L’amministratore delegato di Audi, Rupert Stadler, è stato arrestato questa mattina in Germania. Lo ha reso noto l’ufficio del pubblico ministero di Monaco, lo stesso che qualche giorno fa aveva indagato il manager e altri membri del comitato esecutivo della Casa dei quattro anelli per “frode” e per aver contribuito “all’emissione di certificati falsi”. L’arresto, si legge tra le motivazioni, si deve al “rischio di occultamento delle prove”. In totale, sono 20 i dipendenti Audi finiti sotto inchiesta.

Esploso a fine 2015, lo scandalo del dieselgate ha travolto come una bufera Volkswagen e i suoi vertici, a iniziare dall’ex amministratore delegato Martin Winterkorn costretto a lasciare il posto, con Stadler – Ceo di Audi dal 2007 e dal 2010 nel consiglio di amministrazione di VW – che è il settimo top manager del Gruppo a essere arrestato.

Il dieselgate continua soprattutto a pesare tanto per le tasche del colosso tedesco, giusto la settimana scorsa costretto a pagare una multa da 1 miliardo di euro. Complessivamente, lo scandalo è costato finora al Gruppo 27 miliardi di euro per fare fronte a sanzioni, riacquisto azioni e costi dovuti ai richiami, mentre gli investitori la accusano di aver informato il mercato troppo tardi dell’inchiesta e i guai giudiziari (che coinvolgo oltre la Germania altri 50 Paesi) comprendono anche la manipolazione del mercato azionario.