Un tempo la pista di Suzuka era il tempio dei sogni o degli incubi per i piloti immersi nella sfida iridata fino all’ultimo vagito del campionato in quanto proprio il Gp del Giappone concludeva il Mondiale. Adesso questo ruolo è stato ereditato dall’affascinante scenario di Abu Dhabi e, in particolare, dall’isola artificiale Yas, su cui sorge l’omonimo circuito cittadino, ricavato tra grattacieli e parchi, che deciderà chi, tra Rosberg e Hamilton, sarà il campione del mondo 2016.

Un tracciato molto impegnativo progettato dal re degli impianti moderni Hermann Tilke, caratterizzato da una sequenza di curve a gomito intervallata da diversi tratti veloci, tra cui soprattutto il lungo rettilineo tra il primo intermedio e il secondo dove è situata la “speed trap”, ovvero al momento della poderosa staccata che apre la seconda parte della pista.

Settore caratterizzato da un altro, ma più breve, rettilineo prima di passare a quella che si può definire “area mista”, presente tra il secondo intermedio e la linea del traguardo che comprende una “esse” e un percorso frenetico di curve lente e in piena accelerazione fino ai box.

LA CARTA D’IDENTITÀ DEL CIRCUITO BY BREMBO

Pista sicuramente tra le più interessanti tra quelle ideate da Tilke, Yas Marina ha svolto un ruolo decisivo per l’assegnazione del titolo iridato specialmente nel 2010. Ma l’anno prima, al suo debutto in calendario, il Gp regalò tante emozioni pur essendo una corsa ormai ininfluente per l’assegnazione dell’iride piloti, già appannaggio della Brawn di Jenson Button. E fu proprio quest’ultimo, il pilota inglese fresco campione del mondo, ad inscenare un’appassionante sfida per il secondo posto nell’ultima parte della gara con la Red Bull di Mark Webber.

Mentre l’altra vettura austriaca guidata da Sebastian Vettel s’invola verso la vittoria, infatti, i due lottano a stretto contatto per la piazza d’onore con Button che punta costantemente il retrotreno della Red Bull spinta dal motore Renault, soprattutto nel corso dell’ultimo giro. Nonostante i lodevoli sforzi di Jenson, però, alla fine sarà Mark a prevalere, che riuscirà a mantenere il secondo posto alle spalle del compagno di squadra regalando la quarta doppietta della stagione alla Red Bull.

f1 abu dhabi

E si passa così all’epilogo del Mondiale 2010 che a Yas Marina regalò una delle pagine più emozionanti e anche convulse a livello agonistico della F1. Il 14 novembre ad Abu Dhabi, infatti, sono addirittura in tre a giocarsi l’iride: i due piloti della Red Bull Mark Webber-Sebastian Vettel e il ferrarista Fernando Alonso.

Il più favorito fra i tre è lo spagnolo della Rossa che dispone di 8 punti di vantaggio su Webber e di 15 su Vettel. Per quest’ultimo le speranze sono alquanto ridotte eppure ciò che accadrà in gara lo condurrà dritto dritto al titolo beffando i suoi rivali. Il tedesco parte dalla pole mentre Alonso e Webber si avviano dalla terza e quinta posizione. Alla Ferrari sbagliano completamente la strategia decidendo di marcare a uomo Webber lasciando andare via Vettel.

Copiano le scelte dell’australiano e dopo la sosta Alonso si ritrova dodicesimo dietro il tappo Petrov, che non riesce a superare in alcun modo. Vettel intanto non ha problemi al comando e vince davanti alle McLaren di Hamilton e Button. Alonso, invece, concluderà mestamente al settimo posto mettendosi dietro proprio Webber. Vettel è campione del mondo a sorpresa mentre la Ferrari ha fatto letteralmente harakiri perdendo un campionato già vinto per colpa di una delle più grandi debacle della sua lunga storia.

Due anni dopo, nel 2012, ci sarà il fantastico trionfo di Kimi Raikkonen al volante della nera Lotus-Renault, che resiste autorevolmente al minaccioso ritorno nel finale della Ferrari di Alonso conquistando un’affermazione importante per la F1, che non vedeva il nome Lotus ai vertici assoluti in una gara dal lontano Gp degli Stati Uniti del 1987 vinto, all’epoca, da Ayrton Senna.

Dominio Red Bull nel 2013 così come avvenne quattro anni prima mentre nel 2014 e 2015 il Gp arabo è stato monopolio Mercedes, brand storico i cui vertici si godranno domenica l’atto finale della battaglia Rosberg-Hamilton, che vede nettamente in vantaggio il tedesco sull’inglese, a meno di clamorosi scivoloni o di problemi tecnici.

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Alessandro Crupi
Reggino purosangue, è rimasto folgorato dalla F1 quando aveva 10 anni. Da quel momento è diventato il suo sport preferito sostituendo il calcio. Ama le vicende agonistiche che hanno caratterizzato la storia dell'automobilismo. Oltre alle quattro ruote è appassionato di astronomia, antropologia e colleziona conchiglie.