Il 27 novembre 2016 Nico Rosberg diventa per la prima volta nella sua carriera campione del mondo di F1. Il 2 dicembre 2016 Nico Rosberg annuncia il ritiro definitivo dal mondo delle corse. Con un semplice post su Facebook. Un fulmine a ciel sereno. Una decisione sorprendente per tutti. Una decisione presa con il cuore.

“Sognavo di diventare campione del mondo da quando avevo 6 anni. Ho realizzato un sogno, mi ritiro da campione iridato. È il momento giusto”.

Nico ha rincorso il suo sogno per 25 anni, lo ha realizzato come fece papà Keke nel 1982 e adesso ha deciso di vivere la sua vita lontano dal mondo delle quattro ruote, dopo aver combattuto negli ultimi anni con il rivale più duro che la carriera potesse mettergli di fronte, Lewis Hamilton.

Sembra quasi la storia Lauda-Hunt, non fosse altro perché Rosberg si ritira a soli 31 anni proprio come James Hunt, anche se le analogie più simili (all’eccesso) sono con Jackie Stewart e Alain Prost, i quali proprio come Nico scelsero di uscire di scena da campioni in carica.

Niente più tuta e casco, sostituite dalle pantofole per dedicarsi a tempo pieno alla famiglia, alla moglie e alla figlia avuta da poco. Forse la spiegazione della sua scelta sta tutta in questa frase: “Il trionfo nel Mondiale è una cosa straordinaria, ma il giorno più bello della mia esistenza resterà comunque la nascita di mia figlia”.

Bravo Nico. La decisione di Rosberg per quanto possa stupire tutti gli appassionati di Formula 1 è un profondo insegnamento.

Soprattutto per il suo acerrimo rivale Lewis, macchina da guerra e da soldi, uomo copertina che si nutre della luce dei riflettori e delle bagarre in pista. Che nemmeno di fronte alla scelta dell’uomo Nico, al contrario di Romain Grosjean che twitta “rispetto per il mio amico Rosberg”, mette da parte il suo immensurabile orgoglio: “È la prima volta che vince in 18 anni (il riferimento è alla durata della loro rivalità, ndr), quindi non è stata una sorpresa che abbia deciso di lasciare”.

Dopo la stoccata, però, una frase più comprensiva e umana: “Nico ha anche una famiglia a cui doversi dedicare (al contrario di Hamilton, ndr). Sarà molto strano, sarà triste non averlo con me in squadra il prossimo anno. Mancherà allo sport, gli auguro tutto il meglio”.

LE PAROLE DI ROSBERG

“Credo che questo sia il momento migliore per chiudere. È difficile da spiegare, ma è da quando avevo sei anni che inseguo il sogno di diventare il campione del mondo di Formula 1, una cosa che ho sempre avuto chiara in mente e adesso che ho coronato questo sogno penso sia il momento di fermarsi. In questi 25 anni ho messo tutto me stesso per centrare il mio obiettivo e finalmente, con l’aiuto di tutti, dei tifosi, della Mercedes, della famiglia e dei miei amici, ce l’ho fatta. È stata un’esperienza incredibile e non dimenticherò mai tutto questo, ma allo stesso tempo è stata durissima per me. Ho perso gli ultimi due Mondiali contro Hamilton e ho vissuto momenti molto difficili, ma che mi hanno dato una grande forza di combattere. Non credevo di poter lottare in questo modo, una caparbietà che mi ha permesso di realizzare un sogno immenso”.

Un sogno raggiunto grazie a un maestro zen, un personal coach che ha curato l’aspetto mentale di Rosberg: “Ho ricevuto lezioni nell’arte della meditazione a Kyoto per imparare ad accettare le emozioni, perfino quelle negative come rabbia o paura. Ti prendi momenti in cui ti rilassi e ti concentri sulle tue sensazioni. Si tratta solo di allenare l’attenzione”.

Nel post su Facebook, Nico Rosberg rivela anche come sia arrivato a questa decisione clamorosa dopo la vittoria in Giappone.

“Quando ho vinto la corsa a Suzuka avevo il titolo nelle mie mani. La pressione era aumentata e ho iniziato a pensare lì di ritirarmi dalla Formula Uno come campione del mondo. Domenica mattina ad Abu Dhabi sapevo che quella corsa sarebbe potuta essere l’ultima della mia carriera. E prima della gara ho sentito improvvisamente che tutto era chiaro e giusto. Volevo gustarmi dall’interno ogni secondo del fatto che quella sarebbe stata la mia ultima corsa e quando i semafori si sono spenti è diventato il gran premio più intenso della mia carriera. Memorabile. Una gara che non dimenticherò mai e non solo perché mi ha laureato campione del mondo. Lunedì mattina mi sono deciso in modo definitivo a fare questo passo”.

COSA FARÀ LA MERCEDES?

Oltre a stupire i tifosi, l’addio di Rosberg spiazza la Mercedes, riaprendo in maniera clamorosa il mercato piloti. Perché ora c’è un pesantissimo posto vacante nella vettura più forte del Circus. E in tanti lo vorrebbero.

La palla passa al team Mercedes. Come sostituirà Rosberg? Il candidato unico sembrerebbe essere Wehrlein, cresciuto dalla casa di Stoccarda e parcheggiato in Manor. La rivoluzione, nel nome dello spettacolo, suggerisce scelte da fanta Formula 1 come Fernando Alonso o addirittura Sebastian Vettel.

Per quanto riguarda Alonso tutto dipende dalla McLaren, nel caso in cui decidesse di liberarlo dall’anno di contratto ancora in essere, e per lo spagnolo sarebbe una splendida opportunità per chiudere nel migliore dei modi la carriera puntando a quel terzo Mondiale mai ottenuto con la Ferrari.

Vettel ha ancora un anno di contratto con il Cavallino e le trattative per allungare l’intesa non sono arrivate a una conclusione. La Mercedes ha spesso strizzato l’occhio al tedesco, come rivelò già lo scorso luglio Chris Horner, uno che conosce molto bene Vettel col quale ha reso grande la Red Bull. È chiaro però che la Ferrari cercherà di blindare Seb, ma il clamoroso divorzio non è totalmente da escludere.

Del futuro pilota ha parlato lo stesso Toto Wolff: “Ci prenderemo il tempo necessario per valutare le nostre opzioni, troveremo la strada giusta per il futuro. Per la squadra è una situazione inattesa, ma anche eccitante. Stiamo andando verso una nuova era delle regolamentazioni tecniche e c’è un sedile della Mercedes libero per le stagioni a venire”.

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Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.