Solo il medico legale potrà accertare le lesioni e le invalidità permanenti verificatesi a causa di incidenti stradali. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione la sentenza n. 18773 del 26 settembre 2016. Un giudizio importante, che arriva dopo quattro anni dall’entrata in vigore della legge n. 27 del 24 marzo 2012 (dell’allora Governo Monti) che, al contrario, introdotto alcuni gravi limiti in tema di risarcimento danni, penalizzando gli assicrati a tutto vantaggio delle assicurazioni.

Finora, infatti, le lesioni fisiche con invalidità permanente fino al 9% potevano essere risarcite solo con un esame strumentale (diagnostica per immagini) creando di fatto delle barriere che rendevano spesso impossibile provare l’effettiva lesione dovuta a un incidente stradale.

Anche un trauma cranico o un colpo di frusta potevano essere esclusi dal risarcimento in assenza di questi esami strumentali e nonostante i medici li avessero diagnosticati in sede di visita ed esame clinico. Da considerare anche che ci sono situazioni in cui a un paziente è vietato sottoporsi a determinati esami diagnostici, come le donne in gravidanza a cui è precluso sottoporsi a radiografie.

Non a caso, subito dopo l’applicazione della norma si registrò in calo notevole dei risarcimenti, che scesero del 20%.

Adesso la Cassazione stabilisce che “è compito esclusivo del medico legale accertare la sussistenza delle lesioni e delle menomazioni, nel rispetto dei criteri previsti dalla letteratura e dottrina medico legale, così come accreditate dalla comunità scientifica”.

“Si tratta di una sentenza importante – spiega Giovanni Polato, presidente Anesi (Associazione nazionale esperti infortunistica stradale) –, perché ristabilisce obiettività nella valutazione degli effettivi danni e lesioni in caso di incidenti stradali, offrendo maggiore tutele e garanzie ai cittadini che restano coinvolti in un sinistro”.

Soddisfazione anche da parte del Sismla (Sindacato italiano specialisti medicina legale e delle assicurazioni). Tommaso Pennelli, segretario provinciale della sezione di Padova, sottolinea infatti come la sentenza “stabilisce in modo esplicito e definitivo il ruolo essenziale e insostituibile della criteriologia scientifica su cui si basa l’attività specialistica medico-legale”.