Vendite primo trimestre 2015, per Porsche il bilancio è positivo

Solo nel mese di marzo il costruttore automobilistico tedesco ha consegnato in tutto il mondo oltre 20.000 vetture. Grande successo soprattutto per il Suv Macan, che ha permesso a Porsche di raggiungere una clientela più giovane.

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Alla faccia della crisi, verrebbe da dire. Almeno consultando i dati vendita di Porsche che, nel solo mese di marzo, ha consegnato 20.222 vetture in tutto il mondo, ottenendo il 31,5% in più rispetto allo scorso anno.

Il dato risulta ancora più interessate per il marchio tedesco se analizziamo il primo trimestre del nuovo anno. Da gennaio a marzo, infatti, sono state 51.102 le vetture sportive, a due e quattro porte, consegnate ai clienti, aspetto che ha fatto registrare, anche in questo caso, un aumento di oltre il 32% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

“Nel primo trimestre abbiamo consegnato per la prima volta oltre 50.000 vetture, continuando il successo del 2014. Dati che mostrano segnali di una solida crescita. Merito anche della Macan, con cui siamo riusciti a raggiungere un target mediamente più giovane in tutti i mercati”, Bernhard Maier, responsabile vendite e marketing Porsche AG.

In dodici mesi, Porsche è riuscita infatti a consegnare la storica cifra di 62.644 vetture, migliorando in percentuale praticamente in ogni mercato. Negli Usa, ad esempio, il mercato tradizionalmente più importante per Porsche, nel solo mese di marzo il costruttore automobilistico tedesco ha consegnato 4.291 vetture sportive, registrando una crescita del 13%.

Il merito del successo va attribuito a tutti i modelli di punta Porsche. Nel mercato europeo, non a caso, la 911, la Boxster e la Cayman, così come la Ceyenne, la Macan e la Panamera hanno ottenuto un grande successo raggiungendo le 8.054 unità, dato che equivale ad un incremento pari al 53%. Anche in un mercato complicato come quello cinese, nel solo mese di marzo Porsche ha consegnato ben 4.138 unità, il 19,5% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, testimonianza di un annata che potremmo definire già “magica”.