F1 GP Spagna. Alla Borsa di Montmelò risalgono le quotazioni di Nico Rosberg poleman

1'24"681 al primo tentativo, Lewis Hamilton in prima fila col secondo tempo a 267 millesimi. In seconda fila la Ferrari di Sebastian Vettel e la Williams di Valtteri Bottas, in terza le Toro Rosso di Sainz e Verstappen, in quarta la Ferrari di Raikkonen e la Red Bull di Kvyat, in quinta la Williams di Massa e la Red Bull di Ricciardo.

NICO ROSBERGMezza promessa mantenuta. La pole position. Per completare deve vincere. Nico Rosberg ha interrotto l’egemonia di Lewis Hamilton che aspirava alla quinta pole consecutiva in stagione e si prepara alla fuga per la vittoria, la prima quest’anno, per rilanciarsi nella corsa all’iride nella quale dopo quattro gare è secondo a 27 punti dal compagno di squadra.

1’24″681 il tempo della pole position, realizzato al primo tentativo, che ha demolito di oltre mezzo secondo l’1’25″232 fatto registrare da lewis Hamilton l’anno scorso. Che qualcosa potesse cambiare si era avvertito nel corso delle libere 3 di stamane quando Lewis Hamilton, che stava forzando per fare il giro veloce, si è intraversato alla curva 3 ed ha concluso la sessione al terzo posto a 201 millesimi alle spalle di Rosberg primo in 1’26″021 e di Vettel, secondo a 156 millesimi dal connazionale. Il primo serio segnale Rosberg lo ha poi lanciato nella Q2 acuisendo la prima posizione in 1’25″740 e tenendo il compagno-rivale a oltre mezzo secondo. Nella Q3 al primo tentativo tutto è sembrato scontato anche se si aspettava la zampata del leone inglese che di solito nel momento della verità di venta Re Leone. Al contrario…

La locuzione avverbiale coinvolge anche la Ferrari che ha registrato il mantenimento dello status quo da parte di Sebastian Vettel e un regresso da parte di Kimi Raikkonen. Come e perché? Il pacchetto “Evo” venerdì non ha funzionato come il team si aspettava ed è stato deciso su una delle due monoposto di rimettere la configurazione del Bahrain che aveva consentito a Raikkonen di fare la stupenda gara conclusasi col secondo posto. Testa o croce, democraticamente. Iceman è sceso in pista, e lo farà anche domani in gara, col “vecchio” pacchetto, Vettel col nuovo. Per la gara è tutto da verificare ma per la qualifica la Ferrari di Vettel terza, a 777 millesimi da Rosberg, in seconda fila con la Williams di Valtteri Bottas (quarto a 1″199), la Rossa di Raikkonen in quarta fila (settima a 1″733) con la Red Bull di Daniil Kvyat (ottava a 1″948). “Retrocessione” non annunciata ma concretizzatasi anche perché è salita in quota la Toro Rosso. La scuderia di Faenza ha preso tutta la terza fila con Carlos Sainz Jr. quinto a 1″455 e Max Verstappen sesto a 1″568. Il team satellite della Red Bull ha messo sotto anche le monoposto della “casa madre” che si sono dovute accontentare dell’ottavo posto di Kvyat, come accennato, e del decimo di Daniel Ricciardo (distacco 2″089) delusione della vigilia in compagnia di Felipe Massa, nono con la Williams a 2″076). Per altro sulla testa dell’australiano di origini siculo-calabre c’è minacciosa la “spada di Damocle” della sostituzione del quinto motore: avendo sostituito proprio quì la quarta power unit consentita dal regolamento alla quinta sostituzione, ogni volta che si cambierà motore, il pilota perderà dieci posizioni in griglia. Non si capisce perché la power unit Renault funzioni sulla Toro Rosso mentre sulla Red Bull è un disastro.

Disastro? Quindi McLaren. Il team che ha vinto 8 titoli costruttori e 12 piloti collezionando 182 vittorie brancola nel buio e con due campioni del mondo in scuderia non riesce ad arrivare in Q3, che allo stato attuale sarebbe l’obiettivo massimo.  Fernando Alonso si è fermato al tredicesimo posto e Jenson Button al 14mo, partiranno entrambi dalla settima fila. A zero punti dopo quattro gare il team di Woking, che ha “risposato” la Honda sua partner dal 1988 al 1992,  cinque anni felici allietati dalla “nascita” di 39 vittorie in 65 gran premi disputati sugellati da 4 titoli pi,oti e altrettanti costruttori, si nutre di bile e soffre tra delusione e mortificazione.

Domani la gara sul circuito più utilizzato per i test invernali e quindi molto conosciuto da team e piloti. Il livello di aderenza della pista è sempre molto elevato e, con circa il 18% del tempo impiegato in frenata, è da considerarsi mediamente impegnativo per i freni. I rettilinei consentono, comunque, uno smaltimento termico efficace tra una frenata e l’altra. La frenata più impegnativa è costituita dalla Elf, curva in discesa che raggiunge una decelerazione superiore ai 5 g.  L’anno scorso vinse Hamilton partendo dalla pole.