Volkswagen ha annunciato oggi il raggiungimento di due accordi per risolvere le questioni civili in corso negli Stati Uniti che riguardano circa 78.000 veicoli equipaggiati con motori diesel 3.0 TDI V6. I due accordi sono stati presentati alla Corte per l’approvazione: il primo è un accordo con i privati, attuali o ex proprietari o locatari di veicoli coinvolti; il secondo con il Consent Order, spedito dalla Federal Trade Commission.

“Con il programma approvato dalla corte e già avviato per i motori 2.0 TDI e ora con questo per i 3.0, tutti i nostri clienti coinvolti negli Stati Uniti avranno a disposizione una soluzione – ha affermato Hinrich J. Woebcken, presidente e CEO di Volkswagen Group America -. Continueremo a lavorare per riconquistare la fiducia di tutti i nostri stakeholder e siamo grati ai nostri clienti e concessionari per la loro ininterrotta pazienza”. E visti i risultati del mercato, il dieselgate sembra non aver pesato affatto nelle vendite di Volkswagen.

Nell’ambito dell’accordo sui motori 3.0 TDI, Volkswagen ha accettato, fra gli altri termini, di offrire un pagamento in contanti a tutti gli aventi diritto e di: richiamare e aggiornare per renderli conformi agli standard di emissioni statunitensi – senza alcun esborso per il cliente, si precisa – circa 58.000 veicoli Volkswagen, Audi e Porsche equipaggiati con l’incriminato motore 3.0 TDI V6 (cosiddetti Generation 2) degli anni 2013-2016; riacquistare, offrire una permuta di ugual valore o risolvere il contratto di leasing per circa 20.000 veicoli Volkswagen e Audi 3.0 TDI V6 degli anni 2009-2012 (Generation 1) o, se approvato dalle Autorità statunitensi, modificare i veicoli per ridurre sostanzialmente le emissioni di NOx.

Volkswagen, inoltre, ha accettato di pagare fino a circa 1,2 miliardi di dollari in benefit per il programma di accordo per i motori 3.0 TDI, il riacquisto del 100% dei veicoli Generation 1 interessati e la disponibilità di un Emissions Compliant Repair per i veicoli Generation 2.

Volkswagen avvierà il programma previsto dall’accordo non appena la Corte darà l’approvazione, attesa non prima di maggio 2017.

Se Volkswagen non riuscirà a ottenere tempestivamente un Emissions Compliant Repair approvato per i veicoli Generation 2 interessati, offrirà di riacquistare, offrire una permuta di ugual valore o risolvere il contratto di leasing per i veicoli Generation 2 coinvolti e potrebbe inoltrare domanda di approvazione alle Autorità americane per offrire ai clienti una modifica per ridurre le emissioni di NOx.

Il programma di accordo per i motori 3.0 TDI include anche il Consent Decree, già raggiunto con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, nei cui termini Volkswagen ha concordato di versare 225 milioni di dollari a un fondo fiduciario ambientale per porre definitivamente rimedio alle emissioni di NOx dei veicoli 3.0 TDI V6 interessati.