Lo scorso 30 marzo il Ministero dell’Interno, sollecitato dalla Prefettura di Arezzo in merito all’utilizzo di autoveicoli targati ma sprovvisti di copertura assicurativa che circolano con targa prova, ha affermato che l’utilizzo della targa prova deve essere limitato esclusivamente ai veicoli non ancora immatricolati. La targa prova, quindi, non si potrebbe utilizzare per veicoli già immatricolati e circolanti per prove tecniche, collaudi e/o altri spostamenti finalizzati alla vendita. Una presa di posizione che mette a rischio il flusso quotidiano di migliaia di veicoli a opera di concessionari, meccanici, rivenditori e carrozzieri, ora costretti a uno stop forzato alla circolazione con targa prova di auto immatricolate ma non assicurate.

Tutto ciò scaturisce non a seguito di un cambio di normativa ma per un parere di uno dei due Ministeri interessati e da una circolare interna riguardo la targa prova. L’uso della targa prova per i veicoli già immatricolati è infatti legittimato dalle norme in materia e i controlli effettuati negli anni mai hanno posto in evidenza la problematica oggi agli onori della cronaca, originatasi lo scorso autunno con l’attività condotta dalla Polizia Stradale nella provincia di Arezzo e rimasta per mesi limitata a quell’ambito territoriale e qualche zona limitrofa.

Gli agenti della Polizia Stradale aprono verbali e sequestrano veicoli, ma oltre al danno c’è la beffa, dato che il Ministero dell’Interno ha comunicato che auto senza assicurazione ma con targa straniera non possono essere sanzionate. Ovviamente è forte il disappunto che arriva dal mondo automotive. Federauto – organizzazione aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia, in rappresentanza dei concessionari auto, veicoli commerciali, industriali e autobus – “disapprova che il Ministero dell’Interno, in presenza di diverse sentenze del tribunale orientate ad annullare i provvedimenti sanzionatori comminati dalla Polizia Stradale alle aziende del settore automotive nella provincia di Arezzo, sentenze tutte convergenti nel riconoscere la legittimità dell’uso della targa prova sui veicoli già immatricolati, con la condanna della Prefettura al pagamento delle spese legali, non abbia assunto un atteggiamento più prudente con la conseguente comunicazione di direttive sul territorio”.

“La normativa che riguarda la targa prova è chiara e non fa distinzioni fra l’uso su un’auto da immatricolare o già immatricolata – spiega Fabrizio Guidi, presidente di AsConAuto –. Non è possibile che un parere o una circolare interna possano modificare questo fatto. Stiamo invece assistendo a situazioni di accertamenti, quasi ‘persecutori’ e fuori controllo, che hanno fatto sì che la targa prova sia finita in una situazione d’impasse normativa davvero pericolosa per tutto il nostro lavoro. Chiediamo un pronto intervento da parte dei Ministeri interessati che chiarisca se necessario la prassi e, semmai, adegui la normativa”.