Nonostante qualche problema elettrico, Valtteri Bottas ha chiuso al comando la seconda e ultima giornata di test al Sakhir. Il finlandese della Mercedes ha completato 143 tornate, svolgendo un lavoro mirato sulle mescole Pirelli per comprenderne il funzionamento soprattutto alle alte temperature (come quelle in Bahrain).

Secondo miglior tempo per la Ferrari di Sebastian Vettel, bloccato da alcuni problemi alla power unit della sua SF70-H in mattinata, seguito da Carlos Sainz, Stoffel Vandoorne e Kevin Magnussen. Sesta posizione per Esteban Ocon, seguito da Daniil Kvyat, Gary Paffet e Sergey Sirotkin. Concludono la classifica Pierre Gasly, Pascal Wehrlein e Sergio Perez. Di seguito i tempi.

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Ma la vera notizia di giornata è un’altra. Dopo 3 anni di affanni e difficoltà senza risultati, il matrimonio tra McLaren e Honda sembra giunto al termine.

La scuderia di Woking, infatti, è esasperata dalla mediocrità della power-unit giapponese, per nulla a livello prestazionale di quelle Mercedes, Ferrari o Renault e nemmeno in grado di terminare un gran premio se non addirittura cominciarlo (come Vandoorne in Bahrain).

Con un motore completamente rivoluzionato rispetto a quello utilizzato nei primi due anni, il 2017 doveva essere l’anno del riscatto McLaren, ma anziché i progressi sembra arrivata la rottura definitiva dei rapporti. Eppure le risorse economiche e tecnologiche non mancano in casa Honda. Lo stesso Fernando Alonso, quando decise di sposare il progetto, aveva elogiato questo aspetto: “Quando sono stato a visitare il reparto corse in Giappone sono rimasto molto colpito dalle attrezzature e dal materiale tecnologico e umano a disposizione. Davvero qualcosa di incredibile, quasi da fantascienza. Per questo ero ottimista e fiducioso”.

Adesso, invece, la McLaren è intenzionata più che mai a chiudere il rapporto di collaborazione al termine del 2017.

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Secondo i rumors, i vertici della scuderia inglese hanno già esortato i propri legali a iniziare la pratica per rescindere il contratto con la Honda, alla luce degli evidenti danni che sono stati causati al team negli ultimi tre anni. Non solo in termini di risultati in pista.

La mancanza di risultati, infatti, sono la causa di problemi economici come la fuga degli sponsor (TAG Heuer passato nel 2015 alla Red Bull e Johnnie Walker che dal 2018 sarà partner esclusivo della Force India) e i bonus di Fia e Fom assegnati in base alla classifica costruttori.

I giapponesi sembrano disposti ad addossarsi tutte le spese della McLaren per questa stagione, che si preannuncia più nera delle precedenti visto che non ha ancora portato nemmeno una macchina al traguardo nelle prime tre gare. Zak Brown ed Eric Boullier, rispettivamente amministratore delegato e team principal della McLaren, sembrano quindi già alla ricerca di nuove soluzioni per il prossimo anno. La più probabile resta la pista Mercedes, che adesso ha la possibilità di fornire un altro team oltre a Williams e Force India dopo l’uscita di scena dal F1 della Manor.

Più affascinante, anche se fantascientifica, la strada che porta a una motorizzazione Ferrari, ribattezzata Alfa Romeo. Il Cavallino, infatti, perderà quasi certamente la Sauber nel 2018 e fornirà il motore solamente alla Haas, destinata sempre più a diventare lo “junior team” di Maranello.