F1 GP Monaco. Lewis Hamilton finalmente in pole comincia a sbancare Monte-Carlo

1'15"098 il crono definitivo dopo 1'15"304al primo tentativo. Nico Rosberg secondo, prima fila tutta Mercedes. In seconda fila la Ferrari di Sebastian Vettel, terzo, e la Red Bull di Daniel Ricciardo, quarto. Terza fila per la Toro Rosso di Daniil Kvyat, quinto, e la Ferrari di Kimi Raikkonen, sesto. In quarta fila la Force India di Sergio Pérez e la Toro Rosso di carlos sainz, in quinta la Lotus di Pastor Maldonado e la Toro Rosso di Max Verstappen.

LEWIS HAMILTON 2Più che le 43 pole in carriera, due da Vettel che è terzo dietro Schumacher e Senna, più che le 5 partenze al palo su 6 gare, a Lewis Hamilton oggi pomeriggio interessa che ha finalmente centrato la prima partenza alla corda nel Gran Premio di Monaco. Aveva fatto 1’15″304 nel primo tentativo tenendo Nico Rosberg a 136 millesimi, ha limato in 1’15″098 nel secondo mentre al compagno di squadra il team radio consigliava di abortire il tentativo e rientrare al box. Distacco definito 342 millesimi. Per la Mercedes, comunque, un’altra prima fila monocolore.

Hamilton ha vinto la guerra dei nervi dimostrando una tenuta psicologica nel gran premio forse più importante della stagione che avrebbe potuto consegnare a Rosberg la seconda pole di fila e prevedibilmente la seconda consecutiva vittoria riaprendo in modo definitivo la lotta per il titolo iridato. Su questo tracciato nelle ultime dieci edizioni chi è partito dalla pole ha vinto.

In mattinata Hamilton più di Rosberg era stato abbagliato dal lampo rosso di Sebastian Vettel che ha fatto il giro veloce delle libere in 1’16″143 con quelle gomme supersoft, novità Pirelli della stagione, che giovedì a causa della pioggia nessuno aveva potuto testare e che quindi era sembrato potessero dare alla Ferrari la chance da giocare vittoriosamente alla roulette della griglia.  Nei primi due tagli della qualifiche l’inglese aveva poi trovato davanti sia in Q1 sia in Q2 il compagno-rivale, nella prima occasione entrambi (come i due ferraristi) con le gomme soft (gialle), nella seconda con le più performanti supersoft (rosse). Ed era questo secondo segnale quantificato in 393 millesimi di distacco, che aveva alzato l’allarme del campione del mondo in carica.

Il quale, come in premessa, ha al primo tentativo drasticamente deciso deciso di andare all’attacco, correndo tutti i pericoli che l’impresa richiedeva, sfidando guard-raill e muretti più di quanto non avesse fatto fino a quel momento e concretizzando subito un rilievo cronometrico di 1’15″304 sui 3,340 chilometri del tracciato cittadino del Principato. Rosberg ad un decimo poteva ancora sperare, Vettel già ad oltre mezzo secondo no. Al secondo tentativo Hamilton uscito ancora davanti a Rosberg ha continuato a rischiare tutto sull’asfalto grigio di Monte-Carlo puntanto sul 44 ogni suo residuo avere in quanto ad audacia e valore tecnico e la pallina si è fermata su 1’15″098,  due decimi tolti al precedente crono. Rosberg veniva, inspiegabilmente, richiamato al rientro prematuro. Non aveva fatto settori da potere insidiare Hamilton, comunque una decisione che forse nessuno mai spiegherà.

In un pomeriggio in cui è clamorosamente venuta a mancare all’affetto dei suoi tifosi la Williams, prematuramente con Valtteri Bottas in Q1 e Felipe Massa in Q2, la Ferrari insidiata dalle due Làzzaro Red Bull, ha strappato la seconda fila col terzo tempo, a 751 millesimi, di Sebastian Vettel che si ritrova accanto il compagno di ieri Daniel Ricciardo, quarto a 943. Alterno, contraddittorio ed anche inconcludente il comportamento di Kimi Raikkonen, in mattinata contro le barriere alla Santa Devota nel pomeriggio troppo nervoso per potere concretizzare la seconda fila tutta Ferrari. Iceman partirà dalla terza col sesto tempo, a 1″329 da Hamilton, con accanto l’altra Red Bull di Daniil Kvyat, quinto a 1″084.

Sorprese nelle ultime due file del parterre de roi. La prima: in quarta la Force India di Sergio Pérez, settimo a 1″710. Col messicano e con l’ottavo tempo, a 1″833, è allineato Carlos Sainz che ormai non è più una sorpresa neanche quando fa meglio del sopravvalutato compagno di squadra Max Verstappen chissà perché definito “il Maradona della formula uno”, in quinta fila, decimo a 1″859, in compagnia di Pastor Maldonado, seconda sorpresa,  nono con la Lotus a 1″848.

Ancora un requiem per la McLaren Honda, fermatasi in Q2:  Jenson Button 12mo, e Fernando Alonso 15mo.