Continua lo stato di grazia di Lewis Hamilton, che vince senza affanni e preoccupazioni il Gran Premio di Singapore 2018 davanti a un ottimo Max Verstappen e a uno spento Sebastian Vettel, mai davvero in gara e in grado non solo di infastidire l’inglese ma nemmeno l’olandese della Red Bull. E dire che nello sprint alla partenza Vettel era riuscito a togliersi subito di mezzo Verstappen, un attimo prima dell’ingresso in pista della safety-car per colpa della collisione tra i due della Force India con Ocon a muro e costretto al ritiro.

Dopo l’uscita di scena della safety-car è stata però una gara di attese e strategie. A dirla tutta, noiosa e soporifera. Fino al 15esimo dei 61 giri previsti è una processione, interrotta dal pit-stop di Vettel che monta gomma ultrasoft dando così modo a Hamilton (che si ferma al 16^) e Verstappen (al 18^) di optare per la strategia a una sola sosta certa montando la soft. La processione riparte, con Vettel che si lascia soffiare la seconda posizione da Verstappen e senza mai riuscire a riprendersela dovendo gestire la gomma per evitare una seconda sosta. Forse anche per aver subito l’ennesima frustata morale. Lì davanti, Hamilton va di gestione e risponde colpo su colpo a ogni tentativo di avvicinamento da parte di Verstappen, che capita l’antifona chiuderà secondo a quasi 9 secondi dall’inglese. Tutto lo sconforto di Vettel sta nei quasi 40 secondi di svantaggio con cui chiude in terza posizione.

Quarto Valtteri Bottas, a distanza siderale dal compagno di scuderia e in sofferenza nelle fasi finali ma mai impensierito da Kimi Raikkonen, quinto dopo essere sempre stato a tiro di DRS dal connazionale e a sua volta braccato da Daniel Ricciardo, che chiude sesto dopo aver dato, a tratti, l’impressione di potersi prendere la posizione del ferrarista. Settimo un fantastico Fernando Alonso, in grado anche di stampare il giro veloce in gara soffiato poi incredibilmente da Kevin Magnussen, che potrà ricordarsi della gara di oggi a Singapore come la prima in cui ha ottenuto un giro veloce in Formula 1. Chiudono le prime dieci posizioni Sainz, Leclerc e Hulkenberg. Qui l’ordine di arrivo completo.

Con la quarta vittoria a Singapore come Vettel, la 79esima in carriera, Hamilton sale a 281 punti nella classifica piloti, portando il proprio vantaggio sul tedesco della Ferrari a 40 lunghezze. Un distacco che, a sei gare dalla conclusione del campionato e con un Hamilton così devastante, inizia a rendere la remuntada una mission impossible, soprattutto se si considera il contraccolpo subito dagli uomini in rosso: fino a sei gare fa, era Vettel il leader del Mondiale.

I commenti a caldo

Hamilton Singapore 2018

Lewis Hamilton: “Gara dura, ma ho avuto tanto sostegno qui dai tifosi. Sono partito bene, il team non ha mai mollato e non ha mai smesso di credere in me e Valtteri. Davvero una benedizione, una gara lunga. Sono contento sia finita. Max ha lottato molto bene, mi ha dato filo da torcere. Al momento dei doppiaggi un po’ di sfortuna, chi mi stava davanti si spostava da una parte all’altra. Max invece ha avuto un po’ di fortuna per il punto dove si è trovato. Lì si è avvicinato tantissimo ma dopo ho spinto giù al massimo. Le Ferrari hanno fatto molto bene fino a oggi, non so come mai siano spariti così in gara”.

Max Verstappen: “Il secondo posto non è un brutto risultato. Peccato per il primo giro, ma ci manca velocità di punta. Strategia fantastica del team che mi ha regalato una posizione. Abbiamo provato a seguire Lewis, ma la seconda posizione era il massimo che potevo ottenere. Ho avuto diversi problemi, anche al cambio, ma secondo posto ottimo”. Sebastian Vettel: “Oggi mai in lotta, non eravamo veloci e non avevo passo gara. Abbiamo provato a essere aggressivi all’inizio, ma poi le cose non hanno funzionato. Ho fatto una gara diversa rispetto agli altri, con gomme diverse. Non ero molto convinto sarei arrivato alla fine, però tornare ai box non era un’opzione e ci siamo concentrati sul portare la macchina al traguardo. Non aiuta perdere punti, però oggi per il modo in cui abbiamo corso non c’erano occasioni. Questo era un weekend in cui potevamo solo battere noi stessi e invece non abbiamo tirato fuori il massimo”.