Saranno gli oltre 2.200 metri di altitudine (la gara del Messico è la più alta del mondiale) che hanno un effetto importante sull’aerodinamica delle monoposto. Sarà che già in altri venerdì la Red Bull ha dimostrato di andare forte, mentre Mercedes e Ferrari si nascondono. Sta di fatto che oggi Verstappen e Ricciardo hanno letteralmente messo le ali, chiudendo al comando entrambe le sessioni di prove libere e infliggendo più di un secondo di distacco agli inseguitori. Qui i tempi.

A chiudere in vetta davanti a tutti c’è Max Verstappen, vincitore del gran premio dello scorso anno, che con il tempo di 1’16”720 si tiene dietro il proprio compagno di box per 1 decimo e mezzo. Gli altri, come detto, stanno a oltre un secondo: terzo Sainz a +1’233, quarto Vettel a +1’234, quinto Hulkenberg a +1’326. Hamilton settimo (quanto gli basterebbe domenica in gara per laurearsi campione del mondo) a +1’380, seguito da Raikkonen e Bottas. Anche sul passo gara, la Red Bull ha dimostrato di andare forte, ma non è mancato l’ennesimo problema tecnico che ha spento la monoposto di Verstappen proprio come accaduto domenica scorsa a Ricciardo ad Austin. Vedremo domani come andranno le qualifiche, in programma alle ore 20:00 italiane.

Verstappen Messico 2018

La Mercedes e quei cerchi forati…

Nuovo capovolgimento di fronte per i “cerchi forati” della Mercedes, dichiarati per la gara messicana legali. La scuderia di Brackley ha apposto dei piccoli fori sui cerchi per consentire un maggior raffreddamento dell’area freni e pneumatici, tallone d’Achille della W09. Questa soluzione fu introdotta per la prima volta dalla Red Bull nel 2012, con due differenze: i fori erano posti sull’anteriore e avevano un diametro più ampio. In ogni caso, vennero dichiarati illegali dalla Fia, in quanto considerati elementi aereodinamici mobili.

La stessa soluzione è stata introdotta quest’anno dalla Mercedes a partire dal GP del Belgio e fino al GP degli Stati Uniti, senza che la Fia intervenisse in merito nonostante le continue richieste della Ferrari. Ad Austin si era giunti a una svolta, con la Mercedes “obbligata” a chiudere i fori, ma in Messico eccoci di nuovo al punto di partenza: i “cerchi forati” sono legali. Perlomeno secondo l’opinione dei commissari di questo gran premio, che hanno sottolineato come la loro giurisdizione si limiti solo a questa gara e che non possono fornire un’interpretazione generale dell’articolo 3.8 del regolamento sportivo (“qualsiasi parte specifica dell’auto che influenza la sua prestazione aerodinamica deve rimanere immobile”).