In questo inizio di stagione, più di una volta Niki Lauda ha puntato il dito sul presunto consumo anomalo dell’olio da parte del propulsore Ferrari, che ad ogni accensione, come si vede spesso nelle immagini televisive, sprigiona una notevole fumata bianca. Una anomalia che secondo la Mercedes sarebbe dovuta proprio a un particolare sfruttamento dell’olio nel turbo. Da qui l’ennesima richiesta di chiarimento alla Fia.

Chris Jilbert, ingegnere Mercedes nella sede di Brixworth, lì dove c’è il reparto motori del team, nei giorni scorsi ha inviato una lettera alla federazione chiedendo se il consumo dell’olio nella zona del turbo compressore faccia o meno parte dei famosi 0,6 kg/100 km. Non è tardata ad arrivare la risposta da parte della Fia, i cui tecnici guidati da Charlie Whiting, questa mattina, hanno ispezionato dettagliatamente le SF71H di Vettel e Raikkonen, senza riscontare alcuna infrazione del regolamento. L’ipotesi trapelata nelle ultime ore era quella di un circuito oleodinamico parallelo a quello principale, che permetteva al turbocompressore di sfruttare una combustione extra dell’olio.

Dopo il nuovo polverone sollevato dalla Mercedes circa la regolarità del motore Ferrari, la Fia ha scagionato definitivamente la scuderia di Maranello, confermando la regolarità della power-unit Ferrari montata sulla SF71H, sulla Haas VF-18 e sulla Sauber C37. In casa Mercedes, evidentementeancora non ci si spiega come la SF71H sia riuscita a fare tre pole consecutive (Bahrain, Cina e Azerbaijan).