofanetto contiene anche cinque immagini che ritraggono vari modelli e versioni della DS, scattate su pellicola e poi riprodotte su carta fotografica, come si faceva ai tempi della DS, e ciascun contenitore comprende almeno una foto esclusiva, scelta tra oltre trenta soggetti.

Un oggetto unico per celebrare i 60 anni della mitica DS

LE ORIGINI DEL MITO
Il 6 ottobre 1955 al Salone dell’Auto di Parigi, su una piattaforma girevole, debuttava la DS19. Il pubblico era ansioso di potersi sedere al volante di quella che somigliava più a un’astronave che a un’auto dell’epoca. Tra quelle persone c’era il semiologo Roland Barthes, che scrisse un bellissimo saggio dedicato alla DS definendola un “oggetto superlativo”.

Le richieste di acquisto furono subito un boom: 749 DS19 saranno vendute nei primi quarantacinque minuti dopo l’apertura del Salone, 12.000 alla fine del primo giorno e 80.000 alla chiusura dell’esposizione parigina.
Un successo che non terminerà prima del 24 aprile 1975, quando l’ultima berlina DS, una 23 Pallas, lascerà lo storico stabilimento nel cuore di Parigi, a due passi dalla Tour Eiffel.

La DS è un’opera d’arte industriale (premiata dalla Triennale di Milano nel 1957), una scultura semovente (disegnata dall’artista italiano Flaminio Bertoni, pittore e scultore “prestato” al mondo dell’auto), parte dell’immaginario collettivo (dai film ai fumetti è l’auto dell’ispettore Ginko in Diabolik, di Fanny Ardant, del presidente De Gaulle che ne fa uno dei simboli della “grandeur” francese).

Ma la DS non è stata solo un’auto dall’impatto estetico devastante, era anche ricca di tecnologia, con il più grande numero di innovazioni in una sola auto per l’epoca. E oggi DS torna come marchio autonomo proprio con l’obiettivo di recuperare il fascino, l’esclusività e lo spirito della DS classica. Lo dimostra
 con un’importante dichiarazione sotto al suo logo: Spirit of Avant-garde.