Alfa Romeo, ritorno al futuro con Giulia. Biscione a 400mila unità nel 2018

Trazione posteriore ma anche integrale. Ampia la gamma motori. Al vertice il V6 di origine Ferrari/Maserati da 510 cv, propulsore dedicato alla versione Quadrifoglio. Sergio Marchionne: “Dare voce alla vera Alfa Romeo era un dovere, anche morale”. A Mirafiori entro il 2018 finirà la Cassa integrazione.

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Giulietta ed ora Giulia. Alfa Romeo (logo leggermente ristilizzato) continua ad attingere al suo passato per segnare gli orizzonti del futuro. E lo ha fatto nel rinnovato Museo storico di Arese dove la Giulia è stata svelata a 400 giornalisti di tutto il mondo dall’a.d. di Fca Sergio Marchionne e dal capo del brand Harald Wester. Evento molto atteso: su questo modello e sugli altri sette annunciati entro il 2018 pongono le basi le ambizioni di rilancio globale del Biscione con l’ambizioso primo traguardo di 400.000 vendite globali proprio entro il 2018.

“La Giulia ha linee dinamiche e pulite, rappresenta il meglio del design italiano e incarna perfettamente la tradizione del brand. Ci siamo basati sul senso delle proporzioni, sulla semplicità e sulla qualità delle superfici. Il logo è stato ridisegnato conservando gli stilemi leggendari”, Lorenzo Ramaciotti, capo del design.

La Giulia è a trazione posteriore, come le grandi Alfa del passato, con l’opzione della trazione integrale. Per quanto riguarda i cambi la scelta sarà fra il classico manuale a sei marce e un automatico a otto rapporti. La mission è competere in un mercato premium dominato dai tedeschi. La Giulia è l’arma per sfidare Audi A4, Bmw Serie 3 e Mercedes Classe C.

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Ampia la gamma motori. Al vertice il V6 di origine Ferrari/Maserati da 510 cv, propulsore dedicato alla versione Quadrifoglio che consente alla Giulia di scattare da 0 a 100 km/h in soli 3,9 secondi. In alternativa ci saranno, non ancora deciso, il 2 litri turbo-benzina da 180, 250 o 350 cv e il diesel 2.2 Multijet II da 200 cv che ha appena debuttato sulla Jeep Cherokee e verrà opportunamente “alfizzato” con un incremento di potenza. Previsto, inoltre, un turbodiesel V6 della VM da 340 cv.

Verrà prodotta da fine anno totalmente nello stabilimento di Cassino, i motori saranno assemblati in Italia. In particolare, i benzina verranno realizzati a Termoli, i diesel dovrebbero essere affidati allo stabilimento di Pratola Serra e alla VM di Cento. Tante anche le aziende italiane che hanno collaborato al progetto Giulia, da Brembo a Magneti Marelli.

 

Dopo l’anteprima nel rinnovato Museo storico di Arese, il debutto in pubblico avverrà al Salone dell’auto di Francoforte (19-27 settembre). Le vendite da marzo del 2016 in Italia e nei principali Paesi europei, seguite a pochi mesi di distanza dal debutto negli Usa e nel resto del mondo.

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“Non è un mistero che l’Alfa Romeo è uno dei progetti su cui sono più coinvolto, anche emotivamente. Alfa ha un potenziale che si traduce in una opportunità di business unica. E sicuramente a me il business non dispiace. Ma c’è dell’altro. Un senso di incompiutezza che gridava vendetta. Lasciarla com’era, a competere con i marchi generalisti, avrebbe voluto dire tradirne lo spirito e i valori. Dare voce alla vera Alfa Romeo era un dovere, anche morale. La giornata di oggi è la conclusione di un lungo progetto di sviluppo gestito in maniera silenziosa a cui abbiamo dedicato parecchie energie. Giulia è il primo esempio di un nuovo corso di un’Alfa pura e autentica”, Sergio Marchionne.