Anche questa stagione di F1 volge ormai al termine con la disputa, domenica, del Gp del Brasile, penultima prova del Mondiale F1 2016. Dopo il caos della gara messicana generato dai commissari e simbolo di uno sport piombato nella totale confusione regolamentare e decisionale, il Circus approda a Interlagos dove l’attenzione è tutta sulla sfida per il titolo tra i due galli della scuderia Mercedes, Nico Rosberg e Lewis Hamilton.

Forte del vantaggio accumulato in classifica, il favorito resta nettamente il tedesco che, in caso di vittoria, conquisterà automaticamente il suo primo campionato entrando nella “hall of fame” dei più grandi della F1. Ma Hamilton ha sempre dimostrato di crederci con le ultime due perentorie vittorie e la sua estrema tenacia può ancora tenerlo in vita fino all’atto conclusivo ad Abu Dhabi.

Nel frattempo, prima che le monoposto inizino a girare sulla pista brasiliana situata alla periferia di San Paolo, il ricco album dei ricordi di questo Gp riporta la mente ad una serie di emozioni vissute tra questo circuito e quello di Jacarepaguà a Rio de Janeiro, dove si correva negli anni Ottanta.

Le prime tre edizioni del Gp del Brasile in F1 mandarono in estasi l’appassionato popolo carioca per l’affermazione consecutiva a Interlagos di due grandi piloti di casa: Emerson Fittipaldi e Josè Carlos Pace.

Nel 1981, invece, si registra il primo importante e acerrimo duello, quello tra i due piloti Williams Alan Jones e Carlos Reutemann. Teatro dello scontro è il tracciato di Rio in una corsa che si svolge sotto una pioggia battente. Il pilota argentino è largamente in testa fin dal via approfittando anche dei guai della Brabham di Piquet. Dietro di lui si staglia minacciosa la figura di Jones che però Carlos doma senza problemi. Poi dal 55° giro, dai box della Williams gli viene impartito l’ordine di far passare il compagno di squadra, campione del mondo in carica. Reutemann ignora del tutto questa disposizione e trionfa scatenando le ire di Jones. È l’inizio di una guerra interna tra i due che durerà tutto l’anno e che condizionerà la stagione dell’argentino in lotta per il mondiale, perso malamente da quest’ultimo a vantaggio di Nelson Piquet.

L’anno dopo vince Prost dopo la squalifica di Piquet e Rosberg ma a vivacizzare la gara ci pensa Gilles Villeneuve sulla Rossa di Maranello, che tenne autorevolmente il comando per 30 giri nonostante la pressione degli avversari, prima di finire fuori pista per l’eccessivo consumo delle sue gomme.

Dalla metà degli anni Ottanta i brasiliani sono “rapiti” dal valore e dalla personalità di Ayrton Senna e Nelson Piquet, che si esprimono ai massimi livelli su ogni pista del Mondiale lottando per il titolo e dando vita ad esaltanti confronti nel Gp di casa. Piquet lo conquisterà nel 1983 e nel 1986 mentre Senna vince alla grande e in maniera alquanto eroica nel ’91 e ’93 ad Interlagos, la prima volta con il cambio bloccato in sesta, la seconda danzando sull’asfalto bagnato con una vettura non all’altezza della Williams, dominatrice del Campionato.

In mezzo Nigel Mansell giunge sul gradino più alto del podio nel 1989 portando al successo per la prima volta nella storia della F1 una macchina dotata di cambio semiautomatico: la Ferrari F1/89.

Altre edizioni da ricordare sono quelle del 2003, 2006, 2007 e 2008, dove le sensazioni volteggiano a ritmo vertiginoso ed estremo. Nella prima occasione in una gara dalle condizioni meteo molto variabili come quella del 1993, tra incidenti e colpi di scena vince il suo primo Gp Giancarlo Fisichella sulla Jordan mentre nel 2006 trionfa l’idolo di casa Felipe Massa su Ferrari. Emozioni fortissime e “da titolo” nel biennio 2007-2008 con Kimi Raikkonen, Lewis Hamilton e Felipe Massa.

Nel 2007, il famoso anno della spy-story McLaren-Ferrari, i due storici team sfidanti fanno a pugni per l’iride nell’ultima gara in Brasile con i loro piloti. A spuntarla sarà Raikkonen che approfitterà della guerra interna Hamilton-Alonso e dei guai tecnici alla vettura dell’inglese. Lewis si rifarà con gli interessi nel 2008 ai danni dello sfortunato Massa in un finale thrilling in piena rimonta.

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Alessandro Crupi
Reggino purosangue, è rimasto folgorato dalla F1 quando aveva 10 anni. Da quel momento è diventato il suo sport preferito sostituendo il calcio. Ama le vicende agonistiche che hanno caratterizzato la storia dell'automobilismo. Oltre alle quattro ruote è appassionato di astronomia, antropologia e colleziona conchiglie.