F1 GP Spagna. Nico Rosberg, l’ammutinato conquista il primo arrembaggio

Parte dalla pole e arriva al traguardo a conclusione di una gara noiosa decisa nella stanza dei bottoni degli strateghi delle squadre. Così Hamilton ha tolto la seconda posizione a Vettel. Raikkonen ha fatto tutto all'inizio con una travolgente partenza che l'ha portato al quinto posto mantenuto fino al traguardo.

NICO ROSBERG 2Promessa completamente mantenuta. Nico Rosberg è un uomo d’onore. Pole position ieri, vittoria oggi. La Mercedes continua nel suo noioso e spocchioso dominio. Lewis Hamilton secondo a 17″500 dall’ammutinato di Stoccarda che nella classifica iridata si porta a 20 punti dal compagno rivale (111 punti Hamilton, 91 Rosberg), ma a sottolineare la superiorità ci sono i 45″300 della Ferrari di Sebastian Vettel, terzo, i 59″200 della Williams di Valtteri Bottas, quarto, i 60 secondi della Ferrari di Kimi Raikkonen, quinto, gli 81″300 della Williams di Felipe Massa, sesto.

Le altre monoposto? Tutte doppiate. Umiliazione per la Red Bull seppure con Daniel Ricciardo settimo e Daniil Kvyat nono mentre il “chissenefrega se prendo punti” vale per la Lotus, ottava con Romain Grosjean, e la Toro Rosso, decima con Carlos Sainz Junior il quale, per altro, s’è tolto lo sfizio di superare a tre giri dalla conclusione il compagno di squadra, quel Max Verstappen definito “il maratona della Formula Uno” che fin oggi è stato sempre mazziato dallo spagnolo.

Mercedes noiosa e spocchiosa. Il fulmine Kimi Raikkonen nell’allungo sul rettilineo di partenza ha carbonizzato le due Toro Rosso che gli stavano davanti in griglia passando dal settimo al quinto posto mantenuto fino alla fine (la strategia delletre soste non gli ha consentito di superare nel finale Bottas); il fuoco della speranza accesso da Sebastian Vettel, che in avvio ha superato Lewis Hamilton conquistando la seconda posizione, non è stato alimentato adeguatamente dagli uomini al box che anzi non hanno fatto niente per farlo divampare e dilagare.

La gara e le posizioni al traguardo di Hamilton e Vettel sono state decise nella “stanza dei bottoni”. Gli strateghi delle due scuderie hanno valutato e deciso. Per la Ferrari non era difficile neutralizzare le mosse ed adottare le contromisure. E’ stato fatto solo nella prima occasione. Hamilton si è fermato al 14mo giro per sostituire le Morbide con altre Morbide, Vettel il giro dopo per “copiare” l’inglese ed è ritornato in pista mantenendo il secondo posto. Hamilton è stato richiamato al 33mo giro per montare le Dure. Chiaro seppure non ufficialmente dichiarato l’intento di effettuare tre soste.

La Ferrari ha lasciato Vettel in pista fino al 41mo giro per montare sulla monoposto del tedesco le dure che ha dovuto tenere fino alla fine. In questo frangente della gara a parità di gomme Hamilton ha tenuto un passo insostenibile da Vettel e quando è uscito dalla pit lane dopo il terzo cambio gomme (morbide al 51mo giro) era davanti al tedesco di tutto il rettilineo. Con queste ultime gomme ha anche fatto il giro più veloce in gara in 1’28″270 (55mo giro).

Non ci sono le mezze vittorie come non ci sono le mezze sconfitte. Bisogna prendere atto che in Spagna la Mercedes ha segnato altri punti a suo favore e la Ferrari non è riuscita a ridurre il gap che anzi s’è evidenziato. La Rossa ha casomai confermato d’essere la seconda forza del campionato (Mercedes punti 202, Ferrari 132, Williams 81; Vettel terzo 80 punti, Raikkonen quarto 52). Ma da oggi deve guardarsi dalla Williams il cui margine di miglioramento in gara è stato fin troppo evidente per essere sottovalutato.