L’alba e il tramonto dei sogni iridati. Così può essere definito il Gp del Giappone per il significato che ha sempre rivestito nella storia della F1. A causa della sua posizione in calendario, infatti, la gara nipponica ha spesso rappresentato il momento decisivo del Mondiale facendo scorrere il brivido dell’eccitazione per le sfide da leggenda tra i più grandi piloti dell’epoca moderna.

Fin dalla prima apparizione nel calendario nel 1976, il Gp del Giappone è una gara da tramandare ai posteri di questo sport.

Sul circuito del Fuji, ultimo appuntamento di un Campionato tanto imprevedibile quanto drammatico, si consuma l’atto finale dell’eccitante sfida tra Niki Lauda e James Hunt. Il ferrarista, dopo il prodigioso recupero dal terribile incidente del Nurburgring è riuscito a giungere a questo appuntamento mantenendo una sola lunghezza di vantaggio in classifica sul pilota inglese della McLaren.

Ma questo non gli basterà per vincere il secondo titolo consecutivo alla guida della Rossa perché, in una gara devastata da una pioggia battente, Niki alzerà bandiera bianca già al secondo giro frenato dalla paura del ricordo di quanto accaduto in estate al Ring su pista umida, che gli stava costando la vita.

Con il terzo posto agguantato nel finale, Hunt otterrà il suo primo e unico titolo.

Dal 1987 la bellissima pista di Suzuka prende il posto del Fuji e per quattro anni di fila, dal 1988 al 1991, la gara sarà l’ambientazione naturale delle epiche sfide tra Ayrton Senna e Alain Prost per la battaglia iridata. Nell’88 prevarrà il brasiliano, l’anno dopo replicherà il francese tra i veleni a seguito dell’incidente con Senna alla chicane del triangolo che provocherà la squalifica di quest’ultimo, mentre nel 1990 sarà ancora un crash tra i due campioni alla prima curva a decidere l’esito del Mondiale, questa volta a vantaggio nuovamente di Ayrton. Anche in questa occasione si sprecheranno le polemiche.

Prost-e-Senna-Suzuka-1989
Prost e Senna dopo il contatto a Suzuka (1989).

Nel ’91 Senna batterà un altro grande rivale, Nigel Mansell, mentre nel ’94 Damon Hill sconfiggerà Schumacher sotto la pioggia con una corsa magistrale andando a rilanciare le sue aspirazioni da titolo prima dell’ultima gara in Australia, poi recise dallo stesso supercampione tedesco.

Due anni dopo Hill si rifarà sul compagno Villeneuve vincendo gara e titolo e le pagine di Suzuka si arricchiranno, poi, di altre due appassionanti storie di duelli iridati, quelle tra Mika Hakkinen e i ferraristi Michael Schumacher ed Eddie Irvine nel biennio 1998-1999. In entrambi i casi sarà il pilota finlandese della McLaren ad essere portato in trionfo ma nel 2000 dovrà soccombere allo strapotere di Schumacher che, proprio a Suzuka, riporterà a Maranello la vittoria del Mondiale dopo il famoso digiuno di 21 anni.

Sempre Schumacher sarà ancora iridato da queste parti nel 2003 vincendo un altro duello a distanza con un’altra McLaren guidata da un nuovo emergente pilota finlandese, Kimi Raikkonen. Il tempo, tuttavia, dà e toglie perché tre anni dopo il tedesco sarà beffato dal motore della sua Ferrari che lo lascia a piedi mentre è in testa perdendo, così, la possibilità molto concreta di aggiudicarsi l’ottavo titolo iridato.

Drammatica l’edizione del 2014 con l’incidente mortale di Bianchi con la Marussia in una gara in cui i due piloti della Mercedes, Lewis Hamilton e Nico Rosberg, hanno lottato per il successo finale per buona parte del Gp fino al guizzo decisivo dell’inglese. Identico risultato dello scorso anno con Lewis sempre davanti a tutti e che, anche domenica, dovrà correre all’attacco per cercare di riagguantare il fuggitivo Rosberg.

Non sarà affatto facile ma il campione inglese, che non molla mai, ci ha abituato alle sue rimonte furiose e spettacolari, oltre che insperate.
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Alessandro Crupi
Reggino purosangue, è rimasto folgorato dalla F1 quando aveva 10 anni. Da quel momento è diventato il suo sport preferito sostituendo il calcio. Ama le vicende agonistiche che hanno caratterizzato la storia dell'automobilismo. Oltre alle quattro ruote è appassionato di astronomia, antropologia e colleziona conchiglie.