Il re incontrastato del sabato di Melbourne è sempre lui, Lewis Hamilton. Il tre volte campione del mondo ha conquistato per la quarta volta consecutiva la pole position del Gran Premio d’Australia, arrivando a quota 6 come Ayrton Senna in questo GP e a quota 62 totali.

L’inglese della Mercedes con il tempo di 1’22″188 ha stabilito il nuovo record e ha stracciato gli avversari rifilando quasi tre decimi sia a Sebastian Vettel, secondo, sia a Valtteri Bottas, terzo. Il tedesco della Ferrari è riuscito a inserirsi tra le due Frecce d’Argento, riportando la Rossa in prima fila come non accadeva dal GP di Singapore 2015. Il quattro volte iridato precede di un nulla il finlandese della Mercedes, ma rifila più di mezzo secondo a Kimi Raikkonen, sempre in lotta sia nel Q1 sia nel Q2 ma nell’ultima fase più in difficoltà del solito chiudendo quarto a 8 decimi dalla pole di Hamilton.

Giornata poco soddisfacente per la Red Bull, con Max Verstappen che ha agguantato il quinto posto a 1,2 secondi dalla vetta e con l’idolo di casa Daniel Ricciardo a muro nel primo giro lanciato in Q3 senza segnare un tempo e partendo quindi dalla decima posizione. A complicare ancora di più le cose per l’australiano la possibile rottura del cambio. Se così fosse, inevitabile la sostituzione e la conseguente penalizzazione di cinque posizioni in griglia.

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Alti e bassi anche per Haas e Williams, che hanno schierato rispettivamente Grosjean e Massa in sesta e settima posizione, mentre i relativi compagni di squadra Magnussen e Stroll non sono nemmeno riusciti a passare la prima eliminazione. A proposito di Stroll, il canadese della Williams è stato autore di un incidente negli ultimi minuti delle FP3 e ha dovuto sostituire la scatola del cambio, motivo per cui avrà una penalità di cinque posizioni in griglia.

Decisamente meglio il sabato della Toro Rosso, che vede Sainz precedere Kvyat per l’ottavo e nono posto in classifica, mentre è deludente la qualifica della Force India, che inaugura l’era “rosa” con l’11° posto di Sergio Perez e il 14° di Esteban Ocon. Il messicano è stato però ostacolato nel suo ultimo giro veloce da Felipe Massa, che procedeva a rilento prima di entrare ai box (si aspettano notizie per un’eventuale penalità al brasiliano).

Situazione mediocre per quanto riguarda la McLaren, che ha sofferto cali di potenza in Q1 con Vandoorne (18°) e nel Q2 con Fernando Alonso (13°). Situazione analoga ma senza problemi alla power unit per la Renault, che dopo essersi decisamente migliorata rispetto al 2016 fatica ancora a raggiungere buone posizioni.

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Buona partenza in F1 per Antonio Giovinazzi – chiamato solo questa mattina dalla Sauber in sostituzione di Pascal Wehrlein che non se l’è sentita di scendere in pista dopo le prime due sessioni di prove libere – qualificatosi 16° a meno di due decimi dal compagno di squadra Ericsson. Per il primo italiano in pista in un weekend ufficiale dopo l’era Trulli-Liuzzi, che non aveva mai girato a Melbourne, sarebbe potuta andare meglio se non avesse commesso un piccolo errore che non gli ha permesso di accedere al Q2.

Appuntamento a domani mattina con il via della prima gara della stagione 2017 fissata alle ore 7:00 italiane e ricordate di spostare in avanti le lancette dell’orologio di un’ora stanotte.

I TEMPI DELLE QUALIFICHE