F1 GP Monaco. Il fair play di Hamilton, la meraviglia di Rosberg, la gioia di Vettel

Quando si dice "viva il fair-play". Forse dentro di sé è incazzato ma non vuole dimostrarlo. Lewis Hamilton, da vincitore a terzo. Insomma, ce n’è per potere sbottare. E invece...

lewis hamilton 2015Quando si dice fair play! Basta la parola. Non può che riferirsi ad un inglese. Forse dentro di sé è incazzato ma non vuole dimostrarlo e seppure si trattati di un torto che non s’aspettava riesce a mantenere la calma. Da vincitore a terzo! Insomma ce n’è per potere sbottare. Invece…

“Non è stato facile per me. Il team è stato fantastico, si vince e si perde insieme. Sono grato per il lavoro fatto. Congratulazioni a Nico e a Sebastian. Io e gli ingegneri ci siederemo assieme per capire cosa migliorare. Cosa penso? Penso a tornare e vincere qui il prossimo anno. Perché quel pit stop? Io mi fido del team. Se vengo richiamato rientro. Non è stata la scelta giusta”, Lewis Hamilton.

Rassegnato ad un secondo posto senza infamia e senza lode. Sul carro del vincitore consapevole d’un regalo che nessuno saprà spiegargli. Come nessuno gli ha detto sabato perché è stato richiamato prima che completasse il secondo tentativo per la pole.

“Non ho idea di cosa sia successo. Mi dispiace per Lewis. In macchina è difficile giudicare certe decisioni. Di sicuro era difficile ripartire con le gomme dure e fredde, ma alla fine tutto ha funzionato bene e sono contento. Non avevo capito quello che succedeva, vedevo una grande lotta alle mie spalle tra Vettel e la Mercedes di Hamilton. Però pensavo che avrebbe vinto Lewis con le supersoft e invece sono riuscito a spingere e a vincere”, Nico Rosberg.

Nel box del Cavallino la gioia per il regalo è incontenibile. Anche la Ferrari in passato ha fatto regali ben più importanti che una vittoria in gara: il titolo mondiale a Vettel tolto ad Alonso con una stupida decisione ad Abu Dhabi nella gara decisiva.

“Sono contento del secondo posto. Non è che se fosse stato il terzo sarei stato meno contento. Certo la decisione della Mercedes è difficile da capire e non sta a me giudicarla e capirla. Se non fosse stata per la safety car…”, Sebastian Vettel.

Più che Iceman è “Ghiaccio bollente”. Incavolato per la conclusione che gli ha tolto un, fino allora meritato quinto posto. E chissà avrebbe anche potuto prendere la quarta posizione.

“Ricciardo con le supersoft era ovviamente più veloce. Ci siamo toccati ed è andata bene se siamo rimasti in gara. La Red Bull ha poi dato ordini a Kvyat di lasciarsi superare perché temevano la penalizzazione di 5 secondi. Sapevano che la colpa era di Ricciardo. Kvyat quindi si è messo in difesa della posizione del compagno di squadra e mi ha ritardato. Poi quando hanno avuto la certezza che la penalizzazione non sarebbe arrivata, nonostante il distacco hanno Ricciardo aveva accumulato hanno consentito all’ultimo giro a Kvyat di riprendersi la posizione. Comunque sesto in griglia, sesto al traguardo. Si poteva fare di più qui? Chissà”, Kimi Raikkonen.